ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùGli Stati Generali della Cultura

Sarà la cultura a dare lo slancio al Paese ma serve un connubio pubblico-privato

Parterre de roi e oltre 3000 iscritti per la kermesse annuale del Sole 24 Ore sullo stato dell’arte dell’industria della cultura italiana

di Davide Madeddu

5' di lettura

Gli Stati generali della cultura

La cultura per ripartire. E rilanciare la crescita economica, superando difficoltà e colmando lacune. In un cammino che ha bisogno di regole sui ruoli (pubblico, privato e terzo settore), le nuove opportunità e che può giovarsi della “grande chance” rappresentata dal Recovery Fund. Una partita dove anche l’università deve giocare un ruolo importante.

L’iniziativa

L’occasione per disegnare lo scenario da cui ricominciare sono gli Stati Generali della Cultura, “Le nuove frontiere della cultura”, iniziativa promossa da Il Sole 24 Ore-Domenica, Radio 24, a 24 Ore Eventi e 24 Ore Cultura, Confindustria Cultura Italia e AICC (Associazione Imprese Culturali e Creative) (Main Partner Fondazione Arena di Verona e Treccani, official Partner Art Defender, partner tecnico Shaa) andati in onda il 14.

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Il ministro Franceschini

Punto di partenza, come ribadito dal direttore del Sole 24 ore Fabio Tamburini, nella conversazione con il ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, la necessità di “valorizzare il patrimonio culturale italiano”. Uno mondo che oggi, come sottolineato dal ministro Franceschini, ha la grande occasione del “Recovery Fund”. “Ci sono tanti soldi che vanno gestiti, per i borghi, per il recupero dei casali, per il restauro delle chiese – ha rimarcato l’esponente del Governo –. Abbiamo messo 300 milioni per il raddoppio e la crescita di Cinecittà, abbiamo lanciato il tax credit che ha fatto crescere il lavoro nel settore, una legge che è stata un forte attrattore a livello internazionale. L’investimento su cinema e audiovisivo è una delle più grandi operazioni industriali dei prossimi anni, non è soltanto fare cultura e fare del bene, è anche fare reddito». E l’auspicio che pubblico e privato collaborino superando la “contrapposizione ideologica”. Non ci sono solamente le opportunità delle risorse ma anche aspetti da chiarire.

Le imprese culturali

Per Luigi Abete, Presidente AICC Associazione Imprese Culturali e Creative «Statalismo e uso improprio della solidarietà: risolvere queste sfide è condizione essenziale per il nostro futuro. Per le imprese culturali e creative si aprono grandi prospettive pur in un contesto in cui si consolidano grandi ritardi e i gravi problemi che hanno segnato, negli ultimi anni, il sistema culturale del nostro Paese – ha rimarcato Abete –. La tendenza che si va affermando da parte dell’amministrazione pubblica, di “statalizzare” sempre più le attività operative gestionali, si accompagna all’uso distorto, sempre più diffuso, della forza viva e proattiva del mondo del terzo settore. L’attività dei molti che si adoperano in forme di solidarietà indirizzate al sostegno dei più deboli e fragili viene impropriamente utilizzata come forma surrettizia di lavoro dipendente sia nel pubblico che nel privato».

Confindustria cultura

Ricostruire quindi, partendo dagli effetti della pandemia che ha messo a dura prova il mondo della cultura che, come ha testimoniato Innocenzo Cipolletta, presidente di Confindustria Cultura Italia «ha saputo reagire trasformando questa crisi in una opportunità per innovarsi e rinnovarsi, investendo su nuovi modelli di business e di fruizione». Una riscrittura dei consumi culturali, per usare le parole dell’esponente di Confindustria Cultura Italia che rimarca: «le imprese sono pronte a sostenere ma che deve essere accompagnato dal Governo».

Partnership pubblico privato

Ricordando che in 70 giorni la stagione dell'Arena di Verona «ha un indotto sottostimato di 500 milioni di euro», la sovrintendente e direttrice artistica Cecilia Gasdia, ha rimarcato l'importanza della partnership tra pubblico e privato. A parlare di mecenatismo e collaborazione tra pubblico e privato anche la sindaca di roma Virginia Raggi. Strategia, visione e anticipazione, sono i punti su cui, secondo Simone Silvi, Amministratore Delegato Treccani Reti, si deve fare leva.«Che cosa ci hanno insegnato questi ultimi 18 mesi? Che la paura del futuro, la dolce e fatale illusione che tutto resterà sempre uguale condannano al fallimento anche i migliori. Il futuro non va aspettato, per quanto possibile va anticipato. Solo così non si rischia mai di diventare obsoleti, una roba da musei, da vecchio album dei ricordi. E per farlo ci vuole visione, ci vuole coraggio, senza mai, mai dimenticare chi siamo veramente».

Prospettive e ostacoli

A guardare verso gli scenari internazionali con un’attenzione alla crescita e alle trasformazioni Francesco Rutelli, già sindaco di Roma e attuale presidente di Anica. «È nostro interesse che nuovi soggetti internazionali vengano in Italia, investano e aiutino la crescita del sistema Paese – ha detto –. È necessario che il governo aiuti le aziende italiane definendo un terreno di competizione corretta, e anche aiutando le aggregazioni di imprese italiane ed europee». Eppoi le soluzioni per ovviare i danni provocati dalla pandemia. Come la capacità di “innovarsi e inventare». «L’Opera di Roma – ha rimarcato Carlo Fuortes, Sovrintendente del teatro – ha visto crescere durante la pandemia, sia il suo pubblico sia soprattutto la sua reputazione internazionale». E gli ostacoli da superare, come evidenziato dall’Etòile Roberto Bolle, in questi giorni al Circo Massimo di Roma: «Credo che quello che ci abbia insegnato questo momento è proprio prendere consapevolezza dei vulnus, delle carenze».

Le soluzioni innovative

In questo ampio panorama spazio anche alle le nuove opportunità e soluzioni innovative. Come quelle offerte dalle aziende digitali che “possono sostenere il mondo della cultura”. «L'8 marzo 2020 è una data che ha segnato un grande spartiacque nel mondo della cultura e non solo – ha detto Luca Sepe, Amministratore Delegato di Shaa – . Il digitale ha portato sin da quel momento una grande rivoluzione ed è stato capace di allargare le platee fisiche e di abbattere i confini e i limiti imposti». C’è poi il capitolo che riguarda la Promozione e innovazione, e le nuove esperienze dell'arte, argomenti affrontati da Ilaria Bonacossa, Direttrice di Artissima Torino, Stefano Boeri, Presidente della Triennale Milano.«L’annus horribilis che ha devastato il nostro Paese, sotto i profili umani, sociali ed economici, ha di fatto completamente bloccato il settore Culturale – ha detto Alvise di Canossa, Presidente di Art Defender –. La riflessione che nasce spontanea riguarda la necessità di ridisegnare un percorso che permetta un reale avvicinamento tra Pubblico e Privato, per offrire un nuovo programma che, con equilibrio, coniughi Cultura ed Economia, Innovazione e Tecnologia per permettere a noi ed al mondo di ritornare a vivere il Bello e l’Arte come un dono prezioso da conservare nel tempo».

L'università

A giocare un ruolo di primo piano in questa partita che vuole dare una spinta alla ripresa sarà anche l’università. «La priorità che ho sul tavolo è riuscire a mettere le basi per attuare i progetti previsti dal Pnrr che servano a superare i divari nel settore dell’Università e ricerca e per portare l’Italia a essere competitiva tra 5-6 anni e a camminare con le proprie gambe – ha detto la Ministra dell'Università e la Ricerca Maria Cristina Messa –. Mettere a terra questa progettualità è impegnativo e non si può fare senza riforme. Quindi è necessario un sistema di riforme e semplificazione che permetta a tutti gli attori in campo di giungere all’investimento del Pnrr, poter lavorare e creare un sistema attrattivo per giovani, che dia competenze per il nostro mercato e renda l’Italia un Paese forte e competitivo su ecologia e transizione digitale ed ecologica”.

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