Su misura

Savile Row, la storica via di Londra apre alla moda femminile e sartoriale

Dal declino alla rinascita: gli atelier allargano il loro parterre di clienti, coinvolgendo le donne, con servizi dedicati e completi dalla vestibilità perfetta.

di Sara Semic

Daisy Knatchbull nel suo atelier, The Deck, in Savile Row. È la prima sartoria made-to-measure pensata al femminile. (Foto di JEFF HAHN)

5' di lettura

«Volevo creare uno spazio per le donne, che fosse bello e accogliente, pieno di luce, che le mettesse completamente a loro agio», dice Daisy Knatchbull di The Deck , l'atelier che ha aperto nel 2019. Si trova in Savile Row, ha pareti color crema e blu, arredi lussuosi, tavoli su cui poggiano grandi ortensie bianche, candele Diptyque e una studiata selezione di riviste a disposizione delle clienti. Un luogo volutamente distante – e la distanza è siderale – dalle boiserie in quercia, i dettagli in oro, i pezzi d'antiquariato e le teste di cervo che, per oltre due secoli, hanno caratterizzato il miglio dell'alta sartoria per gentlemen. Intanto un dato: negli ultimi cinque anni in Gran Bretagna si sono venduti 2,3 milioni di capi da uomo in meno, calcola la società di ricerche di mercato Kantar. La trasformazione del workwear, unita alla pandemia, agli alti costi generali e alla crisi del turismo, hanno lasciato Savile Row in uno stato di pericoloso declino. Negli ultimi anni hanno chiuso i battenti Kilgour, Hardy Amies e Chester Barrie (anche se alcuni continuano a essere presenti online). Gieves & Hawkes, che contava Charlie Chaplin e Winston Churchill tra i propri clienti, rischia la chiusura. Estendere il servizio su misura alle donne potrebbe salvare dall'estinzione Savile Row, la strada mito della sartoria maschile?

Phoebe Gormley, fondatrice di Gormley & Gamble. (Foto di JEFF HAHN)

Quando Daisy Knatchbull era responsabile della comunicazione da Huntsman & Sons e, per estensione, dell'eleganza di politici, imprenditori e della Casa Reale, si è resa conto del vuoto nell'offerta per un pubblico femminile. «Sapevo di donne a cui sarebbe interessato», dice. Un completo su misura da The Deck ha un prezzo di partenza di 2.600 euro (un su misura a Savile Row parte da 6mila euro); la maison crea anche giacche safari, abiti e gonne, e di recente ha collaborato con Turnbull & Asser per una collezione di camicie. L'intuizione di Knatchbull si è rivelata giusta: quest'anno è previsto un raddoppio del fatturato e ci sono progetti per ampliare le proposte di The Deck con una collezione di capi su misura. «Ci sono signore di 60 e 70 anni che lamentano di non aver mai trovato un paio di pantaloni con la giusta vestibilità».

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Kathryn Sargent, prima donna head cutter, maestra di taglio, di Savile Row. Qui è nel suo negozio, in Brook Street. (Foto di JEFF HAHN)

Kathryn Sargent , prima donna a diventare nel 2016 master tailor di Savile Row, ha ora la sua sartoria di abiti su misura in Brook Street, nel quartiere di Mayfair. Dice che oltre un terzo degli ordini sono di clienti donne e che la domanda per capi sartoriali femminili sta crescendo. «Di certo offro più scelta di altri sarti in Savile Row, ma vorrei attrarre sempre più donne, perché è una gioia condividere con loro il piacere del su misura», dice. «Savile Row era percepito come un mondo prettamente maschile, ma il tailoring è molto di più. Noi confezioniamo tanti pezzi separati, e capi che puoi mixare e abbinare o interpretare in modo più casual». Sargent, i cui completi costano da 6.300 euro, ha cominciato a realizzare capi per donna mentre apprendeva il mestiere da Gieves & Hawkes e faceva fatica a trovare qualcosa da indossare. «Stavo imparando il taglio, dove va posizionato un bottone se un uomo è alto o se è di bassa statura, se lavora nella City o se è un avvocato», spiega. «C'erano tutte queste regole e queste linee guida da seguire, ma per la sartorialità femminile non esistevano. La maggior parte dei look iconici che Savile Row aveva nel suo storico arsenale venivano dall'abbigliamento per andare a cavallo o da indossare in campagna. Ho cercato di adattare quello stile e quei modelli, e ho trovato un mio modo di sagomarli sulle donne. Ero tra i pochi tailor disposti a lavorare sulla sartorialità femminile».

Una riluttanza dovuta al fatto che vestire forme femminili è ritenuto più difficile, racconta Phoebe Gormley, che nel 2014 ha fondato Gormley & Gamble , la prima sartoria di Savile Row dedicata solo alle donne. La maison propone sia completi sia capi separati, su misura, in migliaia di tessuti inglesi, scozzesi e italiani, e fodere in seta con stampe personalizzate, e prezzi che partono da 950 euro per una giacca e 480 euro per un paio di pantaloni. «I sarti da uomo che proponevano anche abbigliamento da donna non esponevano mai un manichino femminile in vetrina», racconta.

Il momento della scelta di fodere e bottoni. (Foto di JEFF HAHN)

Huntsman , il riverito sarto di Savile Row che ha vestito Edward VII e Gregory Peck, ma anche la regina Vittoria e Katharine Hepburn, dal 2019 ha visto la clientela femminile crescere del 35 per cento. «Abbiamo sempre avuto capi da donna, anche se non l'abbiamo mai enfatizzato», ammette Taj Phull, il managing director di Huntsman. «È sempre stato nel nostro dna, ma quando il tuo negozio si chiama Huntsman, e quel nome è così visibile, se ci passi davanti non ti viene in mente che proponga capi femminili». Magdalena Handwerker, head cutter di Huntsman, è convinta che il desiderio di abiti sartoriali femminili faccia parte di un cambiamento nella direzione di una mentalità più sostenibile. «Credo che le persone abbiano iniziato ad apprezzare il fatto di possedere un capo perfetto, e ad avere più pazienza per averlo, invece di comprare un pezzo già pronto e disponibile all'istante». Sargent concorda: «Molte mie clienti sono magari ingrassate o dimagrite, o vogliono cambiare i bottoni o la fodera a un vestito per rinfrescarlo e ce lo consegnano per riadattarlo, cosa che trovo fantastica perché un abito sartoriale puoi sempre riportarlo dal sarto per una modifica».

Ad attrarre più donne in Savile Row sono stati anche gli abiti sartoriali da sposa e da matrimonio. Dal 2019 le vendite da Cad & The Dandy , giovane casa di street tailoring, sono cresciute del 300 per cento, con un evidente incremento degli abiti nuziali, un trend registrato anche da The Deck e Gormley & Gamble. «Le clienti iniziano a pensare che non c'è bisogno di un abito bianco da 8mila euro se si tratta di un matrimonio con 15 persone», spiega Gormley. «Preferiscono qualcosa che potranno indossare ancora, come succede per gli uomini».

Altre maison di Savile Row sentono il bisogno di adattarsi a gusti più attuali. Edward Sexton e Cad & The Dandy hanno di recente lanciato collezioni uomo ready-towear. «La voglia di avere un completo confezionato a regola d'arte, secondo i dettami di Savile Row, ma per il quale non si debba aspettare come succede per il su misura, ci ha colti di sorpresa», dice James Sleater, fondatore di Cad & The Dandy. «Vendere moda pronta è un'avventura nuova», dice Edward Sexton, che spera di costruirsi una reputazione sartoriale a doppio senso (Twiggy e Bianca Jagger sono state sue clienti) e creare una capsule di capi femminili ready-to-wear. «Abbiamo lavorato molto dietro le quinte e ora siamo pronti a partire», spiega. «Ma non vogliamo correre il rischio di ritrovarci capaci di fare tutto senza eccellere in niente».

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