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Salta la Prima della Scala. Meyer studia un «Piano B» senza pubblico

Non ci sono le condizioni per fare le prove e per garantire un evento del livello richiesto per l’inaugurazione del Teatro

di Gi.M.

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(AdobeStock)

Non ci sono le condizioni per fare le prove e per garantire un evento del livello richiesto per l’inaugurazione del Teatro


2' di lettura

Un altro simbolo cede alla pandemia da Covid-19: l’inaugurazione del Teatro alla Scala di milano. La Prima del 7 dicembre, uno dei più importanti e attesi appuntamenti culturali (e mondani) internazionali quest’anno sarà rinviata, o nella migliore delle ipotesi si farà senza pubblico. Lo ha deciso oggi il consiglio di amministrazione della fondazione lirica milanese, riconoscendo che «nell’attuale quadro epidemiologico e normativo non sussistono le condizioni per provare e realizzare una produzione aperta al pubblico e del livello e con le caratteristiche richieste per un’inaugurazione di Stagione», come si legge in una nota diffusa dal Teatro.

Rinviate dunque le rappresentazioni di «Lucia di Lammermoor» previste per la serata di Sant’Ambrogio e per i giorni seguenti. Il cda ha dato mandato al sovrintendente, Dominique Meyer, di studiare un «Piano B», ovvero proposte per una soluzione alternativa «di alta qualità. Non ritenendo di poter avere pubblico in Teatro si cercherà una formula per raggiungere una platea la più ampia possibile», recita ancora il comunicato.

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Possibile il ricorso a una diretta televisiva, per quanto riguarda la fruizione, mentre più complesso è il problema della rappresentazione. Secondo quanto riporta l’agenzia Ansa, si starebbe pensando a una sorta di gala per consentire il distanziamento tra gli interpreti, uno spettacolo in forma di concerto con grandi personaggi.

Nei prossimi giorni, riporta l’agenzia Agi, ci sarà un incontro tra la dirigenza del teatro alla Scala e i lavoratori per approntare il piano alternativo, che tenga conto anche delle difficoltà di movimento e spostamento degli artisti, visto il nuovo lockdown che interessa Milano e la Lombardia, e dei tanti casi di positività registrati nelle ultime settimane tra gli artisti, in particolare i membri del coro.

Il Teatro fa sapere che è quasi terminato lo screening degli oltre mille dipendenti con i tamponi rapidi: orchestra e ballo per il momento i settori che hanno registrato meno casi.

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