bilancio annuale

Saras, ricavi e redditività in calo nel 2019

Il gruppo petrolifero ha registrato un utile netto in flessione dell'81% a 26,2 milioni di euro. Il dividendo per i soci sarà di 0,04 euro per azione. Approvato il piano industriale al 2023

di Monica D'Ascenzo

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Il gruppo petrolifero ha registrato un utile netto in flessione dell'81% a 26,2 milioni di euro. Il dividendo per i soci sarà di 0,04 euro per azione. Approvato il piano industriale al 2023


2' di lettura

Redditività in calo per Saras nel 2019. Il gruppo petrolifero ha chiuso lo scorso esercizio con un margine operativo lordo (Ebitda) in calo del 40% a 252,8 milioni di euro e un utile netto in flessione dell'81% a 26,2 milioni di euro a fronte di ricavi per 9,63 miliardi, scesi del 10%. I risultati sono stati influenzati «da uno scenario macroeconomico meno favorevole e una volatilità senza precedenti dei mercati petroliferi dovuta anche a fenomeni speculativi», spiega il gruppo in una nota. Il consiglio di amministrazione che ha approvato il bilancio 2019 a deciso di proporre all'assemblea degli azionisti di un dividendo di 0,04 euro per azione pari a un pay out del 56% è pari a un dividendo hielo di circa il 3,8% rispetto agli attuali corsi di Borsa. Le azioni oggi a Piazza Affari cedono oltre 2 punti percentuali in linea con quanto sta facendo il Ftse All Share.

«Nel 2019 il contesto economico nazionale internazionale è risultato in progressivo rallentamento, causa tra l'altro delle tensioni commerciali a livello globale, che hanno destabilizzato ogni settore. Inserimento esposto, tra cui quello del greggio e della raffinazione. Saras grazie alla resilienza e flessibilità del suo modello di business è riuscita a generare un risultato economico positivo pur operando in un contesto più complesso del previsto» ha commentato il presidente di Saras Massimo Moratti, giungendo poi: «Guardando al futuro riteniamo che Saras sia un punto di riferimento stabile quale fornitore di energia in una zona geografica privilegiata, con abbonda di materie prime e che si affaccia dad un continente previsto nei prossimi anni in grande crescita ma ancora carente di infrastrutture».

Sempre oggi il board ha approvato il piano industriale al 2023, che prevede il completamento del ciclo di investimenti da 712 milioni nel quadriennio, l'ottimizzazione della produzione, la gestione integrata della supply chain e l'efficentamento dei costi. La generazione di cassa dalla gestione operativa complessiva durante l'orizzonte di piano è attesa pari a circa 1,5 miliardi e questi flussi, spiega il gruppo, «saranno in grado di far fronte agli investimenti industriali e quelli per lo sviluppo della pipeline di nuovo a capacità rinnovabile, al pagamento degli oneri finanziari e delle imposte, garantendo altresì la remunerazione degli azionisti». Eventuali risorse in eccesso saranno allocate alla realizzazione dei nuovi progetti di sviluppo nelle rinnovabili. È stata confermata infine la politica aziendale che prevede il pagamento di dividendi compresi tra il 40% e il 60% dell'utile netto comparable.

«Il nostro piano industriale per il periodo 2020 2023 coniugare rafforzamento del posizionamento competitivo nel settore della raffinazione della produzione di energia elettrica con lo sviluppo delle energie rinnovabili per creare valore nel lungo periodo e ridurre il carbon footprint e dell'azienda contribuendo a raggiungimento degli obiettivi del Piano Nazionale Integrato per l'energia e il clima», ha commentato Moratti.

La posizione finanziaria netta si conferma positiva e pari a 79 milioni a fine dicembre dai 46 milioni dell'anno precedente. Nello scorso esercizio il gruppo ha realizzato investimenti per il mantenimento dell'operatività degli impianti e per l'incremento del 30% del parco eolico per un valore complessivo di 344,6 milioni rispetto ai 242,9 milioni dell'anno precedente.

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