gli obiettivi della dna

Scambio dati e strumenti di indagine, il piano di Roberti su migranti e Ong

di Marco Ludovico

2' di lettura

Sui nuovi traffici di migranti scatta il piano della Dna. Per il 25 maggio il procuratore nazionale, Franco Roberti, ha convocato a Roma una maxi-riunione. A via Giulia, sede della direzione nazionale antimafia e antiterrorismo, arriveranno i magistrati delle direzioni distrettuali antimafia e i capi delle procure in prima linea nel contrasto al traffico di esseri umani. Ma anche i rappresentanti di Frontex, Europol, Eurojust. I massimi dirigenti delle forze dell’ordine, gli alti gradi della Marina Militare e della Guardia Costiera.

Gli obiettivi del nuovo piano di lavoro
Roberti ha definito un piano di lavoro su almeno quattro obiettivi critici. Si dovrà aggiornare e condividere la conoscenza del modus operandi degli scafisti. Si farà una verifica dell’efficienza e degli scambi dei flussi informativi: tra uffici giudiziari, forze di polizia e militari, agenzie Ue. Sarà discussa e scandagliata l’ipotesi – ormai già acquisita dalle procure di Catania e di Trapani – di un presunto coinvolgimento delle Ong (organizzazioni non governative) nel traffico di migranti. E si proveranno a definire nuovi strumenti operativi nell’azione inquirente contro i trafficanti.

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La revisione delle Linee guida
Così la stessa Dna produrrà una nuova edizione delle linee guida già emanate dalla Procura nazionale oltre un anno fa: «Proposte operative per la soluzione dei problemi di giurisdizione penale nazionale e possibilità di intervento». Un testo di 32 pagine inviato a tutte le procure e ora in fase di aggiornamento. Certo restano valide procedure ormai consolidate della polizia giudiziaria – lo Sco della Polizia di Stato in primis, ma anche la Guardia di Finanza – quando appena sbarcati i migranti sono sentiti subito dagli agenti per cogliere ogni indizio. La scommessa è definire azioni investigative efficaci a monte, quando gli scafisti si separano dai gommoni se non prima.

Premier in campo per attenuare le polemiche
E si provano a stemperare le polemiche. Ieri a Firenze Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione europea, ha riconosciuto che «l’Italia ha salvato e salva l’onore dell’Europa». Risponde il premier Paolo Gentiloni: «Merci Jean-Claude, ma l’onore va difeso insieme». «Da italiani siamo fieri di aver salvato centinaia di migliaia di vite umane nel Mediterraneo» nota il ministro degli Esteri Angelino Alfano. Ma sulla polemica Ong «occorre evitare generalizzazioni e conclusioni affrettate e proseguire con una rigorosa valutazione degli atti» dice il ministro dell’Interno, Marco Minniti, in un’intervista al quotidiano tedesco Welt. Mentre Franco Gabrielli, direttore del dipartimento Ps, rileva: «Io ragiono sui fatti, sui documenti e al momento siamo in una fase ancora “in progress” per definire eventuali responsabilità e comportamenti collusivi». E ricorda che «il procuratore di Catania (Carmelo Zuccaro, n.d.r.) è persona molto seria e molto equilibrata».

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