Il report della Ong

Save the children, emergenza fame per 5,7 milioni di bimbi sotto i 5 anni. Nel mondo muore un bambino ogni 15 secondi

Con le scuole chiuse per il nuovo coronavirus 370 milioni di bambini senza pasti

di Nicoletta Cottone

Save the children: la campagna contro l’emergenza fame che colpisce 5,7 mln di bambini

7' di lettura

Con la pandemia da nuovo coronavirus 370 milioni di bambini in tutto il mondo non hanno avuto accesso ai pasti a scuola. Pasti che sono fondamentali per la nutrizione di milioni di bambini poveri nel mondo. In 122 Paesi sui 135 oggetto dell’indagine è stata registrata una diminuzione dei servizi dedicati alla nutrizione, in particolare di quelli dedicati alla malunitrizione cronica e acuta dei bambini. Lo attesta il report “Emergenza fame”, pubblicato da Save the Chidren, che individua alcuni epicentri di questa terribile emergenza, che vanno dal Sahel all’Afghanistan e includono Somalia, Etiopia, Siria, Yemen e India. «Nelle crisi – spiega la ong - i bambini sono sempre i più vulnerabili perché senza cibo nutriente adeguato non possono svilupparsi come dovrebbero e sono ad alto rischio di malnutrizione acuta. Questo può portare a rachitismo, con danni irreversibili sullo sviluppo fisico e cognitivo del bambino, o alla morte». Proprio per questo la Ong ha lanciato un appello urgente e una raccolta fondi “Emergenza fame”, per cercare di evitare che migliaia di bambini muoiano di fame.

Due milioni di bambini muoiono per malnutrizione ogni anno

Sono moltissimi gli epicentri della fame nel mondo dove la malnutrizione è esplosa. Dati agghiaccianti: nel pianeta è emergenza fame per 5,7 milioni di bambini sotto i 5 anni, oltre il 50% in più rispetto al 2019. E sono molti i Paesi a pochi passi dalla catastrofe. Oltre due milioni di bambini muoiono ogni anno a causa della malnutrizione, uno ogni 15 secondi. E nei prossimi mesi il numero dei bambini che soffriranno di malnutrizione secondo le proiezioni di save the children salirà a oltre 200 milioni.

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Un bambino su tre è denutrito

«L'aumento previsto della malnutrizione nei prossimi mesi è così rapido e ampio che è come se in pochi mesi tutti i bambini italiani al di sotto dei cinque anni fossero colpiti dalla più grave forma di malnutrizione», ha sottolineato Daniela Fatarella, direttrice generale di Save the Children. «Un bambino su tre nel mondo oggi è denutrito, e per la prima volta dopo decenni, fame e malnutrizione infantile sono in aumento, con molte famiglie e comunità che faticano a procurarsi cibo nutriente a sufficienza per i propri figli». Fatarella ha spiegato che «la crisi climatica, la pandemia e il dilagare dei conflitti sono diventati per i bambini un mix pericolosissimo che ha annullato i progressi ottenuti in decenni contro la mortalità infantile e ha portato i livelli di fame e malnutrizione a un livello mondiale mai raggiunto prima. Se non si agisce immediatamente, migliaia di bambini potrebbero morire, invertendo per la prima volta la curva dei progressi ottenuti finora».

Dieci delle 13 peggiori crisi alimentari sono causate da conflitti

Le cause? Tempeste, inondazioni, siccità, uragani, guerre e il Covid-19 hanno avuto un forte impatto su raccolti, bestiame, prezzi del cibo e mezzi di sussistenza. E gli effetti del cambiamento climatico colpiscono fortemente le comunità più povere. La ong stima che 710 milioni di minori vivano nei 45 paesi a più alto rischio di subire l’impatto del cambiamento climatico. Si stima che il 60% delle persone e l'80% dei bambini che soffrono la fame nel mondo viva in paesi in cui vi sono conflitti in corso, la maggior parte dei quali è causato da controversie sul cibo, sull’acqua o sulle risorse necessarie per produrli. Dieci delle 13 peggiori crisi alimentari del mondo sono causate da conflitti. E i bambini sono sempre i più colpiti. Si calcola che attualmente ci siano 82,4 milioni di persone che sono dovute fuggire dalle loro case. Incapaci di trovare lavoro, molte famiglie faticano a permettersi il cibo per i propri figli.

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Difficile la lotta alla fame nel Sahel

La pandemia di Covid-19 sta rendendo più difficile la lotta alla fame nella regione del Sahel, sottolinea Save the Children. Burkina Faso, Mali, Niger sono da anni colpiti dagli impatti del cambiamento climatico, che a sua volta ha interrotto la disponibilità e l’accesso al cibo e ha contribuito a creare l’attuale crisi nutrizionale. Negli ultimi due anni il conflitto, le violenze e la crescente insicurezza in tutta la regione hanno aggravato il problema interrompendo l’accesso ai servizi sociali, alla produzione alimentare e all’economia pastorale. La violenza nel Sahel centrale e nel bacino del lago Ciad ha costretto oltre 3 milioni di persone a fuggire dalle proprie case e a perdere tutto.

In Afghanistan mezzo milione di bambini soffre di fame estrema

In Afghanistan oltre mezzo milione di bambini soffre la fame estrema. La metà di tutti i bambini sotto i cinque anni soffre di malnutrizione acuta, si legge nel report, e quasi un bambino su due sotto i cinque anni (3,1 milioni di bambini) soffre di malnutrizione acuta e necessita di cure salvavita. Il Paese è stato duramente colpito dai tre principali fattori che portano all'emergenza fame: conflitto, cambiamento climatico e Covid-19. La situazione è peggiorata con l'interruzione degli aiuti umanitari dopo l'insediamento dei talebani. Più della metà della popolazione vive al di sotto della soglia di povertà, circa 18 milioni di afghani, quasi la metà della popolazione, hanno bisogno di assistenza. Un terzo della popolazione è malnutrito, 3,2 milioni di persone stanno sperimentando livelli emergenziali di fame e si prevede che tali numeri aumenteranno verso la fine del 2021. Lo staff di Save the Children presente a Kabul, Faryab e Kunduz segnala un aumento dei prezzi fino al 63% nell'ultimo mese su beni come farina, benzina, legumi e gas. E L’ulteriore aumento dei prezzi legato alla chiusura delle frontiere e allo stop alle importazioni ridurrà sempre più la disponibilità di beni primari.

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In Somalia il 70% delle persone non ha accesso all’acqua potabile

Anche la Somalia è uno dei paesi in cui l'emergenza fame è più drammatica. Nel 2021 il Governo somalo ha dichiarato lo stato d'emergenza, colpito da invasioni di locuste, aumento delle violenze, impatto della pandemia di Covid-19, siccità e inondazioni che stanno creando una grave crisi umanitaria e mettendo in pericolo centinaia di migliaia di bambini sotto i cinque anni. Si stima che circa 2,7 milioni di persone in Somalia affrontano una grave carenza di cibo. E circa 839 mila bambini sotto i cinque anni rischiano di essere colpiti da malnutrizione e, tra questi, 143 mila rischiano di essere colpiti da forme particolarmente gravi di malnutrizione e hanno bisogno di cure mediche urgenti per sopravvivere. Uno studio di Save the Children del 2021 ha evidenziato come il 70% delle famiglie intervistate non avesse accesso all'acqua potabile e che più del 50% non avesse abbastanza cibo.

In Etiopia grave conflitto nella regione del Tigray

Molto difficile la situazione dell’Etiopia, che nell'ultimo anno ha vissuto un terribile conflitto, gli effetti devastanti del cambiamento climatico e della pandemia di Covid-19, con drammatiche conseguenze sulla salute dei bambini. Il problema più urgente è il conflitto nella regione del Tigray, nel nord del Paese. Secondo i dati forniti dalle Nazioni Unite sono più di 350mila le persone sull’orlo della malnutrizione e 140mila i bambini che soffrono la fame, di cui almeno 33mila a rischio se non si interviene tempestivamente. Si stima che oltre 50mila bambini sotto i cinque anni nel Tigray avranno bisogno di cure quest’anno a causa della malnutrizione acuta grave. Molte zone sono irraggiungibili e tutti i servizi igienico-sanitari, nutrizionali e idrici da cui dipendono i bambini e le loro famiglie sono interrotti. E anche l'accesso agli aiuti umanitari è molto difficile.

In Siria si amplia la spirale della povertà

La situazione non è migliore in Siria dove, dopo dieci anni di conflitto, i prezzi del cibo sono aumentati del 200% nell’ultimo anno, tagliando il potere d’acquisto delle famiglie e contribuendo all’aumento della povertà. I livelli di fame sono aumentati del 56% tra il 2019 e la fine del 2020, con due persone su tre nel paese che hanno necessità di cibo o mezzi di sussistenza. Solo nel 2020 si stimava che 4,5 milioni di persone - quasi il 60% della popolazione - fossero in una condizione di insicurezza alimentare. Una crisi economica aggravata della pandemia da nuovo coronavirus che ha spinto i siriani sempre più nella spirale della povertà: oltre 1 milione di persone non riesce a sopravvivere senza aiuti alimentari. Nel nord-est del Paese, area tra le più colpite dal conflitto, vivono quasi 2 milioni di bambini estremamente vulnerabili e a rischio malnutrizione.

Nello Yemen 400mila bambini potrebbero morire di malnutrizione

Nello Yemen devastato dalla guerra, 10,3 milioni di bambini stanno affrontando la carenza di cibo e, se non si interviene, circa 400.000 bambini potrebbero morire a causa della malnutrizione . Solo nella metà meridionale del Paese quasi 587.600 bambini sotto i 5 anni soffrono di malnutrizione acuta e tra questi, purtroppo, quasi 100.000 sono sull’orlo della morte per fame.

In India la chiusura delle scuole ha privato 120 milioni di bambini del pasto principale

In India già prima della pandemia di Covid-19 il 15% della popolazione era malnutrito e oltre il 17% dei bambini sotto i 5 anni soffriva di forme di malnutrizione molto grave. Il Covid ha peggiorato una condizione economica già molto complessa, provocando un forte calo delle attività economiche e dei redditi. E la chiusura delle scuole ha privato 120 milioni di bambini del loro pasto principale. Il Governo indiano lo scorso anno stimava in quasi 1 milione il numero di bambini (6 mesi-6 anni) con forme di malnutrizione molto grave.

I bambini pagano il prezzo più alto di povertà e conflitti

«La fame è ogni giorno di più un'emergenza che non può essere sottovalutata dall'intera comunità internazionale. Sono i bambini a pagare il prezzo più alto di povertà, conflitti, crisi climatica e pandemia e siamo tornati a vedere il numero dei bambini che vanno a letto con la pancia vuota, che cresce di nuovo, gettando un'ombra nera sul futuro di intere generazioni in cui bambini rischiano di non sopravvivere per la mancanza di cibo», ha detto Daniela Fatarella. «Non possiamo voltarci dall'altra parte: un mondo che consente che vi siano bambini che muoiono di fame, è un mondo ingiusto e di fronte a tutto questo dobbiamo agire, altrimenti saremo tutti responsabili. Tutti possono fare qualcosa, a partire dalla comunità internazionale, dai donatori privati fino alle singole persone: siamo di fronte a un'emergenza e il contributo di tutti è fondamentale per poter evitare che anche solo un bambino in più perda la vita perché non ha avuto di che mangiare».


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