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Scala e Triennale entrano al Salone del Mobile. A Milano 1.200 eventi

di Giovanna Mancini


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Seduta Aura di Tecno

3' di lettura

La preoccupazione più grande, in questo momento, non è la Brexit, né sono le politiche protezionistiche di Trump o il rallentamento della Germania. Nemmeno lo spettro di una nuova recessione economica in Italia. No: lo spettro peggiore che potrebbe guastare la festa del Salone del Mobile di Milano (dal 9 al 14 aprile con 2.350 espositori da 43 Paesi e 550 designer under 35 al SaloneSatellite) è la pioggia. Perché il Salone, ormai, non è più contenuto sotto le vele della fiera progettata da Fuksas a Rho, ma fa un tutt’uno con il Fuorisalone e dà vita a una Design Week che, lo scorso anno, ha portato in città 500mila persone.

«Milano si sta preparando al Salone con un grande sforzo di sistema – osserva il presidente del Salone, Claudio Luti – per accogliere centinaia di migliaia di visitatori da tutto il mondo, che vengono qui per vedere una delle espressioni più belle dell’Italia, con le ultime innovazioni delle aziende negli spazi della fiera, e tanta creatività e cultura anche in città».

Tra i 1.200 eventi ospitati nel capoluogo lombardo, nell’ambito del Fuorisalone, molti sono organizzati da aziende di altri settori industriali. «Una conferma dell’attenzione crescente per il Salone, ma anche per il nostro settore», osserva Luti. La cui rilevanza (quasi 30mila aziende che generano un fatturato di 27,4 miliardi di euro, secondo i dati di FederlegnoArredo) è ben chiara anche a politici e istituzioni: lo dimostra la presenza del premier Giuseppe Conte, atteso il 9 aprile per l’inaugurazione, assieme al sindaco di Milano Giuseppe Sala e al governatore della Regione Lombardia, Attilio Fontana.

«Il Salone è un biglietto da visita nel mondo per le imprese del made in Italy, ma anche questa Milano così bella ci aiuta – aggiunge Luti –. Quest’anno abbiamo cercato di saldare ancora di più il legame con la città e in particolare con le sue principali istituzioni culturali, dalla Triennale al Teatro alla Scala, con cui abbiamo firmato una partnership triennale». Senza contare, nell’anno delle celebrazioni per i 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci, le due installazioni commissionate dal Salone del Mobile: una ai Navigli a cura di Marco Balich (per rievocare gli studi sull’acqua dell’artista) e una in fiera. Il messaggio è chiaro: design, cultura e sistema industriale convivono nella Design Week milanese e contribuiscono a renderla l’evento internazionale di riferimento per il mondo dell’arredo-design, come sottolinea anche il presidente di FederlegnoArredo, Emanuele Orsini: «Il Salone rappresenta il modello virtuoso di un’Italia che funziona e che per crescere investe nell’economia circolare, nel lavoro e nella formazione».

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Il 2018 si è chiuso positivamente per il settore, nonostante un contesto macroeconomico nazionale e internazionale non sempre favorevole: secondo i dati forniti dal Centro studi Fla, l’industria dell’arredamento nel suo complesso ha registrato un incremento del fatturato pari all’1,9%, con una buona tenuta anche del mercato interno, cresciuto dell’1,8%. «Qualche preoccupazione in più riguarda l’anno in corso – ammette Orsini – con un raffreddamento dei consumi in Italia e il rallentamento dei nostri principali partner europei. In compenso, continuano ad andare bene due mercati importanti come Stati Uniti e Cina».

Le aspettative per la 58esima edizione del Salone sono alte: per quanto riguarda Euroluce (la biennale dedicata al mondo dell’illuminazione) «registriamo il record in termini di copertura di superficie, oltre 40mila metri quadrati, con circa 450 aziende espositrici, di cui molte dall’estero e molte new entry», fa notare Stefano Bordone, presidente di Assoluce.
Nuovi format interessano invece il mondo degli arredi per ufficio,
spiega il presidente di Assufficio, Gianfranco Marinelli: «Il mondo del lavoro è cambiato radicalmente e di conseguenza quello dei mobili per i luoghi di lavoro. Oggi ci sono più interrelazioni con il mondo della casa, perciò abbiamo pensato collocare le aziende del settore non più in un padiglione separato, ma diffuse nella fiera, vicino ad altri marchi che realizzano prodotti per la collettività, nell’ottica di una futura possibile concentrazione, all’interno del Salone, di tutta l’offerta di prodotti destinati agli spazi pubblici», ovvero arredi per l’ufficio ma anche per alberghi, musei, aeroporti.

Altra novità è il nuovo spazio «S.Project» che, all’interno dei padiglioni un tempo dedicati proprio all’ufficio, ospiterà 87 espositori di categorie merceologiche differenti, scelte, spiega Luti, seguendo due criteri: la volontà di presentare i gruppi industriali che comprendono al loro interno più aziende, e quella di dare spazio a marchi che non avevano mai esposto all’interno del Salone.

Riproduzione riservata ©
  • Giovanna ManciniRedattore ordinario

    Luogo: Milano

    Lingue parlate: Italiano, inglese, tedesco

    Argomenti: Industria del design e arredo, made in Italy, cronaca di Milano, consumi, industria del commercio, e-commerce

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