verso la legge di bilancio

Savona: se ci sfugge lo spread la manovra deve cambiare

di Andrea Gagliardi


Manovra, Moavero: fiducioso in dialogo costruttivo con Ue

4' di lettura

«Se ci sfugge lo spread la manovra deve cambiare». Lo ha detto, nel corso della registrazione di Porta a Porta, il ministro per gli Affari europei Paolo Savona. Per quest’ultimo «c'è bisogno di ben oltre il 2,4%» di rapporto deficit-Pil. E il Def presentato dal governo è «corretto, cauto e moderato». «Ci dicono che le previsioni della manovra sono ottimistiche? Sono i risultati di modelli econometrici e degli interventi che noi facciamo», ha aggiunto il ministro.

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Savona: Bankitalia-Fmi? Sbagliano su stabilità-crescita
Per Savona «l’errore che fanno sia Fmi che Bankitalia è mettere la stabilità finanziaria come presupposto dello sviluppo, io dico che devono andare almeno di pari passo. La costruzione dell'Europa non dà per scontato che si debba avere la stabilità prima dello sviluppo».

«Bce abbatta lo spread acquistando i titoli»
Per il ministro la Bce «deve convincersi che il debito pubblico italiano è solvibile». Il presidente della Bce Mario «Draghi non assolve al suo compito di preservare la stabilità bancaria» perché «dovrebbe abbattere lo spread intervenendo in acquisto» sul mercato dei titoli di Stato. Pur riconoscendo che Draghi ha «fatto un buon lavoro» con il Qe, Savona ha sottolineato che «lo spread vola perché c'è qualcuno che non svolge il suo compito. Abbiamo bisogno di qualcuno che governi la stabilità bancaria e finanziaria». Ad ogni modo «con tutte le critiche che ci sono state e lo scontro politico in atto il mercato avrebbe potuto reagire, gli speculatori avrebbero potuto fare operazioni più pesanti». La verità, per Savona, «è che il mercato si è rivelato più cauto della politica».

Conte: crescita sarà superiore a previsioni Fmi
«Confidiamo che la crescita sarà sicuramente superiore» alle previsioni del Fmi (+1,2% nel 2018 e +1% nel 2019, ndr) ha dichiarato dal canto suo il premier Giuseppe Conte, a margine di una sua lezione all’Università di Firenze. «Siamo ben determinati - ha aggiunto il presidente del Consiglio - abbiamo ben meditato questa manovra, questa linea di azione. Dobbiamo consentire alla nostra economia di poter esprimere le sue potenzialità e dobbiamo ovviamente pensare anche allo sviluppo sociale del paese. Lo facciamo con la massima ragionevolezza». Per Conte le previsioni del Fondo monetario internazionale sulla crescita dell'Italia, «dovrebbero essere riaggiornate nel rispetto della nostra nota di aggiornamento al Def».

«Conterremo il debito pubblico»
Il Governo, ha ricordato Conte, ha «esplicitato» i suoi obiettivi, «il deficit/Pil il primo anno è al 2,4% però abbiamo già previsto nella nostra manovra che al terzo anno scenda sotto il 2 per cento. Arriveremo intorno all’1,8%. Lo stesso per quanto riguarda il rapporto debito/Pil: noi lo conterremo, scenderemo. Il problema è semplicemente che con le manovre fin qui fatte, se avessimo proseguito, saremmo sempre il fanalino di coda della crescita in Europa».

La nostra manovra non rispecchia quelle che erano le aspettative della Commissione Ue. Noi siamo disponibilissimi a spiegarla e a confrontarci in modo ragionevole

«Inizieremo interlocuzione con Commissione Ue»
Per quanto riguarda i rapporti con l’Europa «andremo a spiegare la manovra: con la Commissione inizieremo una interlocuzione, ha affermato Conte, parlando a margine di una sua lezione di diritto all'Università di Firenze. «Voi avete letto molto negativamente - ha detto il presidente del Consiglio, rivolgendosi ai cronisti - la lettera che Dombrovskis e Moscovici hanno anticipato. In realtà si conclude con un “siamo aperti a un dialogo costruttivo”. Ed è chiaramente una valutazione, come loro precisano, prima facie. Non poteva essere diversamente: la nostra manovra non rispecchia quelle che erano le loro aspettative. Noi siamo disponibilissimi a spiegare questa manovra, confrontarci in modo ragionevole. Confido che non ci siano toni un po' agitati da nessuna parte perché non è proficuo per nessuno, né per l'Europa né per l'Italia».

«Allarme su sanatorie fiscali è ingiustificato»
Il presidente del Consiglio, a margine della sua lezione all'Accademia della Crusca, parlando con i giornalisti in merito alla valutazione espressa dalla Corte dei conti sul Def ha aggiunto: «Posso capire che ci possa essere un allarme ma siccome nessuno ha ancora visto come abbiamo scritto quelle che chiamano le sanatorie fiscali, l'allarme, in questo momento, è ingiustificato» . E ha spiegato: «Funziona così: noi presentiamo la regolamentazione della pacificazione fiscale, la si legge, la si studia, e poi interloquite con noi. Quindi dipende da che cosa facciamo. Non abbiamo mai detto che il nostro segnale è fare un condono così da domani nessuno paga più le tasse». Poi ha concluso: «Lo spread a 315 punti base non mi ha fatto piacere, è ovvio. Confido che quando si leggeranno la nostra manovra ci potrà essere maggiore tranquillità da parte degli investitori. E quindi un segnale positivo da parte dei mercati. Confido che con questa manovra chi investirà in Italia avrà tanti guadagni e sarà molto conveniente investire».

«Cabina regia investimenti a Palazzo Chigi»
Il premier ha infine preannunciato che domani pomeriggio a Palazzo Chigi si «riunirà la cabina di regia per gli investimenti». «Sono state invitate le più grandi aziende partecipate del nostro paese - ha aggiunto -, e siamo a valutare quale sarà un piano addizionale per gli investimenti. Lavoriamo seriamente per
la crescita»

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