LA PRIMA DEL covid

Scala: lampi di bellezza, tempi tv e tanta nostalgia

di Carla Moreni

(ANSA)

3' di lettura

Si inizia con un gesto inaspettato, un po' costruito, anche con un fondo di verità: una donna delle pulizie, maglietta firmata Teatro alla Scala e spazzolone, nel silenzio buio della sala vuota declama “Fratelli d’Italia”. Siamo agli estremi più radicali di un solito 7 dicembre, col pubblico fitto, le autorità, noi tutti in piedi, mani sul cuore, a cantare insieme.

Il punto di rottura è forte. Ed è il punto da cui prende le mosse lo spettacolo che il regista Davide Livermore costruisce per il Sant’Ambrogio dei tempi del Covid, con Riccardo Chailly sul podio, in alternanza col giovane Michele Gamba per danze e ballabili: concertone semplificato, per il pubblico della televisione di RaiUno. Tre ore di brani molto noti e ancor di più, con belle voci, su un filo conduttore troppo didascalico, dove la retorica fa capolino, e non sempre con stile.

Loading...

Diventa spiazzante anche raccontare, un tardo pomeriggio (dalle 17 alle 20) come questo. È una parata di stelle? Certo, molte sì: il vecchio Plácido Domingo che si difende sempre; Juan Diego Flórez il tenore delle parate di “do” che ora elegante centellina la “Furtiva lagrima” donizettiana; Francesco Meli che nelle mezze voci restituisce il meglio di “Ma se m’è forza perderti”, dal “Ballo in maschera” di Verdi. Se ci mettiamo a dare i voti, a fare le classifiche e distribuire pagelle, siamo certi di aver centrato la ricerca di nuovo che si prefiggeva la Scala con questa proposta? No.

Allora passiamo al pensiero: le Arie sono inframezzate da testi recitati, da Victor Hugo a Jean Racine, da Cesare Pavese a Michela Murgia. Non sempre i nessi sono chiari. Le durate giocoforza brevi, la brevità li rende apodittici, calati dall’alto. Sentenziosi, quando nelle intenzioni non lo erano: l’attrice Laura Marinoni che scende una scala scandendo le famose cento scale di Montale, diventa la parodia di quella commozione rappresa. Illustrare in maniera automatica, per i tempi veloci che il linguaggio televisivo esige, contagia tristezza.

Meglio non pensare. Guardiamo, allora. Gli abiti sono molto belli. Si sono messi in forza tutti gli stilisti milanesi. E le cantanti di oggi, che sfoggiano davvero quasi sempre linee da top model, restituiscono un’immagine diversa, diciamo più moderna, rispetto alle palandrane polverose (adorabili) che profumano di assi di palcoscenico. Così vediamo Marianne Crebassa avvolta da un rosso Valentino, vaporoso: non ha un timbro indimenticabile, però lascia un’immagine, un flash. Certo, quando dopo di lei canta Eleonora Buratto (male addobbata, con un peplo giallo) il timbro è tutt’altra cosa. E lo stesso vale per il tenore Benjamin Bernheim, nel delicato “Werther”. Tante lacrime, in generale.

Anche tanto cinema, Alfred Hitchcock e Federico Fellini messi lì per essere riconosciuti. Troppo meteo, con il vagone del treno innevato del “Tamerlano”, e Livermore che si autocita, e con l’acqua della famosa regia di “Kabanova” che allaga il palcoscenico per la gioia delle comparse, tutte inzuppate. Forse per dire la precarietà del momento? In secondo piano purtroppo passa l’orchestra, che ha solo il Preludio di “Rigoletto” e “Carmen”, e nelle riprese appare rattristata, spenta. Oltre al forfait annunciato di Jonas Kaufmann, c’è anche quello di Richard Wagner, con un finale “Valchiria” che viene inspiegabilmente cancellato.

Ma forse sbagliamo noi. Forse non siamo abituati a pensare la Scala così, figuriamoci proprio il 7 dicembre, che quest’anno avrebbe compiuto i suoi primi settant’anni, perché nel 1951 Victor de Sabata inventò la tradizione di aprire il Teatro dei milanesi nel giorno di Sant’Ambrogio. Ed erano allora i “Vespri siciliani”, con una ragazzona che si chiamava Maria Callas. Che la Scala non abdichi al suo ruolo. Un centone di brani popolari può forse essere una risposta in extremis all’emergenza. Ma è difficile pensare che porti più attenzione all’opera, magico oggetto culturale, che proprio in Italia è nato.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti