la scoperta italiana

Saturno, il pianeta elegante con anelli più giovani del previsto

di Leopoldo Benacchio

Addio a Cassini con tuffo finale, ma resta eredita' dati

3' di lettura

Le eredità, a volte, riservano sorprese e quella di Cassini, la sonda Italo americana che per anni ha studiato il pianeta Saturno orbitandogli attorno, è graditissima e ci ha regalato anche informazioni, spedite a terra poco prima di inabissarsi definitivamente nel pianeta, che hanno permesso a un'equipe internazionale di scienziati, guidata da Luciano Iess dell'Università La Sapienza di Roma, di fare due importanti scoperte.

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I famosi anelli di Saturno, formati da milioni di pezzi di ghiaccio sporco di varie dimensioni, non sono per nulla antichi come si pensava, anzi, sono praticamente nati ieri rispetto al pianeta che ha almeno 4 miliardi di anni: avrebbero infatti fra i 10 e i 100 milioni di anni. Si sono formati quindi al tempo in cui gli ultimi dinosauri sparivano dalla faccia della Terra.

L'altra, meno scenica ma forse anche più importante scoperta è che, grazie agli ultimi dati di Cassini presi poco prima che si inabissasse nel Pianeta, si è finalmente capito che Saturno ha una struttura interna completamente diversa da quella dell'altro gigante del sistema solare, Giove. I dati della ricerca del gruppo italo americano di scienziati sono stati pubblicati oggi sulla rivista Science.

«Ci ha molto facilitato il fatto di avere avuto, praticamente in contemporanea, i dati della sonda Nasa Juno per quanto riguarda Giove e di Cassini per quanto riguarda Saturno. Abbiamo potuto così affrontare il caso, relativamente più semplice, di Giove per primo e fare esperienza con il metodo da usare per analizzare i dati», dice Luciano Iess. Saturno, un gigante gassoso con un raggio di circa 60mila km, 10 volte quello terrestre, è composto in gran parte da idrogeno ed elio e da tempo è noto che gli strati più esterni della sua atmosfera ruotano più velocemente di quelli interni, ma non si sapeva di quanto e perché. Ora sappiamo che è formato da un nucleo abbastanza piccolo ma compatto di elementi chimici pesanti contornato da una sfera ben più grande di idrogeno, il più semplice degli elementi, però allo stato liquido. Il tutto poi sarebbe all'interno di un inviluppo di idrogeno molecolare gassoso che contiene le parti più interne. Ognuna di queste parti ruota quindi in modo diverso dalle altre, anche se nello stesso senso. Insomma Saturno è completamente diverso da Giove che ha sì una rotazione diversa, differenziale, fra laparte interna e quella esterna, ma quest'ultima è poco profonda, sui 3000 chilometri di spessore contro i 10.000 della parte esterna di Saturno. Un bel quesito per future ricerche.

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Ma come hanno fatto gli scienziati a capire tutto questo, potremmo chiederci? Semplicemente, si fa per dire, misurando con estrema precisione la forza di gravità esercitata sulla sonda Cassini mentre transitava nella zona, relativamente stretta in termini astronomici, fra il grande pianeta e gli anelli, grazie ai perfetti strumenti di Cassini, che funzionano oramai da 20 anni ben oltre il previsto.

Le migliaia e migliaia di pezzi di ghiaccio di tutte le dimensioni che formano gli anelli, che si pensa siano quel che resta di uno scontro cosmico, hanno una massa dovuta per il 99% al ghiaccio di cui sono fatti. Su di loro si deposita continuamente della polvere cosmica che comunque nel sistema solare c'è e per esempio cade anche continuamente sulla Terra.

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È stata quindi misurata separatamente la massa degli anelli e quella del pianeta e si è visto che gli anelli erano molto meno massicci di quanto si pensava fino a poco tempo fa. Questo depone a favore del fatto che non siano proprio nati assieme a Saturno, ma siano molto più recenti: tra i 100 o addirittura 10 milioni di anni, che comparati ai circa 4 miliardi di anni del pianeta sono veramente un battito di ciglia.

Cassini, una missione fortemente voluta dall'Italia fin dagli anni '80 del secolo scorso, ci ha fornito infinite informazioni preziose in questi anni e anche, non trascurabile per l'animo di chi ha a cuore scienza e bellezza, infinite immagini di quello che viene giustamente chiamato il pianeta elegante.

Ultimo tuffo su Saturno per la sonda Cassini

Ultimo tuffo su Saturno per la sonda Cassini

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