ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùl’ipo del gigante petrolifero

Saudi Aramco, la Cina tratta per investire 10 miliardi di dollari

Riad è alla ricerca di «cornerstone investors» per l’Ipo di Saudi Aramco, investitori dalle tasche profonde che per interesse politico più ancora che finanziario si prestino a garantire il successo dell’operazione. Bussare alla porta dei cinesi è un passo inevitabile. Ma non è l’unico

di Sissi Bellomo


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2' di lettura

La Cina starebbe valutando di investire fino a 10 miliardi di dollari in Saudi Aramco: una disponibilità che – se davvero si concretizzasse – metterebbe al sicuro da un possibile flop la quotazione in Borsa del gigante del petrolio saudita.

Sono fonti Bloomberg a riferire di trattative in corso con diverse entità statali cinesi, tra cui il Silk Road Fund, il fondo sovrano China Investment Corp (Cic) e Sinopec, società petrolchimica quotata a Shanghai, Hong Kong e New York, già partner dei sauditi in impianti di raffinazione. Tutti insieme, secondo le indiscrezioni, potrebbero mettere insieme tra 5 e 10 miliardi di dollari, assicurandosi una quota consistente di Aramco.

Riad si accinge a collocare in Borsa, per ora solo sul listino saudita, tra l’1 e il 3% della compagnia, sperando di raccogliere fino a 60 miliardi. Ma lo scetticismo degli investitori occidentali sul nodo della valutazione potrebbe rompere le uova nel paniere.

Non stupisce che la casa reale sia di nuovo alla ricerca di «cornerstone investors», investitori dalle tasche profonde, che per interesse politico più ancora che finanziario si prestino a garantire il successo dell’Ipo.

Bussare alla porta di Pechino è un passo inevitabile, che i sauditi avevano tentato già nel 2017, secondo rumors dell’epoca, prima di rassegnarsi a rinviare la quotazione.

L’Ipo di Aramco è stata proposta anche a Petronas, compagnia petrolifera statale della Malaysia, scrive Reuters. E nei giorni scorsi il fondo sovrano russo Rdif aveva confermato un interesse nell’operazione, condiviso con altri investitori istituzionali, anche cinesi.

Riad avrebbe avvicinato anche i fondi statali emiratini (Mubadala Investment e Abu Dhabi Investment Authority) e il fondo Gic di Singapore.

La Kuwait Investment Authority (Kia) di recente ha smentito di essere in contatto con Aramco ma ha comunque affermato che intende «valutare l’opportunità» di aderire all’Ipo.

Per approfondire:
Saudi Aramco, parte l'Ipo dei misteri: tutti i dubbi sul prezzo
Saudi Aramco ora punta a sbarcare in Borsa l'11 dicembre

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