difesa nazionale

Sardegna, la fabbrica delle bombe perde l’80% dei dipendenti e chiede aiuto al Governo

Rwm, azienda controllata dalla Rheinmetall Italia, con sede a Domusnovas in Sardegna e Ghedi in Lombardia ha ridotto ulteriormente il personale

di Davide Madeddu

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Rwm, azienda controllata dalla Rheinmetall Italia, con sede a Domusnovas in Sardegna e Ghedi in Lombardia ha ridotto ulteriormente il personale


2' di lettura

Dopo il mancato rinnovo di 80 contratti a tempo determinato, la cassa integrazione per 90 dipendenti della fabbrica di bombe. Crolla la produzione di materiale bellico e la Rwm, azienda controllata dalla Rheinmetall Italia, con sede a Domusnovas in Sardegna e Ghedi in Lombardia riduce il personale dello stabilimento sardo. E nell'arco di un anno il gruppo di lavoro passa da 340 a 60 addetti.

Calo della produzione

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Una decisione dovuta al calo della produzione e conseguente crollo del fatturato in seguito al blocco delle esportazioni. Tutto legato, come scrive in una nota inviata ai lavoratori, l'amministratore delegato Fabio Sgarzi, «al provvedimento di sospensione, fino a un massimo di 18 mesi, delle licenze di esportazione per bombe d'aereo verso l'Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti». Le difficoltà, dell'ultimo anno «per acquisire nuove commesse» e l'emergenza Covid hanno fatto poi il resto.

Stop ai rinnovi via alla cassa

«Da ottobre del 2019 a oggi si sono persi 190 posti di lavoro, ossia 110 a ottobre 2019 e 80 a fine luglio 2020 - chiarisce Stefano Saddi della Rsu - e si tratta di contratti a tempo determinato che non sono stati rinnovati. Dal primo settembre poi partirà la cassa integrazione che lascerà a casa 90 persone». Eppure l'azienda ha avviato da tempo un piano di investimenti che supera gli 80 milioni di euro per la realizzazione di un campo prove e altre strutture. Opere finite anche al centro di un ricorso al Tar, presentato dalle associazioni pacifiste, che ha dato ragione all'azienda. Nel frattempo l'apertura della vertenza per trovare soluzioni e un appello al Governo. Tra le interlocuzioni anche una con il ministero della Difesa.

Salvaguardare il know how

«Noi - argomenta Saddi - chiediamo che le professionalità che ci sono all'interno della nostra fabbrica siano valorizzate nell'ambito del sistema di produzione legato alla difesa nazionale ed europea». Richieste che le organizzazioni sindacali hanno ribadito anche nel recente vertice cui ha partecipato anche il sottosegretario alla Difesa Giulio Calvisi. «Abbiamo chiesto anche un incontro al Mise - dice Nino D'Orso della Femca regionale - per capire quali commesse ci potranno essere, in ambito nazionale ed europeo per salvaguardare i posti di lavoro». A richiedere al Governo la convocazione di un tavolo tecnico al fine di trovare soluzioni e “fare sistema” per salvaguardare l'occupazione anche le due assessore regionali al Lavoro e Industria Alessandra Zedda e Anita Pili.

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