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Sardegna: niente centrale a carbone per Eurallumina. L’energia arriva da Enel

di Davide Madeddu

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2' di lettura

La svolta green per rilanciare l’Eurallumina. E invece della nuova centrale a carbone arriva un vapordotto. L’azienda, che sotto il controllo della russa Rusal produceva sino alla fermata del 2009 allumina dalla lavorazione della bauxite, rinuncia a costruire la nuova caldaia a carbone per la produzione di vapore e, per l’approvvigionamento energetico, grazie a un accordo commerciale con l’Enel si rifornirà dalla vicina centrale elettrica Grazia Deledda di Portovesme.

Un’ipotesi ventilata i giorni scorsi e ufficializzata ieri nel corso dell’incontro che si è svolto al ministero dello sviluppo economico cui hanno partecipato oltre al Mise, il ministero dell’Ambiente, la Regione Sardegna (assessorato Ambiente), il coordinamento Piano Sulcis, Enel, Rusal, Eurallumina.

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«Con questa operazione - commenta Salvatore Cherchi, coordinatore del Piano Sulcis - si elimina uno dei motivi di più forte contrasto sul piano ambientale e cioè la nuova centrale a carbone». Perché, come aggiunge Cherchi, il nuovo progetto «alleggerisce i carichi ambientali ed elimina una nuova fonte di emissione». Basti un dato: «il vapore fornito da Enel equivale a un impegno di 180 megawatt termici, quello che avrebbe prodotto la caldaia 285 megawatt termici di potenza». Non solo. La novità del progetto (confermato il supporto al piano di ammodernamento e miglioramento dell’impianto con un contributo complessivo di 83 milioni di euro, di cui fino a 16 a fondo perduto, a fronte di un investimento complessivo previsto dall’impresa di circa 160 milioni di euro) avrà un effetto anche sulle altre industrie del polo di Portovesme.

«Si consolida l’occupazione in Enel - aggiunge Cherchi -. Si ritorna in buona sostanza all’ipotesi originaria: prendere il vapore da Enel. Sei anni fa non fu possibile per svariate ragioni. Oggi grazie all’intervento del Ministro Calenda e del Presidente Pigliaru, in coerenza con la nuova strategia energetica nazionale, Enel e Eurallumina hanno concluso una positiva intesa. C’e da augurarsi che ora un progetto che riguarda tre fabbriche (Eurallumina ma anche Enel e Sideralloys) possa finalmente decollare». Con la rimodulazione e il nuovo progetto entra in scena il ministero dell’Ambiente. Un fatto che, come rimarca Donatella Spano, assessore regionale della Difesa dell’Ambiente, «sospende la procedura regionale, che riprenderà una volta che arriverà il pronunciamento sulla Via (valutazione di impatto ambientale) nazionale. La Rusal potrà decidere se mantenere il procedimento con la variante proposta o presentare un nuovo progetto».

Quanto ai tempi, si parte dai trenta giorni per la valutazione della modifica dell’assetto produttivo che dovrà presentare l’Enel al ministero dell’Ambiente, ai 5 mesi per completare l’intera fase regionale che comprende l’istanza di modifica del progetto da valutare (che non comprende più il nuovo impianto a carbone ma un semplice vapordotto). In questo caso dovrebbe cadere la richiesta sulla valutazione di impatto sanitario perché non c’è più la nuova centrale.

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