le nuove regole

Sardegna, da lunedì per entrare servirà il certificato di negatività o il tampone

Dalla Regione partono le nuove regole per entrare in Sardegna dove tiene ancora banco la“guerra dei dati” sulle presenze registrate durante la stagione turistica

di Davide Madeddu

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Dalla Regione partono le nuove regole per entrare in Sardegna dove tiene ancora banco la“guerra dei dati” sulle presenze registrate durante la stagione turistica


3' di lettura

Certificato di negatività o tampone per chi entra in Sardegna e mascherine tutto il giorno se non si riesce a garantire la distanza di un metro.
In Sardegna salgono i contagi e i ricoveri e dalla Regione partono le nuove regole per entrare in Sardegna dove tiene banco anche la“guerra dei dati” sulle presenze registrate durante la stagione turistica.

L'ultimo dato dato sui contagi fa registrare 51 nuovi casi (30 da attività di screening e 21 da sospetto diagnostico), 1 nuovo decesso, 62 ricoverati in ospedale (+1 rispetto al dato di venerdì), 14 pazienti attualmente in terapia intensiva (+2 rispetto a venerdì) e 1.303 persone in isolamento domiciliare.

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Nuova ordinanza in vigore dal 14 settembre

Le ultime novità riguardano le regole per chi sbarca nell'isola arrivando in aereo o in nave e sono contenute nell'ordinanza numero 43 emanata dal presidente Christian Solinas l'11 settembre. «I passeggeri che intendono fare ingresso nel territorio regionale, provenienti dall'estero e o dal territorio nazionale, sono invitati a presentare, all'atto dell'imbarco, l'esito di un test – sierologico (IgG e IgM) o molecolare (RNA) o Antigenico rapido – eseguito non oltre le 48 ore dalla partenza, che abbiano dato esito negativo per covid-19 - si legge nell'articolo 8 - . I passeggeri potranno, alternativamente, dimostrare, sempre all'atto dell'imbarco, di aver compilato on line apposita autocertificazione, comprovante di essersi sottoposti, nelle 48 ore antecedenti all'ingresso nel territorio regionale, ad un test sierologico, molecolare o antigenico, il cui esito è risultato negativo».
Sarà cura poi dei passeggeri «indicare obbligatoriamente il tipo di test effettuato e la data di esecuzione; il nome della struttura (pubblica, privata o privata accreditata) presso la quale lo stesso test è stato effettuato».

Autocertificazione e app

Chi entra in Sardegna poi è tenuto a compilare l'autocertificazione e scaricare l'app “Sardegna sicura”. Non solo, a partire dal 14 settembre (solo in via transitoria) “i passeggeri che si presentino sul territorio regionale privi della necessaria certificazione - prosegue l'ordinanza - accettano di sottoporsi ad un test molecolare o antigenico, da effettuarsi per mezzo di tampone entro 48 ore dall'ingresso nel territorio regionale, a cura dell'azienda sanitaria locale di riferimento ovvero presso una struttura privata accreditata”. In questo periodo gli stessi passeggeri “anche se asintomatici, sono obbligati a comunicare immediatamente il proprio ingresso nel territorio regionale all'azienda sanitaria competente e, nelle more dell'esito delle indagini di laboratorio effettuate dalla competente Azienda sanitaria, ad osservare l'isolamento domiciliare fiduciario, che verrà meno solo all'atto dell'eventuale esito negativo degli stessi esami e salvo ulteriori diverse disposizioni dell'Azienda Sanitaria competente”.

Sono esentati dalle misure coloro che “esercitano attività funzionali ad organi costituzionali”, gli “equipaggi dei mezzi di trasporto”, il “personale viaggiante su navi e aerei, per motivi di lavoro e salute”. Tra le altre misure anche l'obbligo di indossare la mascherina tutto il giorno qualora non sia possibile garantire distanziamento di un metro. Nello scenario regionale divampa poi la polemica sulla stagione turistica con una contrapposizione tra la Regione e i rappresentanti dell'imprenditoria turistica.

Tutto nasce da una nota diramata dalla Regione il 9 settembre, in cui si parla di “sensibile calo, ma non un crollo”. Nella nota la Regione scrive che “il turismo sardo ha retto il devastante impatto della pandemia, attestandosi su numeri che risentono della diminuzione degli arrivi e delle presenze, ma in modo meno drammatico rispetto alle previsioni”. Un quadro che “emerge dai dati sulle presenze turistiche aggiornati ad agosto, e suscettibili di ulteriori miglioramenti a settembre, calcolati sugli arrivi negli aeroporti e nei porti sardi”.

Nella nota si legge che “nei mesi di giugno, luglio e agosto, nei porti sardi sono sbarcati 1.061.165 passeggeri, con una perdita del 20% rispetto all'anno precedente. Il dato complessivo (diminuito del 20%, relativo ai passeggeri non turisti) è di 848.932 arrivi. Negli aeroporti gli arrivi sono stati 925.403. Con la diminuzione del 15%, relativamente ai passeggeri non turisti, gli arrivi risultano essere 786.592. Complessivamente, dunque, gli arrivi turistici certificati sono stati 1.634.568. Le presenze turistiche, nel periodo preso in considerazione, in base ad una permanenza media calcolata in 7 giorni, sono 9.875.486, non comprensive della nautica da diporto”.

Dati contestati dagli imprenditori del turismo. Paolo Manca, presidente di Federalberghi non usa giri di parole. “Dico solo una cosa: quest'anno si è lavorato al 30 per cento rispetto allo scorso anno. E si tratta di una media che si ottiene sommando l'80 per cento registrato nei 20 giorni di agosto con i minimi storici di giugno”. Per Federalberghi “a questo punto è necessario capire cosa si vuole fare per sostenere questo settore che questa estate ha raggiunto il minimo storico da quando in Sardegna si fa turismo”.

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