LA MANIFESTAZIONE

Sardine in piazza a Roma. Gli organizzatori: «Obiettivo raggiunto»

Nel raduno romano del movimento anti-Salvini nato a Bologna un mese fa si canta “Bella Ciao”. Il leader Santori: «Il 99% di noi non vuole un partito». Lunedì la prima riunione di tutti i responsabili territoriali

di R.Fe.


Le sardine si presentano alla vigilia della manifestazione a Roma

2' di lettura

«L’idea era riempire la piazza e cambiare un po' la percezione della politica in questi anni. Direi che l’obiettivo è stato raggiunto». Il leader delle Sardine Mattia Santori certifica il successo della manifestazione romana del movimento nato appena un mese a Bologna per contrastare l’avanzata nella regione (che andrà al voto il 26 gennaio) della Lega di Matteo Salvini. Ma che è ormai lanciato verso una dimensione nazionale. Secondo la questura in piazza - tra famiglie, giovani, anziani e bambini - sono arrivati in 35mila. Ma le stime degli organizzatori sono diverse: «Siamo più di 100mila» dicono. Cifra che era l’asticella fissata alla vigilia.

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«Bella ciao» e niente CasaPound
«Abbiamo deciso di riprenderci la piazza antifascista di San Giovanni», ha esordito lo speaker della manifestazione dal palco introducendo come prima oratrice Carla Nespolo, presidente dell’Anpi. Dopo il suo intervento migliaia di persone intonano “Bella ciao”. Un modo per archiviare definitivamente l’incidente sull’invito a CasaPound. «Noi non abbiamo mai creduto a una partecipazione» del gruppo neofascista ha chiarito ancora Santori che del movimento, oltre che volto, è ormai anche il capo. «I sondaggi - chiarisce - che abbiamo noi sui territori ci dicono che il 99 per cento delle Sardine non vogliono fare un nuovo partito».

Sardine da Roma a Parigi. La manifestazione di piazza San Giovanni

Sardine da Roma a Parigi. La manifestazione di piazza San Giovanni

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Il manifesto
I partiti tradizionali intanto si tengono a distanza (ma diversi esponenti del Pd di Roma, senza bandiere, erano presenti). Il segretario democratico dice di apprezzare le proposte scandite in dalla piazza, lancia un appello: «Cambiamola insieme, la nostra bella Italia». Dal palco Santori ha elencato le idee del movimento: «Ripensare i decreti sicurezza» che, dopo le proteste di una parte dei manifestanti, viene rafforzato in «abrogare i decreti sicurezza». Tra le altre richieste: «Chi è eletto faccia politica nelle sedi proprie e non stia sempre in campagna elettorale», «chi è ministro comunichi solo per canali istituzionali», la politica sia trasparente nell’uso delle risorse sui social, «la stampa traduca le informazioni in messaggi fedeli ai fatti», «la violenza sia esclusa dalla politica nei toni e nei contenuti e quella verbale sia equiparata a quella fisica». Santori ha spiegato che «quelli elencati dal palco non sono punti strettamente politici, a parte il decreto sicurezza, che comunque ha anche una chiave stilistica. Non scriviamo noi il nuovo decreto sicurezza, ma facciamo capire che quello attuale non è stato scritto pensando
solo alla sicurezza ma molto anche al consenso elettorale».

Il «congressino»
Finita la festa, il lavoro più difficile sarà strutturare il movimento. Come ha sottolineato il leader di Italia viva Matteo Renzi: «Ora la sfida è passare dalla protesta alla proposta». Lunedì è in programma la prima convention dei responsabili territoriali delle Sardine . Un appuntamento che servirà, ha detto ancora Santori, «per spiegare e farci spiegare qual è il modo migliore per ripartire a gennaio con una nuova ondata di partecipazione».
Al termine della manifestazione Valerio Renzoni, uno degli organizzatori romani dell’evento, annuncia: «Domani inizia una nuova fase. Ci sarà un momento in cui ci siederemo e ci guarderemo negli occhi, per confrontarci su ciò che è stato e su ciò che sarà».

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