Germania

Sassonia-Anhalt, trionfo Cdu: l’ultradestra resta al palo

Le proiezioni sulle elezioni danno in netto vantaggio del ministro presidente Reiner Haseloff. Non c’è il sorpasso dell’Afd

Reiner Haseloff, candidato di punta della Cdu nelle elezioni di Sassonia-Anhalt (Afp)

3' di lettura

L’incubo del sorpasso è alle spalle fin dai primi exit poll: la Cdu trionfa nella tedesca Sassonia-Anhalt e l’ultradestra di Alternative fuer Deutschland resta al secondo posto, lasciando sul terreno quasi due punti percentuali. È la smentita dei sondaggi, che fino alla vigilia davano un testa a testa fra i due partiti, che avrebbe potuto destabilizzare anche la politica tedesca, con contraccolpi sulla campagna elettorale in vista del voto federale del 26 settembre. Con il risultato di queste urne, le ultime regionali dell’era Merkel, è più forte anche il candidato cancelliere dei cristiano-democratici, Armin Laschet.

La crisi della sinistra

L’exploit dei verdi di Annalena Baerbock segna una battuta d’arresto (nel Land dell’est crescono, ma meno delle attese) e incassano una batosta i socialdemocratici, con uno dei risultati peggiori di sempre nella storia della Repubblica federale. Stando alle proiezioni, pubblicate in serata dalla tv pubblica Ard, la Cdu di Reiner Haseloff, il ministro-presidente uscente che va verso il terzo mandato, ha ottenuto il 36,6% dei voti (+6,8). L’Afd di Oliver Krichner ha preso il 22% (-2,3), e anche se non c’è affatto voglia di festeggiare nel quartier generale, Alexander Gauland e gli altri vip del partito ostentano «soddisfazione» per un esito che li vede comunque saldamente al secondo posto nel Land di Magdeburgo, confermando un grande peso politico nell’est. I socialdemocratici hanno perso un 2,2% dei voti e l’8,4% dei consensi. Verdi hanno ottenuto il 6% (+0,8). È disfatta per la sinistra della Linke che, tradizionalmente forte delle regioni dell’ex Ddr, ha visto erodere le sue preferenze raggiungendo soltanto l’11% (-5,3). Molto soddisfatti i liberali che con il 6,5% (+1,6) ritorneranno nel parlamentino, regionale dopo 10 anni di assenza, in un momento in cui il partito di Christian Lindner riprende quota anche a livello nazionale.

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Post Merkel in salita

«Il risultato di stasera è per noi sensazionale», ha esultato il segretario generale della Cdu, Paul Ziemiak, mentre è stato il capogruppo parlamentare Ralph Brinkhaus a sottolineare che col voto in Sassonia-Anhalt «ha vinto anche Armin Laschet», il governatore del Nordreno-Vestfalia che corre per succedere alla Bundeskanzlerin. Per i conservatori è iniziata in salita la campagna elettorale dello storico voto che aprirà il post Merkel: cinque settimane fa erano precipitati nei sondaggi proprio a causa del duello per la cancelleria fra i due governatori Laschet e Markus Soeder, il leader della Csu bavarese, che aveva tentato di scippare la corsa agli alleati dell’Unione, impugnando gli ottimi sondaggi personali.

Il caso mascherine

I conservatori erano rimasti inoltre molto ammaccati dagli scandali sugli affari sulle mascherine, che avevano colpito diversi parlamentari, con una serie di dimissioni. E proprio un nuovo caso lanciato dallo Spiegel sui dispositivi di protezione anti Covid ha riguardato nuovamente la Cdu in questo weekend: dalle pagine della Bild am Sonntag i vertici dell’Spd hanno chiesto indirettamente le dimissioni del ministro della Salute Jens Spahn, che per lo Spiegel avrebbe voluto distribuire gratuitamente mascherine non perfettamente collaudate a senzatetto, persone con disabilità e disoccupati. «Un atteggiamento scandaloso», ha tuonato il leader dell’Spd Norbert Walter Borjans, tirando in ballo anche lo spirito cristiano cui dovrebbe attenersi la Cdu. Dal ministro è arrivato un commento di sdegno: «Le accuse sono inaccettabili», ha affermato, garantendo come la sicurezza delle mascherine sia una priorità. «Che l’Spd punti a rendere insicuri senzatetto e persone con disabilità, per avere consensi, dà più un’idea di quali siano le condizioni in cui si trova il partito che della sicurezza delle mascherine», ha concluso, liquidando una questione che almeno per oggi non potrà tenere banco.

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