isola di contraddizioni

Sardegna, torna a crescere solo l’occupazione

di Nino Amadore


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(Ansa)

3' di lettura

Una regione che cresce. Moderatamente ma cresce anche se con segni di rallentamento rispetto all’anno precedente. Si può riassumere così il quadro economico della Sardegna per il 2018 leggendo la relazione dedicata all’economia dell’isola da Banca d’Italia. Certo non mancano le contraddizioni come sottolineano gli esperti di Bankitalia: al contributo degli investimenti, positivo anche se ridotto rispetto al 2017, si è associato quello nullo dei consumi, rimasti stabili in termini reali e anche la domanda estera si è indebolita nel corso dell’anno. 

In compenso nel 2018 sono tornati a crescere i livelli occupazionali, il tasso di disoccupazione è diminuito soprattutto tra i più giovani, le ore lavorate per addetto sono aumentate anche per la sostanziale riduzione dell’incidenza degli occupati in Cassa integrazione. Non solo: è aumentata l’occupazione dei laureati che era diminuita nel 2017. «Il tasso di disoccupazione - si legge nella relazione di Bankitalia - è sceso al 15,4% dal 17% dell’anno precedente. Il dato si è ridotto sensibilmente tra i giovani fino ai 34 anni, rimanendo tuttavia molto elevato nel confronto con il periodo pre-crisi e rispetto alla media della popolazione. Al contrario, per gli individui con più di 45 e meno di 65 anni il tasso di disoccupazione è aumentato per il secondo anno consecutivo».

I fondi europei

Una Regione, la Sardegna, che è riuscita nel 2018 a fare un notevole balzo in avanti nell’utilizzo dei Fondi europei: su una dotazione complessiva di 1,4 miliardi i pagamenti cumulati ammontavano al 22 per cento, rispetto all’8,8 per cento di fine 2017. «Grazie all’incremento registrato nel 2018 - si legge nella relazione di Bankitalia - il grado di attuazione finanziaria risultava superiore rispetto alla media nazionale ma era tuttavia inferiore a quella raggiunta alla fine del quinto anno del precedente ciclo di programmazione (32 per cento)».

Le imprese

Per quanto riguarda le imprese c’è da dire che il comparto industriale ha continuato a «espandersi moderatamente»: secondo l’indagine di Banca d’Italia restano prevalenti i giudizi di crescita della produzione, degli ordini e del fatturato, soprattutto nei settori della chimica e della metallurgia. In generale, secondo i dati Prometeia, pur se in rallentamento il valore aggiunto del comparto cresce dell’1,5 per cento. Positivo l’andamento del settore delle costruzioni: secondo i dati della Cna Sardegna, gli investimenti nel settore sono cresciuti del 2 per cento nel 2018 grazie alla crescita del 2,9 per cento dei lavori pubblici mentre nel settore privato si sono indebolite le attività di rinnovo degli immobili non residenziali. Situazione particolare quella dell’agricoltura: l’anno scorso la produzione agraria è tornata a crescere dell’8 per cento e dai dati Istat risultano in aumento le principali coltivazioni come quella vitivinicola, del carciofo e delle olive. «Nel comparto zootecnico - si legge nella relazione di Bankitalia - si è osservata una diminuzione del prezzo del latte ovino nella seconda parte del 2018 (e si ricorderanno anche le proteste degli allevatori nei primi mesi di quest’anno ndr), dopo che era cresciuto nei primi mesi dell’anno, in connessione con l’andamento del principale prodotto di filiera (il Pecorino romano): a dicembre la valutazione è risultata pari a 62 centesimi al litro. Anche il prezzo del latte vaccino, valutato a livello nazionale, è diminuito rispetto al 2017».

Il turismo

Bene, come da tradizione, il settore turistico. Bankitalia registra dati positivi anche se, sottolineano i ricercatori, in rallentamento: nel corso del 2018 gli arrivi e le presenze sono cresciuto rispettivamente del 5,9 e del 5 per cento rispetto ai dodici mesi precedenti. «Il comparto turistico - si legge nella relazione- ha beneficiato soprattutto dei flussi provenienti dall’estero, che sono cresciuti negli ultimi anni in misura marcata e rappresentano ormai circa la metà delle presenze e degli arrivi». Negli ultimi cinque anni gli arrivi provenienti dall’estero sono aumentati del 10,5 per cento in media ogni anno e la spesa dei turisti stranieri in Sardegna è cresciuta nel 2018 del 18 per cento su base annua.

L’export

Per quel che riguada, invece, gli scambi con l’estero nel 2018 le esportazioni sarde sono cresciute del 6,8 per cento a prezzi correnti: una crescita ascrivibile soprattutto all’incremento del valore delle vendite dei prodotti petroliferi che pesano per circa l’80 per cento sul valore totale delle esportazioni. Le vendite al netto del settore petrolifero sono sì aumentate ma in misura più contenuta rispetto al 2017.

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