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Sardegna, tutti pazzi per il turismo in miniera

di Davide Madeddu


Turisti «sotto terra» alla Miniera di Montevecchio

2' di lettura

I turisti? In miniera. Perché le gallerie scavate tra la fine del 1800 e i primi anni del 1900 a Montevecchio, nel Medio Campidano, aprono ai visitatori.

Un percorso di seicento metri nel cuore della terra, tra cunicoli scavati nella roccia ricca di galena e blenda, i materiali da cui si ricavava piombo e zinco, per conoscere un passato lontano in cui lavoro e fatica si sposavano tecnologie d’avanguardia, sviluppo industriale e ricchezza economica.

Con il taglio del nastro e l’inaugurazione ufficiale apre ai visitatori la galleria anglo sarda, costruita sul finire dell’800 nella miniera di Montvecchio.

La miniera di Montevecchio diventa meta turistica

La miniera di Montevecchio diventa meta turistica

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Un sito minerario e industriale caratterizzato da pozzi che si spingono sino a 180 metri di profondità, oltrepassando il livello del mare e gallerie orizzontali che si muovono in maniera perpendicolare. Le armature delle gallerie, in legno o in metallo contraddistinguono i diversi periodi di lavorazione e certificano la presenza delle diverse aziende che in decenni passati hanno animato le miniere. Compresi gli interventi messi in campo negli ultimi anni per trasformare la galleria «unica per l’altezza che in alcuni punti non raggiunge il metro e settanta» in spazio per visite guidate.

Archiviato quel periodo, e dopo un passaggio caratterizzato dal recupero del patrimonio lasciato in eredità dalle società mienrarie, comprese le aree da bonificare, se ne apre un altro. Quello del turismo. Un nuovo cammino che vedrà partecipare la Regione, i comuni, la società mineraria in house Igea. «Si tratta di un luogo storico - dice Tarcisio Agus, presidente del Parco Geominerario - perché già dalla fine dell’800 si parla di questa miniera e della ricchezza della galena». Non solo storia ma anche una sfida, come rimarca l'assessore regionale dell'Industria Maria Grazia Piras che pensa al nuovo corso turistico industriale e allo sviluppo che potrà esserci. Ricordando che negli altri due siti aperti, quelli di Porto Flavia e Galleria Herny (nel Sulcis) nel 2017 sono state registrate 47 mila presenze l’assessore regionale dell’industria, che parla di sfida per i territori ipotizza anche che ci possa essere «il doppio dei visitatori». Senza dimenticare poi un altro particolare: «Sarà restituito il patrimonio ai territori». E segnato l’inizio di una nuova era.

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