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Sardegna modello Corea: la Regione traccia con un’app le persone in quarantena

Il sistema, già pronto, è capace di monitorare la posizione degli utenti ogni 60 secondi, con approssimazione fino al numero civico

di Antonio Larizza

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Coronavirus: flash mob sonoro nei balconi di Cagliari

Il sistema, già pronto, è capace di monitorare la posizione degli utenti ogni 60 secondi, con approssimazione fino al numero civico


2' di lettura

La Sardegna come la Corea. Per difendersi dall’attacco del Coronavirus l’isola ha scelto di tracciare in tempo reale gli spostamenti delle persone, sfruttando i loro smartphone e tecniche avanzate di geolocalizzazione.

Anticipando così sul tempo anche il governo nazionale - che ha avviato una call per individuare le tecnologie utili a contenere il contagio – lo staff informatico della Regione Sardegna ha sviluppato in tempi record un’applicazione che consente di monitorare e georeferenziare gli spostamenti delle 26.127 persone entrate in Sardegna dall’inizio dell’emergenza, e sottoposte a quarantena obbligatoria: tra queste, non solo sardi tornati “dal Continente”, ma anche non residenti che hanno raggiunto le seconde case.

Per tutti loro, il presidente della Regione Sardegna ha emesso un’ordinanza che prevede la quarantena obbligatoria, con 1.300 forestali arruolati per farla rispettare.

L’applicazione si chiama «Covid 19 Regione Sardegna»: «sarà rilasciata venerdì - fanno sapere dalla Regione - scaricabile inizialmente per Android, e a breve anche per Ios.

Il sistema è capace di monitorare la posizione degli utenti ogni 60 secondi, comune per comune, con approssimazione fino al numero civico.

Il suo utilizzo è permesso in forza del Dpcm del 9 marzo, emanato per il potenziamento del Servizio sanitario nazionale in relazione all’emergenza Covid-19, che autorizza le autorità locali a chiedere il consenso alla geolocalizzazione. La Regione è comunque in attesa di un ultimo via libera da parte del Garante della privacy.

Nei prossimi giorni è atteso un nuovo Dpcm che dovrebbe consentire anche il trattamento di dati sanitari, sempre al fine di contenere l’emergenza. A quel punto l’app della Regione Sardegna potrà chiedere alle persone positive al tampone o alle persone in quarantena di informare ogni giorno, via smartphone, le autorità su eventuali sintomi, ma anche l’invio quotidiano dei dati sulla temperatura corporea.

I dettagli raccolti dall’applicazione sono condivisi con le Prefetture e gli uffici epidemiologici della sanità regionale, così da verificare se chi, per l’ordinanza regionale, deve stare in quarantena, rispetta l’isolamento domiciliare.

Nel caso poi dovessero aumentare il numero di contagi – a oggi in Sardegna se ne contano 360, 12 le vittime – i dati potrebbero essere usati per individuare eventuali zone-focolaio in cui sia riscontrata una particolare concentrazione di positivi.

I tecnici stanno anche lavorando ad aggiornamenti per implementare la piattaforma: tra questi la comunicazione in tempo reale dei dati ai sindaci, il censimento di servizi di prima necessità come farmacie, market e consegne a domicilio.

«Avremo in tempo reale il monitoraggio dell’occupazione in ciascuna struttura ospedaliera - ha spiegato il governatore Christian Solinas martedì sera, in videoconferenza con i giornalisti - dei reparti di rianimazione e, dentro la terapia intensiva, di chi ha bisogno di respiratori ad aria compressa o altro».

Il modello, ha ricordato il governatore, si ispira alla filosofia delle “tre T” teorizzata dall’Organizzazione mondiale della sanità: «Testare, tracciare, trattare».

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