l’annuncio

Sarri nuovo allenatore della Juventus. Per lui un contratto triennale


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Maurizio Sarri (foto Epa), in una delle ultime apparizioni come allenatore del Chelsea

3' di lettura

Maurizio Sarri è il nuovo allenatore della Juventus. Lo annuncia la società bianconera sul proprio sito internet. Per lui contratto triennale. Dopo una sola stagione Sarri lascia il Chelsea, con cui ha vinto poche settimane fa l’Europa League battendo in finale l’Arsenal per 4 a 1, per prendere il posto lasciato libero da Massimiliano Allegri sulla panchina bianconera. A ufficializzare il trasferimento del tecnico da Londra a Torino due tweet, in contemporanea o quasi, prima del Chelsea:

E poi della Juventus:

È dunque arrivata l’ufficializzazione di un rumor che da settimane agitava il mercato delle panchine. Secondo i media inglesi la Juventus ha raggiunto un accordo con il Chelsea, grazie al versamento (compensation fee) pari a 5,6 milioni di euro.
Maurizio Sarri ha 60 anni, è nato a Napoli ma è cresciuto in Toscana, ha un passato da bancario: attività che ha messo da parte, vista la passione per il calcio. Proprio nel capoluogo campano ha ottenuto la sua consacrazione allenando la squadra della città dopo le buone affermazioni ottenute con l’Empoli. Un anno fa il salto da Napoli a Londra.

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In una nota la Juventus ha spiegato l’ingaggio del tecnico: «Dopo aver sollevato il suo primo trofeo continentale, adesso Maurizio Sarri ritorna in Italia, dove ha allenato per tutta la sua carriera, fatta eccezione, appunto, per l’esperienza inglese appena terminata. E da oggi, e per i prossimi tre anni (fino al 30 giugno 2022), guiderà la Juventus». Nel rievocare le tappe della carriera di Sarri, la Juventus sottolinea come nel Napoli abbia “lasciato il segno” portando la squadra a sfondare per tre volte il proprio record di punti in Campionato, e cita “l'ottima stagione con il Chelsea”. «E adesso - è la conclusione dell’annuncio - inizia per lui l’avventura in bianconero».

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La dirigenza del Chelsea in una nota ha spiegato le ragioni del divorzio dal tecnico italiano: «Durante i colloqui che hanno seguito la finale di Europa League - ha spiegato la plenipotenziaria del club londinese, Marina Granovskaia-, Maurizio ha chiarito quanto fortemente desiderasse tornare nel suo paese natio, spiegando che le sue ragioni per voler tornare a lavorare in Italia erano significative. Credeva anche che fosse importante essere più vicino alla sua famiglia, e per il benessere dei suoi genitori anziani sentiva di dover vivere più vicino a loro a questo punto».

«Maurizio lascia il Chelsea con il ringraziamento di tutti noi per il lavoro svolto da lui e dai suoi assistenti durante la stagione - continua la nota - in cui ha vinto l’Europa League, guidandoci verso un'altra finale di coppa e un terzo posto in Premier League . Vorremmo anche congratularci con lui per essersi assicurato il ruolo migliore in Serie A e augurargli buona fortuna per il futuro»

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Sconcerto, rabbia sportiva, incredulità tra i tifosi del Napoli alla conferma dell’ingaggio di Maurizio Sarri dalla Juventus. Ed è già l'attesa per i fischi da tributargli al primo Napoli-Juventus. Sui social o sulle spiagge il tema è al centro delle conversazioni dei tifosi Una delle prime reazioni è arrivata dal gruppo “Sarrismo gioia e rivoluzione” che conta oltre 90mila iscritti e propugna l'idea del “fino al palazzo”, espressa dal tecnico nei tre anni a Napoli proprio a simboleggiare l'attacco degli azzurri al potere calcistico della Juventus.

Il gruppo, a cui partecipava anche il giornalista Guido Ruotolo e che con ironia si esprime con un linguaggio sovietico, ha scritto che “questo è il comunicato finale del Comitato Centrale, che da questo momento deve considerarsi sciolto. Sarrismo - Gioia e Rivoluzione si ferma alla stazione di Baku, al primo trofeo conquistato da Maurizio Sarri, che da oggi in poi proseguirà da solo”, sottolineando che «Se c'è qualcuno che Sarri ha tradito, dunque, quel qualcuno è Sarri stesso. L'allenatore ha avuto la meglio sull'uomo, ha ucciso il Comandante. Resta il dubbio, certo, che Sarri fosse un personaggio anti-sistema perché il sistema non lo accettava, non perché lui non accettava il sistema. Appena ne ha avuta l'occasione, non solo lo ha accettato: ci è convolato a nozze. Ha scoppiato il mito con uno spillo, anzi con una sigaretta accesa: forse il mito era diventato più grande di lui, troppo ingombrante, troppo lontano dal campo».

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