ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùa colloquio con l’ad scaffardi

Saras riapre il dossier alleanze: «Pronti per partner industriali»

di Monica D'Ascenzo


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(Alamy Stock Photo)

3' di lettura

La sfida sui margini di raffinazione, la crescita del parco eolico, gli investimenti sul digital e le opportunità sui nuovi combustibili con la nuova regolamentazione IMO-Marpol VI. L’anno di Saras sarà intenso e di certo il corso del prezzo del greggio e le tensioni politiche non aiutano. All’orizzonte anche la possibilità di partnership industriali, che potrebbero cambiare gli scenari futuri. «Saras è aperta a nuove partnership con gruppi industriali, come nel caso di Rosneft». In questo colloquio con Il Sole 24 Ore, Dario Scaffardi, amministratore delegato del gruppo petrolifero, apre a nuove opportunità di sviluppo.

Anche con l’ingresso di un partner nell’azionariato? «Credo che potrebbe avere senso da un punto di vista industriale una partnership con un primario operatore del settore petrolifero. Questa è una decisione che spetta agli azionisti» risponde il manager. E d’altra parte lo stesso presidente del gruppo Saras, Massimo Moratti, in occasione dell’assemblea aveva ribadito l’impegno della famiglia nell’azionariato, ma allo stesso tempo aveva dichiarato che la società è molto corteggiata. «Da molti operatori – evidenzia Scaffardi - c’è interesse, perché Saras è un’azienda relativamente piccola ma siamo un punto di riferimento per il nostro modello operativo. Non c’è azienda delle nostre dimensioni che abbia la nostra complessità di lavorazione».

Intanto sull’esercizio in corso il manager è positivo: «Per il 2019 prevediamo un margine di raffinazione in deciso miglioramento rispetto al 2018. C’è un consensus comune del mercato in questo senso. Anche se siamo meno fiduciosi di qualche mese fa. Restiamo comunque convinti che a partire dal secondo semestre ci sarà una robusta ripresa» sottolinea Scaffardi, proseguendo poi: «Siamo estremamente soddisfatti dei programmi di miglioramento ed efficientamento soprattutto in raffineria. Abbiamo realizzato a inizio anno un’enorme manutenzione rispettando i tempi e i costi stabiliti, senza il minimo incidente che è per noi la cosa più importante».

Certo il contesto geo-politico globale non aiuta. In particolare su due fronti: Iran e Venezuela. «Quello che stiamo soffrendo, e non si vedono schiarite all’orizzonte, è la condizione politica complessiva: avere le sanzioni all’Iran e la situazione in Venezuela non fa mancare il petrolio, però tutti questi fattori fanno sì che il petrolio rimanga a livelli elevati di prezzi. Questo si riflette sulle società come la nostra che non sono integrate verticalmente, ma che si occupano della trasformazione dei greggi», spiega l’amministratore delegato di Saras, aggiungendo inoltre: «Sul mercato, infatti, vengono a mancare alcuni tipi di di petrolio e quindi per certe qualità questo si traduce in margini di raffinazione più ridotti e grezzi a prezzi più alti. Penso che la situazione possa avere qualche colpo di teatro da qui ai prossimi mesi in positivo, ma non c’è visibilità su questo».

Qualche fattore, però, può far intravedere qualche schiarita all’orizzonte, per il gruppo che ha chiuso il primo trimestre dell’anno con ricavi per 2,094 miliardi, in flessione del 13% rispetto allo stesso periodo del 2018, e una perdita di 40,8 milioni a fronte di un utile da 8,5 milioni dell’anno precedente. «Nonostante un inizio d’anno piuttosto complesso, restiamo convinti che gli effetti del cambiamento della regolamentazione IMO-Marpol VI che riduce il contenuto di zolfo consentito ai fumi dei motori marini dal 3,5% allo 0,5% porterà effetti positivi per i siti ad alta conversione ed integrati come il nostro. Come Saras siamo attrezzati per produrre i nuovi combustibili marini e stiamo cominciando una nuova attività commerciale di vendita diretta di questi combustibili nel porto di Cagliari», afferma Scaffarti, spiegando poi che «la produzione di questo tipo di combustibili sosterrà la profittabilità della raffineria e ci aiuterà a mantenere margini alti. Inoltre anche l’attività di vendita contribuirà positivamente ai dati di bilancio».

Novità anche sul fronte delle rinnovabili. «Nel 2019 ci sarà l’ampliamento del parco eolico da 100 megawatt ed è stato portato a 130 megawatt con l’installazione di altre 9 torri. Ci stiamo muovendo con molta rapidità e con la fine dell’anno saranno tutte in funzione. Il contributo al margine operativo lordo (Ebitda) è di circa 15 milioni all’anno» dice Scaffardi. Ma non solo. Il gruppo potrebbe decidere di investire ulteriormente in questo settore: «Non escludiamo ulteriori investimenti in questo settore soprattutto in progetti che partono da zero. Più complessa sarebbe l’acquisizione di parchi esistenti vista la concorrenza di gruppi elettrici più strutturati».

Infine un contributo ai dati di bilancio arriva anche dalla controllata svizzera specializzata nel trading di greggio. «L’attività della nostra società di trading in Svizzera sta andando molto bene. Fornisce un servizio di livello internazionale alla nostra attività industriale. D’altra parte non si può pensare di essere nel mercato del petrolio senza conoscere tutti i meccanismi del mercato. Saras oggi è il maggior attore nel mercato del diesel e del gasolio nel Mediterraneo al di là della nostra produzione diretta. La società fa anche attività di trading puro che ha portato risultati interessanti».

Riproduzione riservata ©
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    Monica D’Ascenzoredattrice

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Italiano, inglese

    Argomenti: Finanza, startup, diversity

    Premi: Premio dell'Associazione per lo Sviluppo economico per il libro "Donne sull'orlo della crisi economica"

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