Energia e Ambiente

Sbloccati 538 milioni per completare il Mose di Venezia

Il comitato Cipess ha approvato la delibera, ora manca la registrazione da parte della Corte dei conti. Intanto le imprese sono sul piede di guerra contro il Consorzio per i mancati pagamenti

(Imagoeconomica)

2' di lettura

Il Cipess (Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile) ha approvato la delibera che svincola i 538 milioni destinati al Mose, che sarà immediatamente inoltrata alla Corte dei Conti per la registrazione.

Si tratta di un passo fondamentale: con questo provvedimento verrà sottoscritto il settimo atto aggiuntivo necessario al completamento del Mose e alle opere di salvaguardia previste dal Piano Europa, spiega in una nota il Commissario del Mose Elisabetta Spitz.

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Le imprese e i lavoratori potranno vedere, in tempi brevi, la ripresa dei cantieri e l’ultimazione di quel 5% di lavori ancora necessari per completare le opere alle bocche. Opere che ormai non pregiudicano la funzionalità in regime provvisorio delle barriere ma che risultano fondamentali per consentire il collaudo finale di tutti i manufatti e gli impianti e l’avvio della gestione a regime del Mose.

Le imprese contro il Consorzio

Intanto su un altro fronte le imprese impiantistiche coinvolte nella realizzazione del Mose sono sul piede di guerra. Sostengono che non rinunceranno ai loro crediti, pari a 26 milioni di euro, come invece imporrebbe la proposta ricevuta da Comar, la società del Consorzio Venezia Nuova.

La proposta è stata ufficialmente prospettata in questi giorni dal Commissario Liquidatore di Comar e del Cvn, Massimo Miani, alle principali imprese impiantistiche coinvolte nei contratti. Comar, in qualità di Committente, aveva sottoscritto i contratti di appalto di fornitura delle opere meccaniche ed elettromeccaniche per le paratoie alle bocche di porto. Le imprese creditrici sono Siram, in Ati con Pederzani Impianti, Sirti, Abb in Ati con Imprese Del Fiume e Comes, Del Bo, e Mati Sud. «I lavori sono stati eseguiti, tra l’altro, in fase di piena pandemia, quando le stesse imprese sono state sollecitate con urgenti comunicazioni da Comar e dal Commissario Straordinario, architetto Spitz, a profondere ogni sforzo ulteriore, dal momento che il Mose rientra nelle opere pubbliche di portata nazionale, e non è possibile procedere ad un fermo dei lavori, ovvero a soluzioni alternative che di fatto ne rallenterebbero l’esecuzione», sottolineano in una nota


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