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Sardegna: schiarita per i 500 lavoratori del parco Geominerario

di Davide Madeddu

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2' di lettura

C’è una schiarita nella vertenza che riguarda gli oltre 500 lavoratori del Parco Geominerario licenziati dal 1 gennaio dall’Ati Ifras. L’associazione temporanea d’impresa che, in virtù di una convenzione con la Regione, ha operato sino al 31 dicembre in diversi centri della Sardegna sia nei siti archeologici sia nel campo degli interventi ambientali. Il 13 gennaio, primo passo verso una ricollocazione dei lavoratori che per due mesi sono in regime di Naspi. La Giunta regionale ha approvato la delibera di indirizzo che dà attuazione alla legge regionale del 22 dicembre scorso con cui , con cui è stato disegnato un percorso di rioccupazione per i lavoratori del “Parco Geominerario storico e ambientale della Sardegna”.

Per il primo marzo è prevista la conclusione del censimento su qualifiche e competenze delle maestranze cui dovrebbe seguire poi la collocazione, seppure provvisoria, nelle società controllate dalla Regione. «Tali attività sono preliminari alla assunzione a termine dei lavoratori presso società in house ed enti pubblici, durante il “periodo ponte” che intercorre fino alla conclusione delle procedure ad evidenza pubblica attraverso cui verrà individuato il soggetto imprenditoriale a cui sarà affidato il nuovo Piano del Parco geominerario storico e ambientale della Sardegna – fanno sapere dalla Regione -. Tale soggetto dovrà farsi carico degli stessi addetti attualmente parte del bacino occupazionale».

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Prossimo passo, che segue l’applicazione dell’accordo siglato alla Regione il 30 dicembre scorso, un incontro, fissato per il 16 gennaio, tra Regione e sindacati. Per i rappresentanti dei lavoratori si tratta di passaggio importante cui devono seguirne altri. «Il nostro auspicio è che dall’1 marzo i lavoratori possano essere inseriti nelle società in house o negli enti locali che hanno presentato progetti – spiega Salvatore Corriga, Rsu – naturalmente il nostro augurio è che l’inserimento riguardi tutte le figure che in questi 15 anni sono state impiegate e hanno lavorato per portare avanti il progetto Parco geominerario».

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