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Sassari, social housing fermo in attesa del Piano periferie

di Paola Pierotti


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Un complesso residenziale in via Carlo Felice a Sassari

3' di lettura

Sassari è entrata nella seconda tranche delle città aggiudicatarie del Piano Periferie e qui si è concentrato anche il lavoro di decine di progettisti coinvolti nei mesi scorsi con il concorso promosso dal Mibact e il consiglio nazionale degli Architetti. Ma su un fronte già aperto in passato è tutto fermo: dal 2014 infatti la città sarda era stata inserita in un progetto della Regione che promuoveva un’importante operazione legata al social housing, oggi ancora in via di definizione. Intanto, sul fronte privato, in via Carlo Felice, è partito l’ultimo lotto di un cantiere che completerà di 300 nuovi alloggi. Finanziamenti pubblici, concorsi di idee, partnership con i privati e lavori in corso: tasselli importanti che non sono sufficienti però a risollevare la città che soffre la crisi del settore.

«Siamo partiti sei mesi fa con il cantiere dell’ultimo comparto di via Carlo Felice dove sono previsti 44 alloggi, negozi e autorimesse – racconta Andrea Angius titolare dell’impresa Cea – è l’operazione più grande per dimensioni a Sassari. Non si arriva ai 2.200 euro/mq, ma i clienti chiedono prima gli sconti e poi la classe A. Come impresa, abbiamo altre operazioni ai blocchi di partenza, ma se questa è la situazione, non ci muoveremo». I costruttori lamentano difficoltà amministrative legate ad esempio ad alcuni errori tecnici contenuti nel Prg approvato nel 2015: «La norma prevede un aumento di dotazione di parcheggi – ricorda Andrea Orani dell’omonima impresa – e contestualmente limita la possibilità di realizzare autorimesse oltre il primo piano sotto il livello stradale». Orani Costruzioni è una delle imprese più attive in città e sta ultimando la commercializzazione di un complesso di 110 appartamenti concluso da 5 anni. «L’immobile è in via Castelsardo – spiega l'imprenditore – a 15 minuti dal centro, vendiamo a 1.800 euro/mq. Nel 2013 abbiamo iniziato anche a costruire cinque villette di pregio inserite nel verde. Erano sul mercato a 2.400 euro/mq, siamo già scesi a 2.000 euro/mq e non riscontriamo interesse».

Più che nel residenziale, spiragli si aprono per il settore turistico e per quello legato agli studenti. Per il recupero dell'edificio ex Hotel Turritania il Comune è in trattativa con Invimit per sbloccare un'operazione da 10 milioni e riabilitare le funzioni alberghiere, mentre in zona Piazza Castello «il Comune - dichiara il sindaco Nicola Sanna - è in trattative con il ministero della Difesa per la cessione della caserma La Marmora da convertire in studentato: operazione da 20 milioni finanziata dalla Regione attraverso il Fondo per lo sviluppo e la coesione». Comune e privati si rimpallano le responsabilità quando in campo ci sono grandi iniziative arenate da tempo. Nel 2014 Torre Sgr si era aggiudicata la gara per la gestione del Fondo per l’housing sociale promosso dalla Regione Sardegna. Mentre il sindaco Nicola Sanna dichiara che «i tempi sono lunghissimi e che non ci sono risvolti concreti da parte di chi si è aggiudicato la gara, la sgr risponde con una relazione che, ad esempio, per l’area di Baddimanna, dove al posto del seminario arcivescovile doveva nascere un comparto di social housing, afferma come «la valutazione sullo stato urbanistico e le tempistiche ipotizzate per l’ottenimento della variante del Puc, unitamente alle ingenti richieste economiche della Curia, rendono l’intervento non compatibile con le strategie di investimento del pubblico».

Intanto a breve, grazie al Piano periferie l’amministrazione Sanna porterà a casa 16 milioni di finanziamento statale, a cui aggiungerà 2 milioni di quota comunale. Sassari ha candidato la rigenerazione dei quartieri periferici di Latte Dolce, Santa Maria di Pisa e Baddimanna: «Aree nate negli anni 80 con insediamenti di edilizia pubblica, spesso quartieri dormitorio – spiega il sindaco – senza presidi sociali e culturali». Negli ultimi anni è stata realizzata una metropolitana di superficie che collega queste zone con il centro della città e «con il Piano Periferie costruiremo un parcheggio multipiano di scambio di fronte alla stazione; uno spazio per il coworking e le start up nel quartiere di Latte Dolce; recupereremo tre scuole materne abusivamente occupate da nuclei familiari per riabilitarle ad abitazioni sociali; collegheremo l’area con una pista ciclabile e con un servizio di bike sharing che connetta la metro con le zone interne dei quartieri citati». Per l’edificio da rigenerare a Latte Dolce il comune puntava tutto sull’esito del concorso Mibact-Cnappc aggiudicato al team guidato dall’ingegner Paolo Marras, ma è di questi giorni una lettera inviata dal secondo gruppo classificato agli enti banditori per chiedere la revoca della graduatoria considerando il diretto grado di parentela tra il professionista e un assessore.

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