Il caso

Sassi contro nave della Marina a Taranto, indagini Digos verso i centri sociali

Si tratterebbe di una ventina di persone. In corso la loro identificazione

di Domenico Palmiotti

(Konstantin Maslak - stock.adobe.com)

2' di lettura

Puntano all'area dei centri sociali le indagini della Digos di Taranto dopo il lancio di sassi - avvenuto nel pomeriggio del 16 marzo - verso la fregata Carabiniere della Marina Militare mentre attraversava il canale navigabile di Taranto per andare in Mar Piccolo. Si tratterebbe, a quanto pare, di persone - una ventina circa - riconducibili all'ambiente dei centri sociali. È in corso la loro identificazione. Si apprende da fonti investigative “che in queste ore si sta sviluppando attività di polizia giudiziaria a 360 gradi. Le ipotesi di reato vanno dalla manifestazione non autorizzata al vilipendio di corpo armato dello Stato”. “A valle dell'identificazione dei singoli, sarà però possibile - spiegano le fonti - individuare meglio le responsabilità di ciascuno”.

Il lancio di pietre è partito all'improvviso dal lato città vecchia del canale navigabile che è anche quello più prospiciente il mare. Per consentire il passaggio dell'unità è stato aperto il ponte girevole e agli accessi del ponte stazionano, in questo caso, pattuglie dei Carabinieri e della Polizia locale visto che il traffico viene temporaneamente bloccato. Le pattuglie, però, non sarebbero riuscite ad intervenire immediatamente anche perché lontane dal punto in cui è avvenuta la grave contestazione. All'indirizzo dell'equipaggio è stato anche lanciato più volte il grido di “assassini” e “vergogna”.

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Inoltre, è apparso lungo gli spalti del canale navigabile uno striscione con la scritta “La guerra la stiamo già pagando: chi con la vita, chi con la fame. No Nato! No Putin!”. Chiari, per gli investigatori, i riferimenti al conflitto in Ucraina.Il gesto ha suscitato la condanna unanime del mondo politico. Dopo il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, intervenuto anche il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio. “Quanto accaduto a Taranto è da condannare fermamente”, ha commentato Di Maio.

Per il titolare della Farnesina “la violenza stessa è sempre da condannare, le donne e gli uomini della Difesa, così come gli agenti delle Forze dell’ordine, lavorano ogni giorno per tutelare il Paese e tutti i cittadini”.La nave Carabiniere fa parte del programma Fremm della Marina Militare ed è tornata nella città pugliese - sede della principale base della forza armata - dopo una missione operativa per effettuare lavori nei bacini dell'Arsenale militare. L'unità è stata varata nel 2014 e consegnata alla Marina un anno dopo, sviluppa una lunghezza di 145 metri ed uno dislocamento a pieno carico di 6.700 tonnellate, ed ha un equipaggio di 168 militari tra uomini e donne. Tra le missioni dell'unità, il contrasto al naviglio ostile e la lotta antisommergibile.

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