isola in crisi

Sardegna a rischio isolamento tra Air Italy in liquidazione e blocco Moby-Tirrenia

Il sistema produttivo e i sindacati manifestano forti preoccupazioni per una situazione che potrebbe avere conseguenze sociali e economiche pesanti

di Davide Madeddu


Air Italy in liquidazione

3' di lettura

Il rischio è l’isolamento. E, quasi come in una reazione a catena, l’inizio di una crisi che si trascina l’intero mondo produttivo: dal turismo alla manifattura giacché produzioni e materie prime devono fare sempre i conti con il sistema di trasporto.

La liquidazione di Air Italy, la compagnia sardo qatariota nata sulla scia dell’Alisarda fondata dal principe Karim Aga Khan 55 anni fa, viene vista come il primo passo. «Diciamo pure che con questo fatto la Sardegna rischia veramente l’isolamento- premette Maurizio De Pascale, ingegnere e presidente di Confindustria Sardegna -. E se non si interviene al più presto rischiamo di sprofondare».

Il rischio di isolamento
La liquidazione di Air Italy non si porta dietro solo la questione legata al futuro delle 1.450 persone distribuite tra Olbia (550) e Malpensa, ma un tassello importante del mosaico dei trasporti. «La nostra è l’unica regione che non ha un chilometro di autostrada, ha una rete ferroviaria che per il 90% è composta da un solo binario ed è l’unica a non avere il metano - chiarisce De Pascale-. A queste tre difficoltà se ne aggiunge un’altra: è una delle poche isole che non ha un sistema di continuità territoriale. Basti pensare che dal 16 aprile non posso più prenotare un volo».

Continuità territoriale da ripristinare
Ossia lo strumento che vale circa 90 milioni di euro e consente alle aziende che vincono il bando, di poter garantire tariffe calmierate su rotte predefinite, in cambio di compensazioni pubbliche. Sul bando si sta ancora lavorando e l’orientamento è quello di una proroga della sistema ancora in corso. «La situazione Air Italy deve essere subito recuperata - prosegue De Pascale -. Oggi c’è la necessità di riassegnare le rotte di Olbia sino alla scadenza».

È proprio il sistema legato alla continuità territoriale a preoccupare il mondo imprenditoriale e turistico. «Su Olbia non abbiamo più un vettore, perché l’effetto Air Italy è stato uguale a quello di una bomba in una polveriera - dice Paolo Manca, presidente regionale di Federalberghi-, inoltre non sappiamo cosa succederà con la scadenza della continuità territoriale. È chiaro che qui ci deve essere una proroga e il Governo deve trovare una soluzione anche affidando le rotte di Olbia ad Alitalia».

L’allarme si estende alla bassa stagione
Paolo Manca, che considera il settore come la «vedetta sull’intero scenario economico», va oltre. «Da maggio a settembre la Sardegna è coperta con tutti i voli internazionali ma nella bassa stagione rischia di essere davvero isolata. Qui deve essere garantito un intero sistema». Perché «alla fine non c’è solo la stagione turistica ma l’intero panorama economico e sociale della Sardegna».

Trasporti e collegamenti che per Arnaldo Boeddu, segretario regionale della Filt Trasporti «devono essere equiparati ai servizi essenziali come quelli forniti da un ospedale». «Non è pensabile che da un giorno all’altro una compagnia smetta di viaggiare - dice -.Qui non si fanno panettoni ma si trasportano persone e merci. Non può venire meno in un passe civile il sento etico dell’impresa».

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A rischio anche i collegamenti marittimi
L’attenzione del sindacalista va anche ai bandi per la continuità territoriale. «È necessario che si lavori e si trovi una soluzione - aggiunge –. C’è il rischio che ci si possa trovare senza continuità territoriale aerea e marittima. E senza un sistema garantito come come si fa ad assicurare il collegamento delle persone ma anche delle merci?».

A luglio scade, infatti, la convenzione per la continuità marittima, attualmente garantita dal gruppo Moby Tirrenia , che vale complessivamente 72 milioni di euro di compensazioni (40-45 milioni per le tratte su Porto Torres, Olbia, Arbatax e Cagliari e la restante parte per i collegamenti con la Sicilia e le isole Tremiti). Per la riassegnazione deve essere fatto un nuovo bando ma, poiché i tempi sono ridotti, si ipotizza una eventuale proroga.

Stagione turistica garantita
Dalla compagnia fanno sapere che, al momento, non sono state ricevute richieste di disponibilità per eventuali proroghe (e non ne sono state inviate). La stagione turistica, assicurano dalla compagnia, sarà comunque garantita (solo la rotta su Arbatax potrà essere prenotata sino a luglio). Eventuali questioni si porranno solo a convenzione scaduta. In quel caso si viaggerà su rotte profittevoli e non in perdita.

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