ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùLa svolta di Istanbul

Grano ucraino, ecco cosa prevede l’accordo Onu firmato da Kiev e Mosca

Siglate a Istanbul due intese speculari e separate per riattivare le spedizioni. Decisiva la mediazione di Erdogan: Ankara sarà coinvolta nel processo

di Gianluca Di Donfrancesco

Sblocco grano Ucraina, Guterres: "Accordo raggiunto è per il mondo"

3' di lettura

Le aspettative sono alte: l’accordo che sblocca l’export di cereali, fertilizzanti e altre derrate rimaste ostaggio dell’invasione russa dell’Ucraina dovrebbe contribuire in modo decisivo ad alleviare crisi alimentari nei Paesi più poveri del mondo. La firma è arrivata venerdì, a Istanbul, sotto gli occhi di Antonio Guterres, segretario generale delle Nazioni Unite, e del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, il mediatore della difficile intesa. Ankara, membro della Nato con buoni rapporti con Mosca, controlla lo stretto del Bosforo, sul Mar Nero.

L’accordo si compone di due intese distinte, firmate con Nazioni Unite e Turchia: una siglata dal ministro della Difesa russo, Sergei Shoigu, e l’altra dal ministro delle Infrastrutture ucraino, Oleksandr Kubrakov. Impossibile portare i rappresentanti di Mosca e Kiev a sottoscrivere un testo unico.

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Durata dell’accordo: 120 giorni

La cerimonia di ieri porta comunque a compimento il lavoro diplomatico di questi mesi e suggella l’intesa preliminare raggiunta sempre a Istanbul la settimana scorsa. L’accordo copre i porti di Odessa, Chernomorsk, Pivdennyi e avrà validità per 120 giorni. Dovrà essere rinnovato, se la guerra non sarà finita.

«Oggi c’è un faro sul Mar Nero. Un faro di speranza, possibilità e sollievo in un mondo che ne ha più che mai bisogno», ha detto Guterres. «Speriamo che si riapra uno spiraglio per la pace», ha commentato Erdogan. «L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia ha esposto milioni di persone al rischio fame. L’accordo di Istanbul è un passo nella giusta direzione», ha affermato il capo della diplomazia Ue, Josep Borrell. Per Mario Draghi, «il successo del piano dipenderà dalla rapida e piena attuazione degli accordi», per i quali «l’Italia si è fortemente impegnata negli scorsi mesi». Nelle negoziazioni della Borsa di Chicago, il grano è sceso, tornando ai livelli precedenti allo scoppio del conflitto.

22 milioni di tonnellate di derrate bloccate nei porti

L’Ucraina ha circa 22 milioni di tonnellate di derrate bloccate nei porti del Mar Nero. Il Paese è uno dei maggiori esportatori di grano, mais e olio di girasole, ma l’invasione ha fermato le spedizioni. Limitate quantità di cereali viaggiano attraverso l’Europa su rotaia, strada e via fiume.

L’accordo prevede il passaggio sicuro delle navi, grazie a un circoscritto cessate il fuoco di fatto, e l’istituzione di un Centro di controllo (Jcc) a Istanbul, composto da funzionari delle Nazioni Unite, turchi, russi e ucraini, per gestire e coordinare il passaggio. I porti ucraini hanno bisogno di una decina di giorni per prepararsi, quindi serviranno alcune settimane prima che le navi possano attraccare e salpare.

Non sarà però necessario liberare i porti dalle mine ucraine: i piloti di Kiev guideranno le navi lungo corridoi sicuri, con dragamine a disposizione in caso di necessità, ma senza scorte militari. Il Governo ucraino ha in particolare preteso che nessuna nave russa possa accompagnare i vascelli e che nessun rappresentante russo sia presente nei porti ucraini. Kiev minaccia risposte militari immediate «in caso di provocazioni», secondo quanto affermato da Mykhailo Podolyak, consigliere del presidente Volodymyr Zelensky.

Navi di ritorno ai porti ispezionate perché non trasportino armi

Le navi di ritorno in Ucraina saranno sottoposte a ispezioni in un porto turco, sotto la supervisione del Jcc, per accertare che non trasportino armi. Una condizione posta da Mosca. L’Ucraina ha chiesto la garanzia internazionale che il Cremlino non utilizzerà i corridoi navali per attaccare il porto di Odessa.

La mediazione di Guterres

Guterres ha sollevato la questione dell’accordo sul grano in aprile e all’inizio di giugno ha proposto un accordo, avvisando che la guerra mette in pericolo gli approvvigionamenti alimentari di molti Paesi in via di sviluppo e rischia di esporre 180 milioni di persone a un maggior rischio fame, con le conseguenze di instabilità politica e sociale che ne possono derivare.

Accuse reciproche

Kiev e Mosca si sono rimpallate a vicenda le responsabilità del blocco: la Russia ha accusato l’Ucraina di non aver rimosso le mine dai porti. Kiev ha affermato che il loro blocco da parte della Russia e il lancio di missili dal Mar Nero hanno reso impraticabile qualsiasi spedizione navale. Ha anche accusato la Russia di rubare grano dell’Ucraina orientale e di averne deliberatamente bombardato i campi.

Kiev e i suoi alleati occidentali hanno più volte accusato la Russia di usare la crisi del grano come arma, tenendo in ostaggio decine di milioni di persone nel mondo. Accuse rigettate da Mosca, che addossa la responsabilità del balzo dei prezzi alle sanzioni internazionali.

Nazioni Unite e Russia hanno anche firmato un memorandum che impegna l’Onu a facilitare l’accesso dei fertilizzanti russi e di altri prodotti sui mercati globali.

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