Disastro ambientale

Sardegna devastata dagli incendi: dichiarato stato di calamità, 1.500 sfollati

La Sardegna fa i conti con gli incendi che in 24 ore mandano in fumo centinaia di ettari di vegetazione, costringono centinaia di persone a scappare di casa e provocano danni per milioni di euro

di Davide Madeddu

Articolo aggiornato il 25 luglio 2021 alle ore 20:35

Oristano, incendio si espande: famiglie sfollate nella notte

3' di lettura

Assediati dalle fiamme, il cielo trasformato in una cappa di fumo e cenere. E poi case evacuate nel cuore della notte e aziende agricole distrutte. La Sardegna fa i conti con gli incendi che in 24 ore mandano in fumo più di ventimila ettari di vegetazione, costringono circa 1.500 persone a scappare di casa e provocano danni per milioni di euro. Cifre alte ma ancora da quantificare quelle che riguardano le zone della provincia di Oristano tra il Sinis e il Montiferru, le più colpite dagli incendi divampati nelle ultime 24 ore. Un inferno di fuoco che ha spinto la Regione a dichiarare lo stato di calamità per 14 comuni.

L’allerta Meteo

Già da venerdì la Protezione civile aveva lanciato l’allerta e il preallarme “incendi” in buona parte dell’isola per la giornata di sabato 24. Poi l’innalzamento del livello di rischio da “alto” a “estremo” per tutta l’Isola con il bollino rosso per il Sulcis, l’Oristanese e la Sardegna centrale. Pericolosità alta - codice arancione - nel Cagliaritano, in Gallura, nel Nuorese e nel Sassarese. Codice giallo, invece in Ogliastra e sulla costa sud occidentale. Allerta prorogata poi di 24 ore sino a domenica. A far salire il grado di attenzione anche le temperature alte prossime ai 40 gradi.

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I primi roghi

Il divampare degli incendi è in progressione. Già dalla mattina di sabato le bonifiche nelle campagne di San Basilio dove sono andati in fumo oltre 200 ettari di vegetazione. Poi fiamme a Calangianus in provincia di Sassari. Al pomeriggio gli altri roghi. Da Usellus a Siamanna, continuando con gli altri centri dell’Oristanese. Il resto è un crescendo con le fiamme che, spinte dal vento e in una giornata in cui la temperatura sfiora i 40 gradi, investono il Sinis e il Montiferru. A fuoco vanno campi e foreste, macchia mediterranea e alberi secolari. Ma anche aziende agricole e infrastrutture. In serata le fiamme arrivano a a Santu Lussurgiu e Cuglieri. E ci sono le prime famiglie evacuate. La lotta agli incendi, che vede schierare 5 canadair, elicotteri e un esercito di uomini a terra composto da Vigili del fuoco, agenti forestali e personale dell’Agenzia Forestas, prosegue tutta la notte e la mattina.

Oristano, vasto incendio minaccia abitazioni

Le persone evacuate

Nell’emergenza circa 400 persone tra Santu Lussurgiu, Cuglieri, Sennariolo, Tresnuraghe e Flussiosono sono costrette a lasciare la casa in via precauzionale. Potranno rientrarci solo alcune ore più tardi. Lungo la statale 292 disagi provocati dai detriti e alberi caduti. Nei vari Comuni interessati dagli incendi al lavoro numerose pattuglie dei carabinieri e della Questura di Oristano che ha messo a disposizione anche un pullmino per le evacuazioni.

Gli altri incendi

La lotta agli incendi riguarda anche altri centri dell’isola. È il caso delle campagne di Fonni e Arzana dove a contrastare l’avanzare delle fiamme intervengono elicotteri e canadair.

La conta dei danni

Ci vorrà ancora del tempo prima che si possano quantificare i danni provocati dagli incendi. Dai prossimi giorni però, annuncia l’assessore alla Difesa dell’Ambiente Gianni Lampis «sarò nelle comunità colpite da questi gravi incendi non solo per dare la solidarietà alle popolazioni, ma per capire cosa può fare la Regione per supportare i paesi attraversati dalle fiamme».

Il presidente della Regione

«Viviamo con preoccupazione, angoscia e immenso dolore queste ore drammatiche nelle quali le fiamme minacciano, ancora una volta, l’incolumità dei cittadini, le loro proprietà, e il nostro prezioso patrimonio ambientale - dice il presidente della Regione Christian Solinas -. Sono vicino con la più profonda partecipazione ai Sindaci e a tutti i cittadini dei territori colpiti, e a tutti coloro che sono impegnati con abnegazione nella lotta a questa emergenza che ci minaccia in modo vile e violento». Poi, ricordando l’integrazione con la flotta aerea dello Stato, sottolinea l’impegno «a ricercare le cause ed i responsabili di questo disastro oltre che a verificare i margini per ristorare gli ingenti danni subiti dalle comunità colpite». E infine l’appello: «Scriverò al presidente Draghi per chiedere anche che una quota del Pnrr sia subito destinata alla Regione per un grande progetto di riforestazione, che rimargini queste terribili ferite».

L’appello di Coldiretti

Preoccupato l’appello di Coldiretti che parla di «una vera e propria catastrofe». «Oltre ai Comuni assediati dalle fiamme, ad essere devastate e accerchiate dalle fiamme sono anche le campagne con gli allevatori impegnati in una corsa contro il tempo anche durante la notte per recuperare glianimali, alcuni dei quali sono stati raggiunti dalle fiamme - scrive in un documento l’organizzazione -. Un’apocalisse ambientale con centinaia di ettari di lecci, roverelle e sughere secolari andati in fumo soprattutto tra il Montiferru e la Planargia, un vero polmone verde, epicentro degli incendi che sono divampati e andati avanti tutta la notte».

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