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Savona alla Consob? Tutti gli ostacoli per la sua nomina

di Laura Serafini


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Il ministro per gli Affari europei, Paolo Savona (Imagoeconomica)

2' di lettura

Il ministro per gli Affari europei Paolo Savona sarebbe il nuovo nome individuato dalla presidenza del Consiglio per ricoprire l’incarico di presidente della Consob, vacante dal settembre scorso. L’indiscrezione è stata rilanciata nel pomeriggio di ieri dal sito Dagospia e non ha trovato smentite. In primis dal diretto interessato, che si è limitato a commentare a fronte delle domande dei giornalisti: «Non so cosa stia accadendo alle mie spalle». Secondo quanto trapelato sempre ieri, la proposta sarebbe addirittura arrivata dopo un incontro riservato avvenuto tra il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, e il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, per il quale la proposta non troverebbe obiezioni. Soltanto nella mattina di ieri sulla questione Consob era tornato il vicepremier Luigi Di Maio, il quale aveva affermato: «Dobbiamo chiudere il prima possibile, la settimana che sta per iniziare è decisiva per Consob».

In realtà sul nome di Savona non ci sono state prese di posizioni ufficiali né da parte di Di Maio, né di Salvini i quali solo pochi giorni fa erano tornati a ribadire che Marcello Minenna era il loro candidato per la guida dell’Autorità che vigila sui mercati.

In realtà il nome proposto perché di alto profilo e in grado di coagulare il consenso di Lega e 5Stelle presenta controindicazioni rispetto all’incarico prospettato. Non è un mistero, infatti, che sino al maggio del 2018 il ministro è stato director del fondo Euklid, un soggetto vigilato. In virtù di questo ruolo ricoperto fino a otto mesi fa il ministro si trova in una situazione di incompatibilità con il decreto legislativo 39 del 2013 secondo il quale l’incarico di presidente non può essere attribuito a coloro che nei due anni precedenti «abbiano svolto in proprio attività professionali, se queste sono regolate, finanziate o comunque retribuite dall’amministrazione o ente che conferisce l’incarico».

C’è poi un altro aspetto non secondario dovuto al fatto che Savona è in pensione e questo implica che a lui possa essere conferito l’incarico, ma soltanto per un anno e senza stipendio. Il mandato del presidente Consob, però, ha durata settennale.

La situazione potrebbe rivelarsi ancora più complessa di quanto accadde con il precedente presidente, Mario Nava, la cui situazione di comando decisa dalla Commissione europea aveva durata inferiore rispetto ai 7 anni del mandato alla Consob. In quel caso il presidente Mattarella avallò la nomina a decorrere dalla registrazione da parte della Corte dei Conti. Fu quindi quest’ultima a svolgere a sua volta un’istruttoria sul caso prima di registrare il decreto di nomina. L’incompatibilità rispetto ai due anni che dovrebbero decorre per chi ha fatto parte di un soggetto vigilato prima di passare al vigilante sarebbe, però, in ogni caso difficilmente superabile. Comunque se questa nomina andrà a buon fine lo si vedrà presto. Nel frattempo c’è chi nella Lega e nel Movimento 5 Stelle comincia a ragionare sulla nuova partita a scacchi che si aprirebbe per coprire l’incarico al ministero che sarebbe lasciato vacante da Savona. Anche se l’ipotesi più probabile sarebbe l’interim a Conte o al ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi.

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