Coronavirus

Sardegna a rischio zona gialla dal 6 settembre: aumentano i posti letto Covid ma è polemica

I numeri complessivi dei contagiati, dei morti e dei ricoverati sono in in crescita. Aprono nuovi reparti covid ma contemporaneamente aumentano le liste d’attesa per le altre patologie. Disagi anche per i malati di sclerosi multipla

di Davide Madeddu

(REUTERS)

4' di lettura

I numeri complessivi dei contagiati, dei morti e dei ricoverati sono in crescita. L'emergenza Covid non è finita ma la Sardegna, che nel frattempo riapre un altro reparto dedicato, scansa la zona gialla per un'altra settimana.

Evitato il declassamento

La regione si salva dal declassamento grazie a un punto percentuale sotto la soglia critica per l’occupazione dei posti letto in area medica da parte di pazienti Covid. Secondo la bozza del monitoraggio settimanale all’attenzione della cabina di regia, che ha deciso per il declassamento in giallo della sola Sicilia, la pressione sull’area non critica resta al 14% (la soglia è del 15%), mentre il limite del 10% nelle intensive è superato con l'11,2%. Altro criterio, quello dei casi per 100mila abitanti: la Sardegna per tre settimane consecutive rientra nei parametri da zona gialla all’interno del range tra i 50 e i 150 casi in sette giorni: 141,8 tra il 6 e il 12 agosto, 156,4 tra il 13 e il 19 agosto, 148,5 dal 20 al 26 agosto.

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Il bollettino

Dall'inizio di agosto i casi di positività registrati in Sardegna sono 8.884. Nell'ultima giornata il bollettino registra 343 casi di positività al Covid sulla base di 2946 persone testate. Sono stati processati in totale, fra molecolari e antigenici, 6244 test. I pazienti ricoverati nei reparti di terapia intensiva sono 24 (1 in meno rispetto al giorno precedente). I pazienti ricoverati in area medica sono 233 (+ 5 rispetto al giorno precedente). In crescita i casi di isolamento domiciliare che passano a 7866 (+ 104). Inoltre si registrano 3 decessi: 2 uomini di 50 e 83 anni e una donna di 74, tutti residenti nella Città Metropolitana di Cagliari.

Lo scoglio del 6 settembre

Il rischio di un declassamento rimane e potrebbe scattare, nel caso dovesse essere confermata questa tendenza, a partire dal 6 settembre.

Nuovo reparto Covid

In dirittura d'arrivo la riapertura di un altro reparto Covid all'ospedale Santissima Trinità di Cagliari. “Con questa apertura si arriverà a 6 reparti Covid e 1 terapia intensiva al Santissima - dice Sergio Marracini, medico epidemiologo specializzato in Igiene e Medicina Preventiva e direttore Presidio Ospedaliero Unico di Cagliari -, la preoccupazione è che questa quarta ondata sia veramente la più massiccia perché sta raggiungendo numeri che pensavamo che non potesse raggiungere”. Per creare i reparti covid all'ospedale Santissima Trinità sono stati riconvertiti i reparti di malattie infettive, pneumologia, geriatria, cardiologia, medicina e degenza ordinaria. Quanto ai ricoverati, chiarisce il direttore: “il 90 per cento non ha fatto il vaccino”.

L'assessore alla Sanità

Per Mario Nieddu, assessore regionale alla Sanità “non c'è un collegamento” tra la conferma della zona bianca e la riapertura del reparto Covid. “Nel computo - chiarisce - possono entrare solo quelli che non sono previsti nell'area medica”. Ci sono poi i problemi legati alla riduzione degli altri posti letto: “Ogni volta che si converte un reparto - dice - si stanno sottraendo posti a quello originario, ma d'altronde prima dell'emergenza sanitaria non c'erano reparti Covid e quelli di oggi arrivano dalla conversione di altri reparti”.

Liste d'attesa

C'è il problema delle liste d'attesa molto lunghe cresciute ulteriormente con l'avvio della pandemia. “Per affrontare questa situazione di emergenza abbiamo stanziato in passato 21 milioni di euro - aggiunge Nieddu - e ora ci apprestiamo a stanziare nuove risorse per far sì che con l'aiuto dei convenzionati si possano ridurre le liste d'attesa”.

La polemica

L'emergenza sanitaria è anche al centro dello scontro politico tra maggioranza e opposizione in Consiglio regionale. Per Massimo Zedda, ex sindaco di Cagliari e leader della minoranza. “I dati sono preoccupanti, il presidente della Regione è passato dalla bufala del passaporto sanitario dell'anno scorso all'assenza di sistemi di controllo e di precauzioni agli arrivi - dice -. Cercano ora di correre ai ripari aprendo nuovi posti covid. Arrecando un ulteriore danno ai malati e ai reparti non covid. Nel frattempo mancano medici di base nei territori, i tempi per esami e ricoveri sono lunghissimi, per non parlare delle liste d'attesa infinite. Sono riusciti anche a mettersi contro tutti i medici di famiglia diffondendo una circolare su cure domiciliari per il covid non autorizzate dal ministero della sanità e dalle altre istituzioni che devono certificare i protocolli e i farmaci”.

Covid e non covid

Nel capoluogo sardo i reparti Covid sono 5, tre all'ospedale Santissima Trinità, cui si aggiunge una terapia intensiva e due all'ospedale Binaghi (uno di degenza ordinaria e uno di rianimazione).

Malati di sclerosi multipla

L'apertura del reparto Covid al Binaghi l'ospedale in cui ha sede il centro di eccellenza per la cura della Sclerosi multipla e di altre malattie rare neuromuscolari e distrofie, ha determinato lo spostamento di una parte del servizio verso un'altra struttura ospedaliera. Con il risultato che al centro che segue 5.000 dei 7.000 pazienti sardi, si devono fare i conti con carenza di spazi e personale. Una situazione preoccupante anche alla luce del fatto che la Sardegna è la regione con la maggiore incidenza della patologia che colpisce il sistema nervoso centrale: a fronte di 198 casi per 100 mila abitanti stimati a livello nazionale, nell’isola se ne contano 370.

L'appello dell'Aism

A lanciare l'allarme era stata anche l'Aism che in una lettera inviata alla Regione aveva parlato di “continuità assistenziale e terapeutica a rischio per i 5 mila pazienti”.

Le vaccinazioni

Nell'intero territorio regionale le inoculazioni hanno superato quota due milioni di unità. La regione ha inoltre disposto l'utilizzo di Pfizer e Moderna anche per gli over 50. A trainare le vaccinazioni sono ora i giovani. A confermarlo il più grande hub dell'isola, alla Fiera di Cagliari, dove la capacità di somministrazione è di 160 dosi ogni ora. Alle postazioni per le inoculazioni, si stanno riaffacciando anche gli insegnanti, che dal 1 settembre torneranno tra i banchi in vista della ripresa delle lezioni. Ora gli occhi sono puntati sull’Open night di martedì 31.

L’esposto

Intanto i deputati Andrea Frailis e Romina Mura (presidente della commissione Lavoro alla Camera) hanno annunciato la presentazione di un esposto “in relazione all’affissione di manifesti che contestano l’efficacia delvaccino anti-Sars Cov2. Riteniamo che non possano essere diffusi messaggi così fuorvianti e pericolosi per la salute pubblica in un momento così delicato della pandemia”.


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