Immigrazione

Sbarchi continui: in 24 ore 2.128 persone. Verso un vertice a Palazzo Chigi

Torna l’ipotesi di una cabina di regia tra ministeri. Draghi chiama l’Unione europea. Da inizio anno 500 morti in mare. Lampedusa: situazione insostenibile

di Marco Ludovico

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3' di lettura

L’ondata impetuosa di nuovi sbarchi durerà a lungo. Le condizioni meteo favorevoli, per prime, la sosterranno. Nella notte sono arrivati 635 migranti. In 24 ore si sono registrati venti sbarchi per un totale di 2.128 persone trasferite all’hotspot dell’isola di Lampedusa. Le partenze sono continue dalla Libia e dalla Tunisia. Il tema ripiomba al centro del dibattito politico non solo del governo. Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, intende giocare una partita di primo piano in Europa. Gli uffici dell’Unione europea, Commissione in testa, sono già in allerta.

Statistiche al rialzo incessante

Gli sbarchi dall’inizio dell’anno - dati del ministero dell’Interno - aggiornati al 10 maggio ammontano a 12.894. L’anno scorso erano stati 4.184, due anni fa 1.009. Il 9 maggio arrivi record, contabilizzati dal Viminale in 1.950: tutto il sistema in campo - Polizia di Stato, Guardia Costiera, Guardia di Finanza, prefetture - è stato in fibrillazione. E rimane così. I rischi nei soccorsi e le tragedie incombono. «Più di 700 migranti sono stati intercettati domenica al largo della Libia dalla Guardia costiera libica. Almeno cinque persone, tra cui un bambino, sono annegate quando la barca si è capovolta, mentre i sopravvissuti sono stati portati a riva dai pescatori» ha detto Safa Msehli, portavoce dell’Oim (organizzazione mondiale per le migrazioni). «Almeno 500 persone sono annegate nel Mediterraneo centrale quest’anno rispetto ai circa 150 morti registrati nello stesso periodo del 2020». Allarme a Lampedusa: «La situazione è insostenibile, servono almeno altre due navi quarantena per far fronte a questa terza ondata di sbarchi» ha detto Francesco Cascio, responsabile del poliambulatorio.

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Le fibrillazioni politiche

L’emergenza migranti scatena Fratelli d’Italia, mette in allarme la Lega e non consente agli altri partiti della coalizione di maggioranza di stare tranquilli. Matteo Salvini sottolinea: «In 24 ore 2.148 sbarchi non sono compatibili con un paese che vuole ripartire. Ne parleremo con Draghi». Giorgia Meloni rilancia lo strumento del blocco navale. Dentro l’esecutivo le mosse sono più articolate. Lo stesso Salvini dice: «Noi a Draghi porteremo i modelli degli altri paesi europei. Siccome giustamente si parla di un governo europeista e di quello che ci chiede l’Europa, chiederemo che l’Italia si comporti come si comporta la Spagna, la Grecia e la Francia. In nessun altro Paese ci sono i numeri, le dimensioni e i problemi che abbiamo in Italia».

Contatti Draghi - Von der Leyen

Draghi, nello scenario di emergenza Covid-19 e ripresa economica , non può permettersi sfilacciature nella tenuta di governo causa sbarchi. Certo, il tema è insidioso. Si riparla - un’ipotesi più volte avanzata negli ultimi 15 anni - della costituzione di una cabina di regia a palazzo Chigi sull’immigrazione. Configurazione problematica, non sarà un caso se non è mai decollata: dovrebbe mettere in condivisione i punti di vista dei dicasteri dell’Interno, quello in prima linea sulla questione, ma anche Difesa, Infrastrutture e Trasporti, Affari Esteri, Economia e Finanze. A breve comunque ci sarà una riunione a palazzo Chigi tra Luciana Lamorgese (Interno), Lorenzo Guerini (Difesa) e Luigi Di Maio (Esteri). Di certo il presidente del Consiglio intende interagire anche in linea diretta con la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen.

Le proposte in ballo

Si discute nell’esecutivo di un rilancio degli accordi di Malta per il ricollocamento volontario dei richiedenti asilo in Europa. Si prefigurano accordi bilaterali con Libia e Tunisia, tutti però da mettere in piedi. La richiesta di un sostegno concreto da parte della Commissione europea è in ogni caso una delle priorità in campo. Circola anche l’ipotesi di un nuovo coinvolgimento di Frontex, l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, con il ripristino dell’impiego di unità navali dei paesi membri. Soluzione rischiosa: potrebbe essere incentivo anziché strumento di dissuasione per le partenze dei migranti. Il tema resterà nelle priorità dell’agenda politica ancora a lungo. Enrico Letta (Pd) l’ha avanzata, Nicola Molteni (Lega) già la contesta. Il ministro Lamorgese ha parlato al telefono con il commissario europeo per gli Affari Interni Ylva Johansson. La titolare del Viminale ha sottolineato la necessità di attivare entro l’estate un meccanismo temporaneo di solidarietà nell’Ue per ricollocare i migranti sbarcati. Osserva l’alto commissario Onu per i rifugiati, Filippo Grandi: mettere in campo un meccanismo di gestione degli arrivi e di solidarietà per i ricollocamenti «è il minimo» che l’Europa possa fare.

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