SPOIL SYSTEM 

Scadono i vertici del Fisco: Entrate, Dogane e Demanio a un passo dall’interim

La riunione del Governo di giovedì 5 dicembre, che ha dato il via libera all'unanimità al disegno di legge delega sulla riforma del processo civile, si è invece conclusa su questo fronte con un nulla di fatto. I partiti di maggioranza non hanno trovato l’accordo su chi dovrà sostituire Antonello Maggiore all’agenzia delle Entrate, Benedetto Mineo alle Dogane e Riccardo Carpino al Demanio

di Andrea Carli


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Decadono dall’incarico i direttori delle agenzie fiscali: agenzia delle Entrate, Dogane e Demanio (fotogramma)

2' di lettura

Scadono i vertici del Fisco italiano. Oggi, lunedì 9 dicembre, nel giorno dell’ultima chiamata per pagare la rata della “rottamazione-ter” e del “saldo e stralcio”, decadono dall’incarico i direttori delle agenzie fiscali: agenzia delle Entrate, Dogane e Demanio.

La partita dello spoil system è infatti ancora in corso: non è escluso un Cdm nelle prossime ore sulle nomine. Altrimenti si profila una gestione transitoria, un interim, nell’attesa che le forze politiche di maggioranza raggiungano un'intesa.

La fumata nera nell’ultimo Consiglio dei ministri
La riunione del Governo di giovedì, che ha dato il via libera all'unanimità al disegno di legge delega sulla riforma del processo civile, si è invece conclusa su questo fronte con un nulla di fatto. Una vera e propria fumata nera. I partiti di maggioranza non hanno trovato l’accordo su chi dovrà sostituire Antonello Maggiore all’agenzia delle Entrate, Benedetto Mineo alle Dogane e Riccardo Carpino al Demanio.

Alle Entrate si delinea interim Polito
Alle Entrate, nel caso in cui non dovessero arrivare novità nelle ultime ore, si delinea un interim ad Aldo Polito, attuale vicario ma anche direttore centrale risorse umane e organizzazione. Registra più incognite invece il caso Dogane e Monopoli: la “reggenza” potrebbe essere affidata a Roberta De Robertis, attualmente a capo dell’area doganale dell'Agenzia. In questo caso, sarà una situazione “particolare” da gestire con un interim: da una parte l’inchiesta che ha travolto alcune posizioni apicali dell’Agenzia; dall’altra l’imminente rischio di Brexit con una mole di adempimenti da ritarare.

Veti incrociati nella maggioranza
Non sono bastati 90 giorni dunque per mettere a posto i tasselli dei vertici dell'Agenzia, anche perché nella maggioranza è partito il gioco dei veti incrociati. Proprio mentre negli ultimi giorni era molto vicina alla meta la candidatura di Ernesto Maria Ruffini per un ritorno alle Entrate - ipotesi che registrava una convergenza tra Pd e Italia Viva - è scattato il fuoco di fila all’interno della maggioranza, con il sottosegretario all’Economia Alessio Villarosa (M5S) che ha chiesto espressamente la conferma dell’attuale direttore Antonino Maggiore, nominato ad agosto dello scorso anno proprio in sostituzione di Ruffini, a sua volta fortemente voluto dall’ex premier Matteo Renzi. Questo fuoco incrociato ha portato nelle ultime ore a propendere per una possibile conferma di Maggiore. Tra le ipotesi che circolano per la guida dell’agenzia delle Entrate, anche quella che fa capo a Raffaele Russo, ex Ocse attualmente al volante della task force sul Fisco del ministero dell’Economia. Alle Dogane circola l’ipotesi Maurizio Montemagno, responsabile della direzione antifrode dell'Agenzia. Carpino potrebbe rimanere al Demanio per sei mesi. Ma la trattativa è ancora aperta. Almeno per ora.

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