verso le regionali del 24 febbraio

Sardegna: l’indipendentista Solinas, il sindaco Zedda e l’outsider M5s: chi sono i tre principali candidati

di Andrea Gagliardi e Andrea Marini


Regionali in Sardegna, come si vota e gli errori da evitare

3' di lettura

È conto alla rovescia per le elezioni regionali in Sardegna del 24 febbraio. In base all’intesa tra Matteo Salvini (Lega), Silvio Berlusconi (Fi) e Giorgia Meloni (FdI), il centrodestra ha deciso di sostenere compatto il candidato governatore Christian Solinas, segretario del Partito Sardo d’Azione (alle regionali del 2014 al 4,7%), nonché senatore della Lega (i due movimenti hanno stretto una alleanza alle politiche 2018). Il principale sponsor di Solinas è Matteo Salvini, che in questi giorni sta girando a ritmi forsennati, riempiendo le piazze di una Regione dove cinque anni fa la Lega non esisteva. L’alleanza con Salvini risale all’anno scorso. Solinas portò in dote un partito vecchio di 98 anni, il Partito Sardo d'Azione (che ha ancora nel suo statuto l'obiettivo di «condurre la Nazione Sarda all'indipendenza»), e ricevette in cambio un seggio senatoriale e l’alleanza di oggi.

Solinas, l’indipendentista sostenuto da 11 liste
Ex democristiano di rito cossighiano e ex assessore ai Trasporti nella giunta berlusconiana di Ugo Cappellacci, Solinas ha due fronti aperti nel suo curriculum. Il primo è l’accusa di aver bruciato un patrimonio con la «flotta sarda», cioè la fallimentare decisione di spingere la Saremar, la società regionale che gestiva i collegamenti con la Corsica e le isole minori, ad affittare dei traghetti per fare concorrenza alle grandi compagnie sulle rotte tirreniche: un disastro. Il secondo è di essere volato nel maggio del 2006 fino a Bucarest per ricevere una laurea non riconosciuta dal Miur. Un episodio che gli è valso il poco lusinghiero soprannome di “Trota sardo” (nel senso di Renzo Bossi). Due mesi fa ha rimediato con una laurea in giurisprudenza a Sassari. È sostenuto da 11 liste, che vanno da Forza Italia al suo Psd'az, dalla Lega all'Udc ad altre quattro liste sardiste.

Zedda, il sindaco di Cagliari
Il centrosinistra corre con il sindaco di Cagliari (dal 2011) Massimo Zedda, dopo che l'attuale governatore Pd Francesco Pigliaru ha deciso di non candidarsi dopo il primo mandato. Già esponente di Sel al momento della sua prima elezione a sindaco, Zedda non è entrato in Sinistra italiana e neppure nell’Mdp dei fuoriusciti dal Pd. È stato invece nella pattuglia dei sindaci arancioni, con posizioni vicine a quelle di Campo progressista dell’ex sindaco di Milano Giuliano Pisapia. Zedda negli anni ha assunto un ruolo sempre più indipendente nell'ambito di quella sinistra che guarda al Pd (ha avuto l'appoggio del candidato alla segreteria Pd Nicola Zingaretti). Sosterranno Zedda otto liste: oltre al Pd, Campo progressista, Liberi e uguali Sardegna, Cristiano popolari Socialisti, Progetto comunista per la Sardegna, Sardegna in Comune, Noi – La Sardegna con Massimo Zedda, Futuro Comune con Massimo Zedda.

Desogus, l’outsider M5s
Il M5S, come di consueto, alle amministrative si presenta da solo. Nel 2014 il M5S, a sorpresa, non si presentò. Mentre alle politiche del 2018 raccolsero addirittura il 42,5%. Ma quanto sia cambiata l’aria nell’isola l’hanno mostrato poche settimane fa le elezioni suppletive per il subentro ad Andrea Mura, il deputato velista. Sulla carta, non c'era partita. Invece vinse, grazie al crollo grillino, il candidato di centrosinistra. Il candidato governatore del Movimento è Francesco Desogus, 58 anni, studi da agronomo e carriera da dipendente pubblico della Città Metropolitana di Cagliari. Desogus è stato incoronato con 450 voti presi nel secondo turno delle regionarie online del 4 dicembre scorso. Un iter travagliato, dopo la rinuncia alla corsa di Mario Puddu, ex sindaco di Assemini, vincitore alle prime regionarie del 3 agosto (981 voti ottenuti) e poi condannato ad un anno per abuso d'ufficio. Il Movimento nazionale lo ha lasciato praticamente da solo: Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista hanno latitato nell’isola. Il leader M5s ci metterà una pezza domani in extremis con un comizio a Cagliari.

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