L’appello ai governi

Save the children, ecco come fermare il “naufragio di civiltà” che sta vivendo l'Europa

Con un video toccante l’organizzazione chiede ai Paesi membri di dare protezione e rifugio ai migranti al freddo e chiedono aiuto all'Europa

di N.Co.

Il centro di accoglienza e idnentificazione di Lesbo (Ansa/Alessandro Di Meo)

3' di lettura

Un video simbolico sui bambini migranti respinti alle frontiere per rilanciare la campagna #lanterneVerdi e fermare il “naufragio di civiltà” che sta vivendo l'Europa. Dopo la visita del Papa a Lesbo, Save the children ha deciso di diffondere un toccante video ispirato alla storia della piccola fiammiferaia, con l'invito a cambiarne il finale chiedendo all'Europa il rispetto dei diritti e della dignità delle persone migranti, in particolare i più vulnerabili, le bambine, i bambini e loro famiglie. Obiettivo smuovere le coscienze e invitare a non restare indifferenti, attivandosi per cambiare il finale della storia, come insegna l'esempio dei cittadini bielorussi e polacchi, che hanno acceso lanterne verdi nelle loro abitazioni per indicare ai migranti la sicurezza di poter ricevere ristoro e aiuto.

In Europa un «naufragio di civiltà»

L’Europa sta vivendo alle proprie frontiere quello che Papa Francesco ha definito a Lesbo un «naufragio di civiltà». Con il Natale alle porte Save the Children rilancia l'iniziativa #lanterneVerdi e chiede ai Paesi membri di dare protezione e rifugio ai migranti che si trovano al freddo e chiedono aiuto all'Europa. Un video rilancia una versione aggiornata de “La piccola fiammiferaia”, sperando che il finale amaro già scritto si trasformi in un appello urgente per cambiarne l'epilogo.

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Una lanterna verde per chiedere di non respingere chi fugge da guerra e povertà

Un “pugno allo stomaco” diffuso con il video dall'Organizzazione per rilanciare con ancora più forza l'iniziativa #lanterneVerdi. Una mobilitazione generale che vede insieme, tra gli altri, giornali e tv, ma anche associazioni, realtà di impegno e solidarietà, e che invita tutti ad accendere negli uffici, nei negozi, nella propria casa, sugli alberi di Natale e nei presepi, una lanterna verde, per chiedere all'Europa di proteggere e non respingere chi fugge da guerra e povertà.

Fatarella: «Vogliamo opporci all’escalation in atto alle frontiere Ue»

«Vogliamo dire insieme da che parte stiamo - ha sottolineato Daniela Fatarella, direttrice generale di Save the Children - e opporci all'escalation in atto alle frontiere dell’Unione europea. Basti pensare a ciò che sta succedendo al confine fra Bielorussia e Ue, dove migranti e rifugiati, tra cui diversi minori soli o con le loro famiglie, sono bloccati in campi di fortuna e lottano contro ipotermia e fame. In queste settimane hanno dovuto affrontare respingimenti crudeli e violenze da parte delle guardie di frontiera, almeno un ragazzo e un bambino, oltre a una donna incinta, hanno perso la vita, mentre i rapporti delle organizzazioni locali suggeriscono che altre morti sarebbero avvenute nella foresta al confine. È inaccettabile che la vita dei bambini e delle loro famiglie venga utilizzata come merce di scambio. Trascurare la vulnerabilità e i pericoli affrontati in frontiera e negare loro i diritti non fornisce alcuna soluzione. Al contrario, porta a violenze, abusi e morti»,

Tornare a essere umani

«Ai confini dell'Ue si sta decidendo il futuro dei principi fondanti dell'Unione europea, che è nata sul rispetto dei diritti umani e che oggi – come ha ricordato Papa Francesco, sta vivendo invece un “naufragio di civiltà”. Non possiamo permettere che questo accada e dobbiamo tornare a essere umani e chiedere a gran voce che l'Europa ritrovi le sue radici e applichi politiche di accoglienza e non di respingimento e chiusura».

La storia di chi è disperato oltre un filo spinato

Nel video, una bambina rifugiata è sola, per strada, durante le festività, esposta al freddo e al gelo, senza alcun riparo, come tanti, troppi bambini e bambine in questo momento ai confini e all'interno dell'Europa, disperati di fronte al filo spinato di più di una frontiera e all'indifferenza di una politica inadeguata. Come nella fiaba della piccola fiammiferaia, la vediamo aggirarsi da sola per le strade di una città, contemplare sognante le vetrine e cercare di vendere i suoi fiammiferi in una stazione, per poter mangiare qualcosa. Ha paura di subire violenze e fugge terrorizzata in cerca di un riparo sicuro. La vediamo accendere un fiammifero per scaldarsi e in quel momento sognare una casa, un interno caldo e accogliente dove trovare l'abbraccio di una famiglia, dei doni e soprattutto amore. Ha bisogno di protezione, cibo e vestiti caldi, di poter giocare, studiare e immaginare il proprio futuro. Il finale della fiaba è segnato e opposto, ma il video invita ciascuno ad attivarsi per cambiare le cose.


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