VIVISSIME CONDOGLIANZE

Sardine in salsa francese


1' di lettura

I francesi in questi giorni ci invidiano un po’. E anche, diciamolo, ci ammirano. Questione di sardine, ovviamente. Ai cuginetti viene spontaneo comparare i recenti movimenti di piazza italiani con la noiosa litania settimanale dei gilet gialli. Le nostre sardine sono fresche, giovani, pacifiche, si muovono in banchi densi e compatti con guizzi da flash mob, e reagiscono alla retorica del populismo con spontaneità, creatività e assordante silenzio da pesciolini nella boccia di vetro. Qualcosa di nuovo, da osservare con attenzione in quest’epoca di seminatori di zizzania che farebbe impallidire anche il Tullius Detritus di asterixiana memoria.

Le sardine nuotano vivaci agli antipodi dei gilet giall che invece si avvitano, noiosi e ripetitivi, nei loro «épisodes» ormai ridotti a starnazzanti assalti all’immagine di Emmanuel Macron. E poi, francamente, questi gilet sono diventati anche un po’ lugubri, intenti come sono a virare in direzione della violenza da black bloc. Non sappiamo se le sardine diventeranno un movimento politico o rimarranno un fenomeno, ancora tutto da studiare, di risveglio della coscienza civile. Qualche pessimista sostiene che per cambiare le cose ci vuole la politica, e che i pesciolini faranno la fine dei girotondi di alcuni anni fa. Di certo, le sardine ravvivano il bestiario che sin dall’antichità ruota intorno alla vita sociale. A #sardinecontrosalvini si contrappone sui social #gattiniconsalvini. Un illustre precedente animalesco, intanto, ci consola: negli Usa l’asino del partito democratico americano sfida regolarmente l’elefante del partito repubblicano. La democrazia è (anche) una cosa bestiale.

(Modesto Michelangelo Scrofeo)

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