Regioni

Sardegna, la Consulta salva la riforma delle Province

Tutto come prima. In Sardegna tornano le sei province e le due città metropolitane

di Davide Madeddu

Nuoro (Adobestock)

3' di lettura

Tutto come prima. In Sardegna tornano le sei province e le due città metropolitane. A mettere fine alla lunga corsa della riforma degli Enti locali, andata avanti a colpi di cancellazioni e ripristini, è stata la Corte costituzionale che ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato lo scorso giugno dal Governo contro la legge approvata due mesi prima dal Consiglio regionale. Una norma con cui si porta a sei il numero degli enti intermedi (Nuoro, Gallura, Oristano, Ogliastra, Medio Campidano e Sulcis Iglesiente) e a due (Cagliari e Sassari) quello delle città metropolitane. 

Una lunga mobilitazione

Che la questione Province in Sardegna sia sentita non c’è dubbio e parte da lontano. Dalla fine degli anni 90, quando nell'isola  parte la mobilitazione per la costituzione di nuovi Enti locali nei territori che hanno una certa affinità. 

Loading...

La prima norma regionale

Infatti, nel 2001, dopo una lunga serie di iniziative viene approvata la norma regionale con cui si moltiplicano le Province. Che passano quindi dalle 4 tradizionali, Cagliari, Oristano, Nuoro e Sassari a 8. Con il nuovo disegno arrivano Medio Campidano, Sulcis Iglesiente, Ogliastra e Gallura. L’attività dei quattro nuovi Enti inizia con le prime elezioni del 2005 e va avanti per un altro giro.

Il Referendum abroga

Nonostante l’attività delle Province, cresce, questa volta, una nuova mobilitazione il cui obiettivo è tagliare le istituzioni intermedie. E il  6 maggio 2012 in Sardegna c’è il referendum consultivo relativo al “riassetto delle Province”. Vota il 35,5 per cento degli aventi diritto. Il referendum è comunque valido perché si supera la soglia del 33,3 per cento del quorum. Il Sì vince con il 96,94 per cento. Seguono le dimissioni e il commissariamento degli Enti. 

Si cerca un’altra strada: la nuova riforma

Nel frattempo, con gli Enti intermedi senza guida politica ma gestiti da commissari, si cercano soluzioni normative. È il 2016 quando l’amministrazione regionale a guida centrosinistra vara la nuova norma per il riordino degli Enti locali. Nel nuovo disegno vengono soppresse le province di Cagliari, del Sulcis Iglesiente, quella del Medio Campidano, Gallura e Ogliastra. Nasce la “super” Provincia del Sud Sardegna la cui  circoscrizione territoriale corrisponde a quella della Provincia di Cagliari (comprende anche Sulcis Iglesiente e Medio Campidano), esclusi i comuni appartenenti alla città metropolitana di Cagliari, restano in piedi le Province di Nuoro (che si riappropria dell’Ogliastra), Oristano e Sassari (che si riprende la Gallura) e nasce la rete metropolitana di Sassari. Le elezioni dei nuovi organismi non si svolgono e gli enti vengono fatti funzionare da amministratori straordinari nominati dalla Regione. 

La rivoluzione non funziona

Che la riforma degli Enti locali non sia gradita alle amministrazioni comunali e ai territori lo certificano le diverse prese di posizione e le proteste che si registrano nel corso dei mesi. Segue una nuova mobilitazione che dalla Gallura arriva sino al Sulcis. Il movimento trasversale ha un obiettivo: ripristinare le Province. Il travaglio dura circa un anno e alla fine arriva il via libera al “nuovo riassetto”. Per portare avanti la riforma vengono stanziate anche le risorse e fissate le scadenze: ossia elezioni di secondo livello entro il 31 dicembre 2021, con l’auspicio del Cal (il Consiglio delle autonomie locali) che ci possa essere un ritorno all’elezione diretta.

Il Governo si oppone

Tutto risolto quindi? Nemmeno per sogno. Il Consiglio dei ministri impugna l’articolo 6 della legge, relativo all'accertamento della volontà dei territori, sostenendo, in pratica, l'obbligatorietà del ricorso al referendum prima di qualsiasi modifica delle circoscrizioni provinciali. Consultazioni che, evidentemente, non sono avvenute. 

Un altro giro di valzer

L’ultimo giro spetta alla Corte costituzionale che riaccende le speranze per una resurrezione degli enti intermedi. La Consulta dichiara «l’inammissibilità  perché il ricorrente avrebbe dovuto estendere la censura a tutta la legge», ma poiché così non è stato “evidentemente” «è carente l'interesse all’impugnazione». 

L’esecutivo esulta

Per il presidente della Regione Christian Solinas la sentenza «certifica che il Consiglio regionale ha pieno diritto di legiferare nelle materie di sua competenza, senza indebite interferenze dello Stato». Non solo. «Il pronunciamento - conclude - rafforza la convinzione sulla bontà del percorso intrapreso dalla Giunta regionale». 

La nuova mappa

La nuova geografia degli enti intermedi vede le due città metropolitane di Cagliari (con oltre mezzo milione di abitanti) e Sassari (con oltre 300 mila abitanti) e le sei province: Sulcis Iglesiente con capoluoghi Carbonia e Iglesias, Medio Campidano con capoluoghi Sanluri e Villacidro, Ogliastra che avrà come capoluoghi Lanusei e Tortolì e la Gallura con capoluoghi Olbia e Tempio. Dallo scenario sparirà il Sud Sardegna. 

 

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti