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Saudi Aramco, l’Ipo slitta ancora (ma di poco)

di Sissi Bellomo


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(Reuters)

2' di lettura

La quotazione di Saudi Aramco subisce l’ennesimo rinvio, anche se stavolta sembra trattarsi di uno slittamento limitato a qualche settimana. La pubblicazione del prospetto per quella che è stata definita «l’Ipo del secolo» era attesa a giorni: forse già la settimana prossima, secondo indiscrezioni. Ma a quanto pare bisognerà attendere.

Riad vuole avere più chiarezza riguardo al potenziale impatto sul bilancio degli attacchi contro gli impianti petroliferi di Abqaiq e Khurais, che un mese fa avevano temporaneamente dimezzato la produzione di greggio saudita, scrive il Financial Times.

La decisione «improvvisa» di far slittare l’operazione è stata confermata anche da una fonte dell’agenzia Bloomberg. Mancano tuttavia conferme ufficiali.

L’annuncio del collocamento in Borsa – per il momento solo l’1-2% ed esclusivamente sul listino saudita, il Tadawul – era atteso per questa domenica a Dahran, la città sede del quartier generale di Saudi Aramco. Il prospetto sarebbe stato pubblicato la settimana prossima, in modo da effettuare l’Ipo il prossimo mese.

L’operazione – ideata nel 2016 e da allora più volte rinviata – è una colonna portante del piano Vision 2030, con cui il principe ereditario Mohammed bin Salman punta a diversificare l’economia dell’Arabia Saudita, troppo dipendente dal petrolio. L’aspirazione è di strappare per la compagnia di Stato una valutazione di 2mila miliardi di dollari, una cifra eccessivamente elevata a giudizio della maggior parte degli analisti.

L’idea iniziale era di procedere a una doppia quotazione, sia in patria che su un importante listino straniero: Londra, New York o magari una piazza asiatica, come Hong Kong o Tokyo. Il collocamento all’estero tuttavia è stato accantonato, mentre Riad ha accelerato lo sbarco alla Borsa locale.

La famiglia reale starebbe esercitando forti pressioni sulle famiglie saudite più ricche, affinché aderiscano all’Ipo. E le banche saudite stanno offrendo prestiti agevolati ai piccoli risparmiatori in modo da consentire una partecipazione ampia.

All’estero tuttavia l’interesse tra gli investitori istituzionali sembra essere limitato, anche se i sauditi hanno fatto di tutto per allettare almeno i grandi fondi sovrani, tra cui quello russo, che ha appena aperto un ufficio di rappresentanza in Arabia Saudita.

Se riuscirà a raccogliere più di 25 miliardi di dollari – obiettivo che non sembra essere fuori portata – l’Ipo sarebbe la più grande mai effettutata, superando quella di Alibaba nel 2014.

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