SCATTI DAL PARCO GEOMINERARio

Sardegna alla finestra: in attesa della normalità

Un racconto per immagini di panorami dalle finestre tra mare e miniere, archeologia industriale dismessa e ambiente

di Davide Madeddu

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(foto di Gabriele Vargiu)

Un racconto per immagini di panorami dalle finestre tra mare e miniere, archeologia industriale dismessa e ambiente


2' di lettura

Le foto in attesa della normalità. E delle vacanze vere. Tra mare e montagne. Più che un obiettivo è un auspicio: che la stagione turistica possa ripartire almeno a luglio. Ma all’oggi è impossibile fare previsioni. Nell'emergenza si lavora per tutelare la salute poi una volta superata la fase critica si potrà riprendere a programmare. “Stagione al ribasso - come dice Nicola Palomba, albergatore a Pula e vice presidente di Confindustria Sardegna Meridionale - che, in caso di ripresa lavorerà con il mercato regionale e nazionale”. Con dati che, secondo Federalberghi, saranno molto bassi e una percentuale di strutture aperte pari al 30 per cento di quelle presenti in Sardegna. E in tempo di coronavirus, in attesa che la fase critica sia superata e possa riattivarsi la strada dei collegamenti e anche la programmazione turistica riparta, c'è chi con l'aiuto delle immagini suggerisce un viaggio all'insegna di un turismo alternativo e complementare.

Piscinas (Foto di Gabriel Vargiu)

Panorami dalle finestre tra mare e miniere, archeologia industriale dismessa e ambiente. Un percorso tra passato (fatto di industria e lavoro pesante) e futuro (all'insegna del turismo) che Gabriele Vargiu, tecnico minerario di 56 anni ha messo in piedi unendo e cucendo gli scatti che, un po' per lavoro e un po' per passione, ha realizzato all'interno di tutti i compendi del Parco Geominerario (parco nato negli anni ’90 per valorizzare e dare una nuova vita al patrimonio ambientale, minerario, archeologico della Sardegna).

“Si tratta di un viaggio che nasce dal contatto quotidiano con questi luoghi ormai abbandonati ma popolati sino a 30 anni fa - racconta il tecnico minerario -. Con questo lavoro cerco di ricordare le persone che hanno vissuto in questi luoghi. Allo stesso tempo cerco di ridare un'anima a quella quotidianità che oggi non c'è più e una nuova vita a quel mondo che si vedeva da quelle finestre”.


E tra passato e presente, con uno sguardo al futuro negli scatti in bianco e nero o a colori si racconta la costa del Golfo del Leone vista dall'alto e dalla vecchia fonderia abbandonata

La vecchi fonderia sopra Marina di Gonnesa (Gabriele Vargiu)

il faraglione di Pan di zucchero dalla “finestra” che regala la galleria di Porto Flavia a picco sul mare.

Porto Flavia (foto di Gabriele Vargiu)

Le architetture di Ingurtosu (che in passato sono diventate lo scenario naturale di set cinematografici).

Cost di Nebida (foto di Gabriele Vargiu)

Per ogni scatto un tema e un titolo seguendo un filo rosso che parte da uno scorso della costa di Nebida (nella Sardegna sud occidentale) intitolato “Dove tutto nacque”. Il viaggio, per il momento fotografico, continua con gli scenari e i colori della primavera incorniciati da “una finestra che non c'è più”, per arrivare alla “Visione dei bambini in vacanza”.

Il mare di Funtanazza (foto di Gabriele Vargiu)

Uno scatto suggestivo che immortala il mare di Funtanazza (nella marina di Arbus) dalla terrazza dell'ex colonia marina in cui trascorrevano le estati i figli dei minatori.

La chiesa di Ingurtosu (foto di Gabriele Vargiu)

Con “La domenica andando alla messa” c'è la chiesa campestre tutt'altro che spartana. E gli altri scenari in cui il lavoro nel sistema industriale guarda sempre verso il mare. Scatti di un microcosmo che ruotava tutt'attorno al sistema produttivo e che fanno rivivere un mondo quasi dimenticato. E perché no, una volta cessata l'emergenza, da visitare e scoprire.

Nebida- Laveria Lamormora (foto di Gabriele Vargiu)

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