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Savills: il real estate viaggia a due velocità nel mondo

In Cina si tornano a firmare contratti di affitto nel retail e negli uffici in aprile. Europa ancora ferma. Logistica e assistenza sanitaria i settori in positivo

di Nicol Degli Innocenti

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(Reuters)

In Cina si tornano a firmare contratti di affitto nel retail e negli uffici in aprile. Europa ancora ferma. Logistica e assistenza sanitaria i settori in positivo


2' di lettura

È troppo presto per essere ottimisti, ma ci sono segnali di miglioramento nel settore immobiliare globale, soprattutto in Cina, primo Paese a gestire l’epidemia di coronavirus e primo a uscire dalla crisi.
Secondo l’ultimo sondaggio condotto da Savills tra i suoi esperti nel mondo, le prospettive sono migliorate nelle ultime settimane. La percentuale di Paesi che segnalano un impatto molto negativo sul settore immobiliare è ora del 19%, contro il 29% del sondaggio di marzo.

Il 74% dei Paesi descrivono l’impatto della pandemia come “moderatamente negativo”, in aumento dal 67% di marzo.
In Cina, dove c’è stata una parziale ripresa delle attività, la situazione è descritta come “leggermente positiva”, con un aumento del numero di contratti di affitto nel settore retail e uffici nelle prime due settimane di aprile. Anche in Corea del Sud e il Vietnam, dove l’epidemia è stata contenuta, la situazione è “neutrale”.

L’Europa resta un passo indietro, con solo alcuni Paesi che iniziano ad allentare le misure restrittive introdotte per contenere l’epidemia.
«C’è ottimismo sul lungo termine, ma per ora resta una grande cautela sul mercato - spiega Mat Oakley, responsabile della ricerca commerciale UK e Europa di Savills -. La situazione rispecchia i trend visti a livello globale, con il settore uffici stabile e logistica e assistenza sanitaria positivi, mentre hotel, tempo libero e retail sono i più penalizzati da Covid-19 e stanno ricevendo gran parte degli aiuti governativi».

Per quanto riguarda gli investimenti, le misure restrittive stanno facendo da freno alle transazioni transfrontaliere. «Si stanno facendo parte attiva gli acquirenti domestici che conoscono il loro mercato - afferma Oakley -. Ci sono alcuni opportunisti che cercano sconti, ma molti restano delusi perché non stiamo vedendo grandi ribassi».
A livello globale la crisi ha frenato le attività di mercato e ridotto il numero di transazioni, ma non sembra per ora avere avuto un impatto marcato sulle valutazioni degli immobili. Secondo Savills nel 63% dei Paesi non ci sono stati cambiamenti nei prezzi.
Alcuni settori, come logistica e assistenza sanitaria, non hanno registrato modifiche nelle valutazioni, anzi in alcuni casi hanno addirittura visto aumenti dei prezzi dovuti all’incremento della domanda. «Entrambi i settori continueranno a essere richiesti nel prossimo futuro e questo manterrà le valutazioni» prevede il rapporto Savills.

Uno dei settori più colpiti dalla crisi a livello globale è quello del retail. L’80% dei Paesi ha introdotto qualche misura di sostegno, come il rinvio di pagamenti e la sospensione o riduzione temporanea degli affitti.
La domanda è calata drasticamente in molti mercati, ma i Paesi che hanno superato la fase più acuta dell’epidemia stanno tornando alla stabilità. La domanda di uffici è definita stabile nel 42% dei Paesi e in calo moderato nel 55%, percentuale in calo rispetto al 70% di marzo. Gli affitti degli uffici sono rimasti invariati nel 71% dei Paesi.

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