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Sardegna, dieci impianti eolici bloccati in attesa delle autorizzazioni

In Sardegna, parte la mobilitazione contro i parchi eolici off-shore da costruire al largo delle coste. A sostenerla un fronte che va dai Comuni alla Regione

di Davide Madeddu

3' di lettura

La rivoluzione energetica green non piace più. E in Sardegna, parte la mobilitazione contro i parchi eolici off-shore da costruire al largo delle coste. A sostenerla un fronte che va dai Comuni per arrivare sino al Consiglio regionale e all’esecutivo che annuncia la presentazione di un ricorso contro il Pniec.

Il programma vede una decina di istanze presentate per realizzare altrettanti parchi eolici a una trentina di chilometri dalle coste del sud e del nord dell’isola. In alcuni casi la procedura ha superato la prima fase, quella della presentazione della richiesta di concessione dello specchio d’acqua, ed è in attesa della conferenza dei servizi decisoria. Complessivamente, potrebbero nascere una decina di parchi con poco meno di 500 pale eoliche, con una capacità di circa 2.400 MW.

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Quanto ai progetti: al sud c’è la Repower Renewable Spa con un piano da 33 aerogeneratori di potenza pari a Mw 15 ciascuno, per una potenza totale di MW 495. Poi la Nora Ventu nata dalla partnership tra Falck Renewables e BlueFloat Energy che porta avanti il progetto da 1,4 Gw di capacità, con due parchi eolici galleggianti al largo del sud Sardegna e in grado di alimentare 1,2 milioni di utenze e un investimento di 4 miliardi di euro. O ancora di Seawind, che prevede due parchi composti da 24 pale ciascuno e per una potenza (per ognuno) di 292 megawatt nella costa sud occidentale. Nella costa di Porto Torres, a nord Ovest, la richiesta di Acciona. Altri interventi e richieste poi nel nord est con progetti per parchi eolici dalla Gallura sino a Siniscola.

Contro i progetti si è formato un fronte cui partecipano sia le amministrazioni comunali sia le associazioni ambientaliste. «Per il momento gli unici che hanno predisposto e presentato un atto formale siamo stati noi - dice Stefano Deliperi, presidente del Gruppo di intervento giuridico -. E l’unica certezza è che ci sono 10 istanze presentate alle corrispondenti capitanerie». L’ultima iniziativa il 2 luglio, con la presentazione di «un atto di opposizione al rilascio della concessione demaniale marittima per la realizzazione di una centrale eolica offshore flottanti richiesta dalla società milanese Nurax Wind Power s.r.l. nel mare della Gallura settentrionale, davanti ai litorali dell’Arcipelago della Maddalena, di Arzachena, di Olbia».

Il responsabile dell’associazione chiarisce: «Non siamo contrari alle rinnovabili, ma chiediamo chiarezza, perché se dovessero andare in porto tutti i progetti la Sardegna sarebbe circondata da circa 500 pale eoliche, in grado di produrre una quantità di energia che poi chi utilizzerà?»

Intanto sul fronte istituzionale cominciano a partire le iniziative contro i parchi eolici. In Gallura, il nord est dell'isola, si sono riuniti in maniera congiunta i Consigli comunali di Posata, Olbia Loiri Porto San Paolo, Siniscola, Budoni e San Teodoro per «bocciare» il progetto di un parco da 62 turbine eoliche proposte dalla società Tibula Energia posizionate a una distanza dalla costa tra i 25 e i 40 chilometri. Iniziativa analoga in Consiglio regionale dove è stato approvato in modo trasversale un ordine del giorno con cui si impegna il presidente della Regione «intraprendere ogni possibile iniziativa con il Governo per una moratoria al rilascio delle concessioni per l’installazione a fini speculativi di parchi eolici, a proteggere il mare come bene comune riconosciuto ed identitario della Sardegna a beneficio del mondo e delle future generazioni».

Tra i rappresentanti del Consiglio regionale c’è chi non manifesta contrarietà apriori ma chiede «chiarezza», come sottolineano Roberto Deriu e Giuseppe Meloni: «Non possiamo permettere che succeda quello che è accaduto con le servitù militari».

Da ambienti dell’esecutivo regionale, invece, fanno sapere che, manifestando una certa contrarietà, l’argomento eolico off shore è «all’attenzione della Giunta».

Con una nota ufficiale, poi, la Regione annuncia che è in fase di predisposizione il ricorso contro il ‘Decreto Energia'. «Abbiamo guidato la Commissione ad esprimere i pareri su tutti i decreti energia, evidenziando in particolare la posizione di contrarietà, espressa da tutte le Regioni, al metodo che il Governo nazionale ha utilizzato per implementare le rinnovabili e per rispondere all’emergenza energetica nel territorio nazionale», annuncia Anita Pili, assessora regionale dell’Industria.

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