cambiare le abitudini di spesa

Saturday for future, Giovannini: «Perché dobbiamo salvare il mondo solo il venerdì?»

«Salviamolo anche gli altri giorni. E abbiamo proposto di iniziare dal sabato quanto la maggioranza degli italiani fa la spesa settimanale», ha spiegato al Sole 24 Ore il portavoce di Asvis

di Nicoletta Cottone


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La febbre del mondo malato (Agf)

2' di lettura

«Perché dobbiamo salvare il mondo solo il venerdì? Questa è la domanda da cui siamo partiti. Salviamolo anche gli altri giorni. E abbiamo proposto di iniziare dal sabato quanto la maggioranza degli italiani fa la spesa settimanale». Lo ha spiegato al Sole 24 Ore Enrico Giovannini, portavoce di Asvis, promotore dei “Saturdays for Future”, iniziativa lanciata dall’Asvis (Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile), sull’onda della mobilitazione globale innescata da Greta Thunberg con i suoi “Fridays for Future”.

Saturday for future: «Perché dobbiamo salvare il mondo solo il venerdì?»

Obiettivo far diventare il sabato la giornata dell'impegno per cambiare modelli produttivi e abitudini di consumo in favore di uno sviluppo sostenibile. Il primo appuntamento è il 28 settembre 2019, giorno successivo al prossimo sciopero globale degli studenti in difesa del clima, per dare concretezza al Goal 12 dell’Agenda 2030, sottoscritta nel 2015 da 193 Paesi dell'Onu, Italia compresa.

GUARDA IL VIDEO: Saturday for future: «Perché dobbiamo salvare il mondo solo il venerdì?»

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Professor Giovannini, è indispensabile cambiare le abitudini di spesa, all’insegna della sostenibilità. Come si sviluppa l’iniziativa?
«L’obiettivo 12 dell’Agenda 2030 - Consumo e produzione responsabili - ci dice che se non cambiamo i nostri modelli di consumo, orientando naturalmente anche la produzione verso la direzione giusta, noi non riusciremo a salvare il pianeta. Non soltanto salvare il pianeta. Si tratta anche di orientarsi verso quelle aziende che rispettano i diritti umani, che trattano i lavoratori con dignità. Ecco dunque l’idea di dedicare una giornata a una sensibilizzazione a tutti i livelli e farlo il giorno dopo il “Fridays for future” , cioè quando i ragazzi con le loro mobilitazioni inducono tutti a riflettere sulla necessità di una lotta al cambiamento climatico».

GUARDA IL VIDEO - Fridays for Future: la piazza si riempie per lo sciopero

Concretamente nella vita di tutti i giorni che si può fare?
«Sul sito satursayforfuture.it abbiamo indicato cosa si può fare se si è un consumatore, se si è un produttore, un gestore di un negozio o se si è un educatore. Per esempio i consumatori possono dedicare un attimo di tempo a capire che tipo di prodotto stanno acquistando, che tipo di imballaggio. E poi informarsi, magari prima, se hanno già deciso cosa vogliono acquistare. Se quell’azienda è in alto o in basso rispetto agli impegni sulla sostenibilità. É un percorso naturalmente. Dal 30 settembre dialogheremo con associazioni imprenditoriali e la grande distribuzione per indurre le imprese italiane ad andare in questa direzione, che è la direzione che non solo i giovani desiderano».

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