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Scalo Milano cancella l’affitto di aprile e rimanda quelli di maggio e giugno

Il villaggio alle porte della città ospita 150 negozi monomarca, 15 ristoranti e un’area dedicata al design - L’ad Davide Lardera: «Decisione condivisa con la proprietà, il gruppo Lonati: ognuno deve fare la sua parte»

di Giulia Crivelli

5' di lettura

È il primo esempio e speriamo venga presto seguito da altri gruppi, aziende, singoli locatari o proprietari di immobili occupati da esercizi commerciali di ogni tipo e in ogni zona delle nostre città, piccole, medie e grandi. Perché l’idea che sta alla base della scelta di Scalo Milano Outlet & More di cancellare il canone di locazione di aprile e di spostare il pagamento di quelli di maggio e giugno a dicembre è che ognuno, in questa situazione di emergenza, deve fare la sua parte. Il che significa fare la sua parte di sacrificio. Viene in mente la massima benedettina: se si può, si deve. Scalo Milano, può, perché, come spiega l’ad Davide Lardera (nella foto qui sotto), il centro commerciale viene da un ottimo 2019 e continua ad avere una visione positiva sull’andamento dell’intero 2020.

Decisione condivisa
La scelta di Scalo Milano, che si trova a Locate Triulzi, a 15 minuti da Milano, è stata ovviamente presa in accordo con gli azionisti, il gruppo Lonati dell’omonima famiglia di industriali e imprenditori bresciani, leader di mercato nella produzione di macchinari tessili . «Questo provvedimento spiega Lardera – dimostra la lungimiranza e il senso di responsabilità della famiglia Lonati. È un investimento importante con un obiettivo chiaro: offrire un aiuto concreto ai negozi di Scalo Outlet & More per affrontare serenamente la ripresa nei prossimi mesi. Per ripartire serviranno le energie di tutti e mai come in questo momento crediamo che investire sullo spirito di squadra sia la scelta imprenditoriale più saggia per rinforzare relazioni di lungo periodo».

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L’ad di Scalo Milano, Davide Lardera

Un centro commerciale “in pausa”. Ma non del tutto
L’ad di Scalo Milano, il cui fatturato aggregato nel 2019 era cresciuto del 34% sul 2018, conferma naturalmente che ogni attività commerciale è ferma dal 12 marzo, come da Dcpm che ha disposto il lockdown della Lombardia. E precisa: «La necessità del provvedimento non è in discussione – dice Lardera –. Per tutelare le persone che lavorano a Scalo Milano e i clienti avevamo deciso la chiusura addirittura un giorno prima del provvedimento governativo. Anche in questo caso, fu una decisione presa in accordo con la famiglia Lonati e comunicata a tutti i locatari, non senza attirarci critiche e malumori. E persino qualche lettera da studi legali. Alla luce di quello che è successo e sta succedendo, credo che nessuno tra quelli che quel giorno, l’11 marzo, protestò, oggi lo rifarebbe». Sono quindi tre settimane che l’ad di Scalo Milano, il suo team di collaboratori e chi è impiegato nei negozi, nei ristoranti e in alcuni dei servizi offerti dal centro, può lavorare solo da casa. «Molti di noi possono usare la tecnologia per portare avanti progetti di lavoro e contatti con colleghi esterni. Più difficile ovviamente trovare un’alternativa alle attività di vendita o di ristorazione – sottolinea Lardera –. Per questo abbiamo organizzato dei corsi via web di formazione. È un modo per continuare a sentirci una comunità e per dare a tutti la sensazione che guardiamo al futuro, ai progetti che avevamo già avviato e sui quali continuiamo, tutti a lavorare».

Le prospettive per il 2020 e oltre
I primi due mesi dell’anno erano andati molto bene: il fatturato degli oltre 150 negozi monomarca e dei 15 ristoranti di Scalo Milano era cresciuto del 23% rispetto allo stesso periodo del 2019. «Per l’intero anno avevamo previsto una crescita del 25%, ma grazie ai numeri di gennaio e febbraio pensiamo di chiudere l’anno in linea con lo scorso esercizio – spiega Lardera –. Molto certo, dipenderà da quando potremo riaprire e con che ritmi si tornerà alla normalità, ma sono ottimista».

Essere a cielo aperto come vantaggio competitivo
L’amministratore delegato di Scalo Milano sa ovviamente che le persone torneranno con molta cautela a fare acquisti, ma il centro commerciale di Locate Triulzi ha un vantaggio: è all’aperto. «Farà sicuramente meno paura frequentare un luogo così rispetto ad altri centri – dice Lardera –. Poi, certo, seguiremo ogni cautela nel decidere quante persone possono entrare contemporaneamente nei singoli negozi e presteremo la massima attenzione alla distanza di sicurezza tra persone e, per i ristoranti, tra i tavoli. Ma credo anche che dopo un periodo di isolamento così difficile dal punto di vista psicologico, le persone avranno voglia di farsi piccoli o grandi regali. E qui abbiamo un altro vantaggio, i prezzi da outlet».

Shopping di turisti
Scalo Milano ha puntato molto, negli anni scorsi, sul bacino di clienti di Milano, città metropolitana e Lombarda. I turisti, anche quelli extra Ue, fanno parte dei progetti futuri. «Ci stiamo lavorando da tempo e continueremo a farlo, ma in vista della ripresa anche il fatto di avere una clientela locale è un vantaggio. Il turismo e lo shopping legato al turismo, purtroppo, avranno una ripresa più lenta. Contiamo però, specie in vista dell’estate, su un turismo italiano – conclude Lardera –. Sarà con ogni probabilità una stagione in cui preferiremo mete domestiche a viaggi e vacanze esotiche».

Le donazioni per l’emergenza
La responsabilità e solidarietà del gruppo Lonati era già testimoniata da due donazione: la Lonati spa ha elargito 2omila euro ad AiutAMOBrescia e Scalo Milano Outlet & More, ha devoluto 50mila euro all’ospedale Sacco di Milano.

Il profilo di Scalo Milano Outlet & More
Scalo Milano è diventata realtà grazie a un investimento di 200 milioni di euro, di cui 25 milioni per la riqualificazione ambientale e di potenziamento delle infrastrutture sul territorio.
L’outlet è composto da 150 negozi monomarca, di cui 15 ristoranti, di importanti brand italiani e internazionali: da Karl Lagerfeld a Nike, da Tommy Hilfiger a Levi’s, fino a Cavalli Class. All’offerta outlet, con sconti dal 30% al 70% tutto l’anno, si affiancano anche le nuove collezioni a prezzi di listino. Uno degli elementi che rendono unica l’offerta di Scalo Milano è la presenza di un’area Design con showroom monomarca che comprendono, tra gli altri, Kartell, Calligaris, Alessi, Scavolini.
L’outlet si sviluppa su un’area di 35mila metri quadri , inserita all’interno del Parco Agricolo Sud, ed è il risultato della riqualificazione degli spazi industriali dell’ex stabilimento Saiwa. Grazie a un ulteriore investimento di 5 milioni di euro, nel giugno 2019 è stata inaugurata una nuova via dello shopping che comprende 22 nuovi store. Dall’apertura, il centro ha creato 700 posti di lavoro (diretti) e se contiamo l’indotto circa 900 e che a pieno regime occupa all’incirca 1.500 persone. Scalo Milano è facilmente raggiungibile: con il passante ferroviario S13, in auto tramite la Tangenziale Ovest di Milano uscita 8 – Val Tidone direzione SS 412, o con servizio quotidiano di shuttle bus con partenza da P.zza della Repubblica, 3 angolo Via Turati (edicola).

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