Scuola

Save the Children Italia, raggiunti e aiutati 1.500 studenti a rischio dispersione

Successo del programma “Volontari per l'educazione”. Protocollo tra l’associazione e la Crui per promuovere la diffusione della cultura scientifica, e tecnologica

di Redazione Scuola

3' di lettura

Sono 1.500 gli studenti tra i 9 e i 16 anni a rischio dispersione scolastica raggiunti grazie al programma di Save The Children Italia “Volontari per l'educazione” che garantisce supporto allo studio a distanza nei territori e quartieri più deprivati. In una recente consultazione promossa da Save the Children con oltre 1.000 docenti, in maggioranza della scuola primaria e secondaria di primo grado, il 6,5% ha segnalato almeno un caso di abbandono nella propria scuola, e gli ultimi dati Invalsi registrano una crescita evidente della “dispersione implicita”, il livello insufficiente di preparazione in italiano, matematica e inglese alla fine del percorso di istruzione, che è aumentata dal 7 al 9,5% su base nazionale.

Riconquistare fiducia in se stessi

Per questi studenti, recuperare l'apprendimento perso in una o più materie in cui si è rimasti indietro, o riuscire a preparare l'esame di terza media, un ostacolo spesso insormontabile, significa anche, e soprattutto, riconquistare fiducia in se stessi e nella scuola, e quindi nel proprio futuro. Questa l'esperienza positiva vissuta nel secondo semestre 2021-21 da oltre 1.500 studenti tra i 9 e i 16 anni in 16 regioni italiane che, grazie alla segnalazione di 100 scuole e decine di associazioni attive sul territorio, hanno avuto accesso ad un sostegno allo studio a distanza assicurato da 950 “Volontari per l'educazione”, che hanno aderito all'omonimo programma nazionale lanciato lo scorso dicembre da Save the Children, in collaborazione con la Conferenza dei rettori delle università italiane (Crui) e dalla Rete delle università per lo sviluppo sostenibile (Rus).

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Tutor volontari

Provenienti da 43 diverse università italiane e scuole di alta formazione, i tutor volontari, in prevalenza donne (84%), dopo un percorso di formazione dedicato, hanno messo le loro competenze nelle più diverse discipline, a disposizione degli studenti segnalati dalle scuole perché a rischio, accompagnandoli, con il supporto di educatori, in un percorso di sostegno a distanza di 36 ore, in modalità individuale o a piccoli gruppi e con cadenza settimanale o bi-settimanale. Le materie comprese nei programmi di sostegno sono quelle umanistiche, le materie cosiddette Stem, l'italiano di secondo livello e le lingue straniere.

I risultati

Tra i 1.500 studenti beneficiari che, anche grazie a questo programma, hanno saputo compiere significativi progressi nella loro preparazione, il 47% era di origine straniera, in leggera maggioranza di sesso maschile (58%), con una distribuzione prevalente nella scuola secondaria di primo grado (68%), seguita dalla scuola primaria (29%) e, in piccolissima parte, dalla secondaria di secondo grado (3%). Il programma, rilanciato il 9 novembre, che si avvale già di 2.700 adesioni di tutor volontari e più di 300 nuove richieste relative a studenti beneficiari, punta a raggiungere nei prossimi due anni scolastici (2021-22 e 2022-23) migliaia di bambine, bambini e adolescenti a rischio dispersione. «Stiamo costruendo insieme una vera e propria community di giovani volontari che credono fortemente nel valore dell'educazione e vogliono essere al fianco dei bambini e adolescenti più colpiti dall'emergenza Covid-19. È un'esperienza di formazione e motivazione che si sta rivelando molto positiva anche per i volontari stessi» ha dichiarato Daniela Fatarella, direttrice generale di Save the Children Italia.

Il protocollo d’intesa

Save the Children e Crui hanno siglato il 9 novembre un protocollo di intesa, che si propone di promuovere la diffusione della cultura scientifica, tecnologica e degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sdgs) sul territorio, per l'attuazione della cosiddetta “terza missione” che vuole le università protagoniste dell'impegno civico sui territori. Nel corso dell'evento al Politecnico di Milano, verranno premiate le quattro Università che hanno contribuito maggiormente con i loro studenti al successo del programma fino ad ora: l'Università degli Studi Statale di Milano, l'Università degli Studi del Salento (Lecce), l'Università Roma Tre della capitale, e l'Università degli Studi L'Orientale di Napoli.

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