Residenziale

Saranno 2 milioni in più gli italiani che cercheranno casa quest’anno

Secondo l’indagine di CasaDoxa, cresce l’interesse dei potenziali acquirenti per aree verdi e apparecchi tecnologi. Cala la vicinanza al luogo di lavoro.

di Laura Cavestri

4' di lettura

Nel 2021 2 milioni di italiani in più alla ricerca di una nuova casa. Messi a dura prova dall’esperienza della pandemia, sono sempre di più gli italiani che intendono cambiare casa entro i prossimi 4 anni. Se nel 2019, in tempi pre-pandemici, la percentuale toccava quota 22%, nel 2021 si arriva al 26%, pari ad un incremento di 2 milioni di persone. È questo il ritratto degli italiani emerso da CasaDoxa 2021, la 4°edizione dell'Osservatorio nazionale sugli italiani e la casa di Bva Doxa sui principali cambiamenti in atto, realizzato tra aprile e maggio 2021 intervistando online oltre 7mila famiglie italiane.

L’impatto della pandemia ha conseguenze sulle priorità dei desiderata di chi cerca casa. Nei criteri di scelta crescono giardini e terrazzi (67%, +9% rispetto al 2019), oltre alla presenza di spazi verdi (65%, +17% sul 2019). Cala, invece, la vicinanza al posto di lavoro
(45%) e ai mezzi pubblici (55 per cento). Una situazione sostenuta dalla percezione che lo smartworking diventerà, almeno in parte, una componente strutturale.

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Il ruolo dello smartworking

L’Osservatorio CasaDoxa 2021 fotografa una situazione ibrida, dove il 78% degli intervistati si dice pronto a lavorare sia da casa sia in azienda, dato aggregato frutto di un 42% che afferma di voler lavorare prevalentemente in azienda e di un 36% che, al contrario, preferirebbe farlo da casa. Nonostante la preferenza sia per un format di generale alternanza tra casa e azienda, c’è ampio consenso – quasi 8 lavoratori su 10 – sul fatto che lavorare da casa sia un’opportunità. Alla propria abitazione viene dunque attribuita una nuova funzione che piace e che sembra destinata a rimanere anche quando verrà superata definitivamente la crisi legata al Covid-19.

La casa però non è solo sinonimo di smartworking. Aumenta, infatti, sempre di più la quota di chi trasforma la propria abitazione in uno spazio da destinare all’attività sportiva. Tra il 2019 e il 2021 cresce del 110% la percentuale di persone che hanno fatto sport in casa nell’ultimo anno, passando dal 12% al 25 per cento. Per quanto riguarda le prospettive per il futuro, in questo caso l’alternanza casa/palestra verrà scelta da 1 italiano su 2, mentre l’allenamento esclusivo in palestra resta una certezza per il 38% degli intervistati.

Orti domestici: è boom nei condomini delle grandi città

Impossibilitati a immergersi nel verde delle zone al di fuori delle grandi città e invitati a limitare gli spostamenti, nell'ultimo anno gli italiani hanno riscoperto la loro passione per il “pollice verde”, non solo per scopi decorativi, ma anche per esigenze produttive. In 2 case su 5, infatti, si coltivano ormai verdure, frutti o erbe officinali. Ma la grande differenza emerge dal confronto tra la città e la campagna, e le relative tipologie più tipiche di abitazione: se prima a coltivare era soprattutto chi viveva in villette indipendenti e in paesi di provincia, ora si osserva un boom nei condomini e nelle grandi città, dove l’incremento per gli orti domestici è rispettivamente del 53% e del 44 per cento.

Con la pandemia si accelera verso la casa “effortless”

Al di là della scoperta definitiva dell’importanza di poter contare su una connessione Internet stabile e veloce capace di poter assolvere tutte le nuove esigenze della vita smart, oltre la metà degli intervistati (il 52%) afferma che la tecnologia non è più avvertita come superflua, bensì utile (40%), accessibile a molti e non più riservata ad una nicchia (40%), sempre più facile e meno complessa (38 per cento).
Resta invece ancora molto da fare per rassicurare gli italiani sulla sicurezza della gestione dei propri dati sensibili in rete, un tema ancora oggi rilevante soprattutto alla luce delle recenti vicende che hanno riguardato alcuni tra i principali social network. Solo il 20% degli italiani, infatti, è riuscito a vincere i timori per la propria privacy e a reputare sicura la tecnologia nel suo complesso.Quanto ai trend di progressiva apertura nei confronti della casa connessa e interattiva, l’Osservatorio CasaDoxa 2021 rileva che nell’ultimo biennio è in netto aumento (35% nel 2019 rispetto al 44% nel 2021) la quota di coloro che già ne dispongono o non vedono l’ora di integrare dispositivi e tecnologie per rendere “effortless” la propria abitazione.
Tutto questo avviene a fronte di una diminuzione di quanti nonne hanno ancora un'idea precisa – gli incerti calano dal 43% nel 2019 al 35% di quest’anno – e di una sostanziale stazionarietà – con quota stabile attorno al 20% – degli attendisti, ovvero coloro i quali sono sì incuriositi, ma pensano che la tecnologia non faccia per loro o che sia troppo sofisticata per la propria casa.

Per gli italiani la tecnologia è un alleato molto utile anche per assolvere alcune incombenze assistenziali, come ad esempio assistere i familiari non indipendenti (76%). Allo stesso modo, la tecnologia aiuta a rendere la casa più comoda e facile da gestire nel suo complesso (74%) e più sicura (73%), evitando anche gli incidenti domestici (72 per cento). Infine, l’uso di dispositivi tecnologici aiuta a risparmiare denaro nella gestione della casa, secondo il 59% degli italiani.

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