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Satelliti europei, l’Esa sceglie Thales Alenia Space per la nuova costellazione Galileo

I dispositivi saranno più robusti, affidabili e protetti da attacchi informatici. Per la joint venture Thales-Leonardo commessa da 772 milioni di euro

di Antonio Larizza

2' di lettura

L’aerospazio made in Italy sarà nel dna della seconda generazione di satelliti destinati alla costellazione Galileo, il sistema globale di navigazione satellitare (Gnss) dell’Unione europea.

Thales Alenia Space Italia - joint venture tra Thales (67%) e Leonardo (33%) - ha siglato un contratto del valore di 772 milioni di euro con l’Agenzia spaziale europea (ESA), che ha agito in nome e per contro dell’Unione Europea rappresentata dalla Commissione Europea, per la fornitura di sei satelliti, che faranno parte della costellazione Galileo di seconda generazione.

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In orbita a partire dal 2024

I primi satelliti di questa seconda generazione saranno messi in orbita entro la fine del 2024. Grazie a tecnologie evolute - antenne digitalmente configurabili, collegamenti inter-satelliti, utilizzo di sistemi di propulsione completamente elettrici - i satelliti di nuova generazione miglioreranno la precisione del sistema Galileo, nonché la robustezza e la resilienza del suo segnale, che sarà fondamentale per il prossimo decennio digitale, così come per la sicurezza e per gli usi di difesa.

Navigazione satellitare e sovranità Ue

Con l’ulteriore sviluppo del network satellitare Galileo, l’Europa punta a consolidare un asset fondamentale per la competitività della sua industria, consolidando nel contempo la sovranità dell’Ue nell’ambito della navigazione satellitare e dei servizi, sempre più numerosi e diffusi, collegati a questa tecnologia.

I satelliti di questa seconda generazione saranno più robusti, più affidabili e protetti da attacchi informatici. Aumenta anche la disponibilità di segnale e la vita operativa del satellite, che ora sale a 15 anni di attività in orbita.

Più cyber-sicurezza per Galileo

«I satelliti Galileo di seconda generazione – spiega Massimo Comparini, amministratore delegato di Thales Alenia Space Italia – offriranno agli utenti una maggiore disponibilità del servizio essendo più robusti, più affidabili e cyber-protetti».

Thales Alenia Space è in grado di raggiungere gli ambiziosi obiettivi del programma grazie alle conoscenze e all’esperienza dei centri di competenza che la società dispone in Italia, Francia, Spagna e Belgio. «Ma anche grazie alla pluriennale esperienza e agli asset di assemblaggio, integrazione e test delle costellazioni di satelliti presenti nel nostro stabilimento di Roma», sottolinea Comparini.

«Ringrazio la Commissione Europea e l’Esa per la comprovata fiducia nei confronti della nostra azienda, che ci rende protagonisti di questo programma di punta per l’Europa», ha aggiunto Hervé Derrey, ceo di Thales Alenia Space.

Italia alla guida un team europeo

Thales Alenia Space Italia guiderà un team internazionale formato da industrie europee provenienti da 14 Paesi: Italia, Francia, Spagna, Belgio, Germania, Austria, Svezia, Repubblica Ceca, Danimarca, Paesi Bassi, Svizzera, Romania, Polonia, Grecia.

Profumo: «Contributo per indipendenza strategica della Ue»

«Siamo orgogliosi – ha dichiarato Alessandro Profumo, amministratore delegato di Leonardo – del ruolo di rilievo che Thales Alenia Space avrà nello sviluppo della seconda generazione del sistema di navigazione europeo Galileo, valorizzando le competenze della componente italiana nelle costellazioni. Con questo successo – ha aggiunto Profumo – la Space Alliance si afferma come leader su tutta la filiera del sistema Galileo. Si tratta di un’ulteriore dimostrazione di come Leonardo e le sue aziende contribuiscano a sostenere l’indipendenza strategica dell’Europa».

Costituita nel 2005, la Space Alliance è una partnership strategica tra Leonardo e Thales, i principali gruppi industriali nel settore aerospaziale di Italia e Francia. Ne fanno parte due joint venture: Telespazio (Leonardo 67%, Thales 33%) e Thales Alenia Space (Thales 67%, Leonardo 33%).

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