chiuso il bando “Aspire with Esa”

Satelliti e agricoltura 4.0: l’Agenzia spaziale europea finanzia l’italiana Ez Lab

La Pmi padovana potrà sfruttare le immagini satellitari dell’Esa per offrire servizi evoluti agli agricoltori, basati anche su tecnologia blockchain

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La Pmi padovana potrà sfruttare le immagini satellitari dell’Esa per offrire servizi evoluti agli agricoltori, basati anche su tecnologia blockchain


3' di lettura

Dal campo coltivato al satellite, andata e ritorno. L’Unione Europea punta su agricoltura di precisione, blockchain e tecnologie spaziali per rendere sostenibile e competitiva a livello globale la filiera dell’agrifood. E per farlo sceglie le competenze made in Italy di EZ Lab, la Pmi innovativa nata a Padova che ha vinto il bando “Aspire with Esa” lanciato dall’agenzia spaziale europea (Esa), cui hanno partecipato 80 aziende del vecchio continente.

Immagini satellitari, agricoltura 4.0 e blockchain

EZ Lab ha ora nove mesi di tempo per portare sul mercato SmartAgrisat, il progetto vincitore del bando. Si tratta di una piattaforma online pensata per aziende e consorzi agricoli capace di elaborare le immagini fornite dai satelliti Esa e creare dati sicuri – perché certificati con tecnologia blockchain – sulla base dei quali gli agricoltori potranno ottimizzare l’uso di acqua e fertilizzanti sui loro terreni.

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La piattaforma sarà l’evoluzione di AgriOpenData, il sistema già sul mercato messo a punto da EZ Lab e capace di creare un registro digitale sull’attività di un’azienda agricola: raccoglie dati, anche con droni, li memorizza sulla blockchain rendendoli immodificabili e li rappresenta attraverso un’interfaccia aperta a tutta la filiera, incluso il consumatore finale, che può verificare l’origine del prodotto, la sostenibilità della produzione e i valori etici cui si ispira l’azienda che lo propone. Il progetto ora potrà sfruttare anche le immagini satellitari aquisite dall’Esa.

Informazioni (per il business) venute dal cielo

«Le analisi multispettrali di queste immagini – spiega Massimo Morbiato, Ceo e fondatore di EZ Lab – potranno dirci molte cose. Dallo stato di salute della vegetazione, al tasso di umidità del terreno, alla presenza di malattie infestanti. Avendo a sistema tutti gli altri dati sulla produzione dell’azienda agricola – continua Morbiato – con questa ulteriore “radiografia” potremo dare all’agricoltore informazioni e indicazioni ancora più precise su quali azioni intraprendere e quando farlo per coltivare meglio i terreni e ridurre sprechi e inquinanti».

Qualche esempio. Un campo inclinato tenderà a essere più arido a monte e ad accumulare acqua nel terreno a valle. Sfruttando la mappa del tasso di umidità realizzata osservando le immagini satellitari, si potrà allora modulare l’irrigazione per zone, dando acqua solo dove serve. O ancora: se è in corso un attacco da parte di un agente patogeno, rilevato dagli algoritmi analizzando il colore delle foglie, che apparirà meno omogeneo, questo verrà segnalato in tempo reale e l’intervento sarà mirato alla sola zona di piantagione interessata.

L’agricoltura di precisione? Una necessità

«Oggi – continua Morbiato – in Italia si contano circa 800mila aziende agricole. Un dato più che dimezzato rispetto ai primi anni 2000». È in corso un consolidamento del mercato, confermato anche dal dato sul numero medio di ettari per singola azienda. La media europea è di 50 ettari per azienda, quella italiana tende verso i 20 ettari, quando fino a un decennio fa non superava gli 8 ettari. Spiega il ceo di EZ Lab: «Il trend è chiaro: con l’aumento della superficie media per singola azienda, cresce anche la necessità di ricorrere alle tecnologie per mettere in atto quella che viene definita l’agricoltura di precisione: per ridurre l’uso di pesticidi e di acqua e aumentare la produttività automatizzando alcune attività. In questo scenario i dati forniti dal satellite possono essere d’aiuto».

Tecnologie trasferite dallo Spazio alla Terra

Il ricorso alla tecnologia blockchain – in sintesi: un registro digitale accessibile a tutti, ma che nessuno può modificare – permette di certificare l’attendibilità dei dati estratti dall’immagine, garantendo per esempio data e ora in cui è stata scattata e le coordinate della zona fotografata. «Se un’azienda agricola – spiega Morbiato – decide di irrigare o non irrigare un campo sulla base dei dati forniti da un sistema esterno, deve essere certa che quei dati siano corretti e affidabili». Gli algoritmi di “SmartAgrisat” trasformeranno quindi le immagini satellitari in dati, generando così valore per gli attori della filiera agroalimentare. Il bando Esa è stato del resto pensato proprio con questo obiettivo: trasferire le tecnologie sviluppate in ambito aerospaziale all’industria, per migliorare la competitività delle aziende europee.

«Si tratta di un’opportunità unica – conclude Morbiato –. Le immagini satellitari di libero accesso hanno una risoluzione media intorno ai 10 metri. Con quelle che ci fornirà l’Esa potremo scendere di un ordine di grandezza, in alcuni casi anche fino a 1 metro di risoluzione».

A Padova si studia la blockchain per l’industria

Per integrare le immagini satellitari dell’Esa nella propria piattaforma EZ Lab ha stimato spese in ricerca e sviluppo pari a 300mila euro. La metà di questi costi sarà finanziata dall’Esa. Nata nel 2014 presso l’incubatore universitario Galileo Visionary District di Padova, EZ Lab è oggi una Pmi innovativa con 15 dipendenti specializzata in soluzioni digitali avanzate basate su tecnologia blockchain per i settori agrifood, tessile, energia, real estate, logistica e medicale.

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