VINCE LA LINEA SALA

Scala: Mayer nuovo sovrintendente, Pereira resta fino a metà 2021

Alla fine ha vinto la linea dell'«atterraggio morbido» voluta dal sindaco di Milano, Giuseppe Sala: il cda del teatro ha nominato il francese Dominique Meyer – attualmente direttore della Staatsoper di Vienna - nuovo sovrintendente della Scala dalla metà del prossimo anno, mentre Alexander Pereira, attualmente alla guida del Piermarini, resterà nel suo incarico fino a metà del 2021

di Giovanna Mancini


Scala, Sala: c'è consenso sul nome del nuovo sovrintendente

2' di lettura

Il francese Dominique Meyer, in arrivo dalla Staatsoper di Vienna, sarà il prossimo sovrintendente della Scala di Milano, a partire dalla metà del prossimo anno, mentre l'attuale direttore, Alexander Pereira, resterà nel suo incarico fino alla metà del 2021. Dopo settimane di discussioni tra i membri di un cda più spaccato che mai, ieri il board della Fondazione ha approvato questa soluzione di compromesso, proposta dal sindaco Giuseppe Sala. Una soluzione che prevede un «atterraggio morbido», per così dire, garantendo al nuovo sovrintendente pieni poteri da subito e a quello uscente di poter portare avanti almeno in parte le stagioni già programmate, evitando così spiacevoli “forfait” da parte di artisti e musicisti.

Lombardia contro la proroga a Pereira
Pereira (in scadenza a febbrario 2020) avrebbe voluto in realtà rimanere fino a tutto il 2022, per terminare il proprio mandato assieme a quello del direttore musicale Riccardo Chailly, ma il suo operato di questi anni (che pure ha portato al teatro un'ingente iniezione di fondi privati) ha visto da sempre alcuni oppositori, contrari a una produttività e a budget ritenuti eccessivi, e l'episodio dell'ingresso del governo arabo nel cda, lo scorso marzo, ha compromesso la sua popolarità. Contrari infatti alla sua proroga, ieri, sono stati i voti della regione Lombardia, rappresentata da Philippe Daverio, e dello Stato, rappresentato da Francesco Micheli.
Favorevoli invece erano i lavoratori del Teatro, che ancora ieri hanno manifestato per sostenere la proroga.
Ora si tratterà di capere come riusciranno a convivere due figure dalla personalità sicuramente forte e con linee operative – almeno finora – differenti. Le precedenti esperienze (non ultima quella tra lo stesso Pereira e il precursore Lissner) non sono state propriamente esemplari.
Inoltre, dal punto di vista formale, si apre un problema: lo statuto della Scala non prevede infatti la proroga dei sovrintendenti, ma solo un affiancamento tra quello entrante e quello uscente. Problema che dovrà risolvere un prossimo cda che sarà convocato a breve.

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