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Sarà Autostrade per l’Italia il concessionario del nuovo ponte di Genova. Crimi, M5S: no al ritorno dei Benetton

Il ministro dei Trasporti, Paola De Micheli conferma di aver firmato la lettera, poi inviata al sindaco Marco Bucci, per la procedura di collaudo, di consegna e di gestione post-consegna, che va al concessionario

di Raoul de Forcade

La prima auto sul nuovo ponte di Genova

Il ministro dei Trasporti, Paola De Micheli conferma di aver firmato la lettera, poi inviata al sindaco Marco Bucci, per la procedura di collaudo, di consegna e di gestione post-consegna, che va al concessionario


5' di lettura

La concessione del nuovo ponte di Genova andrà ad Autostrade per l’Italia. «Almeno pro tempore». Lo ha detto il ministro dei Trasporti, Paola De Micheli a Radio 24, confermando le anticipazioni stampa sull’affidamento dell’infrastruttura in corso di completamento a Genova. «Ho firmato io la lettera che ho poi inviato al sindaco Marco Bucci (nel ruolo di commissario per la ricostruzione, ndr), per la procedura di collaudo, di consegna e di gestione post-consegna, che va al concessionario».

Sulla decisione, però, arriva la netta stroncatura del Movimento 5 Stelle, per bocca di Vito Crimi, capo politico ad interim: «Il ponte di Genova non deve essere riconsegnato nelle mani dei Benetton. Non possiamo permetterlo. Questi irresponsabili devono ancora rendere conto di quanto è successo e non dovrebbero più gestire le autostrade italiane. Su questo il Movimento 5 stelle non arretra di un millimetro».

Il confronto De Micheli-Bucci

Con Bucci, ha aggiunto la De Micheli, «avevamo avuto una riunione qualche giorno fa, in cui lui aveva chiesto quali fossero i percorsi prima dell’inaugurazione del ponte e io gli ho confermato tutta la procedura di collaudo, della consegna e ovviamente quella della gestione post-inaugurazione, che va al concessionario. Ovviamente – ha proseguito il ministro - in questa fase il concessionario è Aspi e questa vicenda è soggetta a un'ultima fase, dopo questo faticosissimo percorso che dura da nove mesi sulla vicenda della revoca e sulla vicenda degli adempimenti delle manutenzioni. Questa è l’opzione che io ho firmato e inviato al commissario».


La clausola sul trasferimento

Mentre si avvicina la data di inaugurazione e di apertura al traffico del nuovo punte di Genova, prevista tra l’1 e il 10 agosto, si profila dunque la strada che il ministero intende percorrere. Nella lettera con cui la De Micheli ha affidato alla struttura commissariale del ponte il verbale di verifica dell’ispezione di viabilità viene esplicitato che «si ritiene necessario predisporre una convenzione» tra lo stesso ministero, «la struttura commissariale e il soggetto concessionario pro tempore», finalizzata «al trasferimento dell’infrastruttura allo Stato e contestualmente al soggetto gestore».

La concessione ad Aspi

È questo il punto della lettera in cui si fa riferimento al concessionario del ponte che attualmente è Aspi e alla quale, al momento, restano le concessioni, nonostante l’azienda sia stata esclusa dal bando per la ricostruzione del ponte. Una questione, quest’ultima, sulla quale Aspi ha fatto ricorso al Tar Liguria che ha, a sua volta, girato il quesito alla Corte costituzionale. E il verdetto della Consulta è atteso per oggi. Martedì, in un’intervista al Sole 24 Ore, il sindaco Bucci, ha spiegato: «Opereremo col concessionario che ci dirà il ministero». Riguardo alla lettera con cui il Mit ha affidato l’ispezione finale del nuovo ponte alla sua struttura, Bucci ha affermato: «Faremo il verbale con la struttura commissariale e decideremo il team di consulenti che farà questo lavoro; possono essere Anas o Rina (cui è affidata la direzione dei lavori del viadotto, ndr) o altri. È una decisione che prenderanno i responsabili tecnici».

Controlli entro i prossimi 10 giorni, «ma servivano 10 anni fa»

Il ministro De Micheli si è soffermata anche sul tema dei controlli sulla rete autostradale. «Nei prossimi 10 giorni terminiamo tutti i controlli e la programmazione degli interventi potrà essere fatta da qui alla fine dell’anno. Nel decreto semplificazioni - ha aggiunto - c’è una norma per cui gli interventi verranno programmati sulla base della gravità. I controlli andavano fatti 10 anni fa. Abbiamo avuto un rapporto tra i controllori, lo Stato, e i concessionari che per molti anni non è stato all’altezza della custodia del bene autostradale. Noi quando siamo arrivati, siamo stati i primi dopo decenni di impostare un lavoro sulla sicurezza, con criteri omogenei per tutti, non solo per Autostrade per l’Italia. Abbiamo fatto delle linee guida per le gallerie e per i viadotti che valgono per tutta Italia. Appena abbiamo avuto la mappatura della situazione - ha proseguito - da gennaio abbiamo chiesto ad Autostrade per l’Italia di fare gli interventi. Il tema della modalità degli interventi era dovuta al fatto che a oggi c’era in vigore la circolare del 1967, e questa la dice lunga, che imponeva una modalità di controllo a vista. Abbiamo detto fin dall’inizio che per noi andava bene anche un controllo con nuove tecnologie, come il georadar». Martedì il Mit ha annunciato l’emanazione di un’apposita circolare che ha superato quella del ’67 e introdotto la possibilità di metodi innovativi di indagine nelle gallerie, restando immutati gli obblighi vigenti per i concessionari sulla sicurezza.

Toti: «Dopo anni di minacce, torna Aspi»

Inevitabili le polemiche politiche. «Ebbene, dopo due anni di minacce, immobilismo, proclami, giustizia promessa e rimandata il ponte di Genova verrà riconsegnato proprio ad Autostrade, come ha ordinato il Governo M5s-Pd», dichiara il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti stamani via Facebook. «Voi ridate il ponte ad Autostrade senza ottenere nulla. Noi continuiamo a lavorare per l’interesse dei liguri. E intanto per la tragedia del Morandi e per le sue 43 vittime nessuno ancora ha pagato. Mentre a Roma litigavate, noi in Liguria almeno abbiamo ricostruito il ponte. Forse abbiamo ringhiato meno di voi... ma visti i risultati...». Il leader della Lega Matteo Salvini interviene su Twitter: «Confermata la concessione ad Autostrade? Cosa non si fa per salvare la poltrona, 5 Stelle ridicoli e bugiardi, due anni di menzogne e tempo perso: #colpadisalvini anche questo???».

Dalle fila di Forza Italia arriva poi la dichiarazione di Mariastella Gelmini, capogruppo alla Camera: «Da quasi due anni i 5 Stelle sventolano il cappio chiedendo la testa dei vertici di Autostrade e promettendo mari e monti ai loro militanti con la bava alla bocca. Cosa accade oggi? Che il ministero per le Infrastrutture e i trasporti riconsegna il Ponte Morandi di Genova, ricostruito in tempi record dopo il tragico crollo, proprio ad Autostrade, come la logica e un approccio non ideologico e giustizialista avrebbero consigliato sin dal primo momento. Cosa dicono i vari Di Maio, Di Battista, Toninelli e compagnia cantante? Hanno bloccato il Paese per due anni senza alcun motivo e oggi ingoiano, in silenzio, questa decisione solo per amor di poltrona. Onestà, onestà, onestà».

Bonafede: «Decidere entro la settimana»

Intanto, all’interno del Movimento 5 Stelle, è bagarre. Vito Crimi, capo politico M5S, reagisce con durezza su Twitter: «Il ponte di Genova non deve essere riconsegnato nelle mani dei Benetton. Non possiamo permetterlo. Questi irresponsabili devono ancora rendere conto di quanto è successo e non dovrebbero più gestire le autostrade italiane. Su questo il Movimento 5 stelle non arretra di un millimetro».

Il ministro della Giustizia e capo delegazione pentastellato Alfonso Bonafede invoca una rapida decisione: «Sulla concessione delle autostrade il governo ha lavorato senza sosta. Dopo aver raggiunto un risultato importantissimo, con il nuovo ponte Morandi costruito in meno di due anni, adesso è arrivato il momento di decidere, possibilmente entro questa settimana». Si fa sentire anche l’ex ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, pure lui M5S: «Salvini e la Lega sul ponte di Genova devono solo tacere. Nel Conte 1 si sono opposti alla revoca quando avrebbero potuto votarla col M5S. Hanno sempre frenato e messo i bastoni tra le ruote. Ora il Pd non faccia come Salvini e ci permetta di togliere ai Benetton le nostre autostrade».

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