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Scampoli di fine estate nell'Egeo tra il fascino di Milos e le Cicladi minori

Settembre e ottobre sono mesi ideali per un itinerario in quella che è considerata una delle più belle isole greche dove si alternano spiagge di sabbia a scogliere e piccole baie

di Gianni Rusconi

4' di lettura

Il mare di Grecia a settembre è senz'altro una buona occasione per assaporare il piacere di un'estate che climaticamente sembra non finire mai. Chi punta l'obiettivo del proprio viaggio sulle Cicladi ha dalla sua un amplissimo catalogo di soluzioni e può bastare anche una sola settimana per fare l'ultimo pieno di energia al sole e nelle acque turchesi di alcune di queste isole, evitando volutamente di approdare nelle sempre troppo affollate Mykonos e Santorini.

Rotta sull'isola di Venere

Per arrivare in quella che molti considerano (e non a torto) la più bella isola delle Cicladi se non dell'intera Grecia, e non solo perché rappresenta uno dei tanti luoghi simbolo della storia millenaria dell'Egeo per avere rivelato al mondo le sembianze fatte statua di Afrodite, la Venere di Milo, l'itinerario forse migliore è volare dall'Italia a Santorini e da lì imbarcarsi su un aliscafo per raggiungere (in un paio d’ore circa) il porto di Adamantas. Se le coincidenze lo permettono, si può prendere il bus di linea che dall'aeroporto sale a Thira per concedersi una sosta in uno dei bar o dei ristorantini che si affacciano sulla Caldera finalmente orfana o quasi delle grandi navi da crociera che vi stazionano nel pieno dell'estate e poi scendere (sempre via bus) al porto di Athinios, lungo l'unica e tortuosa strada di accesso a strapiombo sul mare. La navigazione verso Milos, condizioni del mare permettendo, è una piacevole planata sulle onde solcando la superficie blu cobalto di questa porzione di Egeo. Arrivati al porto, basta poco per immergersi nell'atmosfera dell'isola e il consiglio (buono per tutte le stagioni) è quello di dotarsi di un auto fuoristrada, anche una piccola jeep, per potersi muovere senza limiti in tutta l'isola guidando lungo strade poco curate e sterrati.

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Milos Agios Sostis

Dai vicoli di Plaka alle spiagge caraibiche di Agios Sostis

Uno dei grandi pregi di Milos è il suo essere tante cose in una: spiagge di sabbia e scogliere, lunghi arenili e piccole baie, centri molto frequentati come Pollonia o la stessa Adamantas e piccoli villaggi di pescatori come Firopotamos o Ebourios, divenuti luoghi perfetti per soggiornare lontano da tutti o intimi ritrovi dove pranzare in taverne fuori dal tempo. E poi quel sapore di Grecia autentica che si respira qua e là, camminando senza meta fra i vicoli di Plaka, con la sua piazzetta che di sera si trasforma in teatro ristorante, le sue case bianche incastonate l'una affianco all'altra in una sorta di Tetris tridimensionale e la sua chiesa che diventa luogo mistico al tramonto nonostante il vociare multilingue di chi si innamora di questo meraviglioso belvedere che guarda a Nord Ovest e si affaccia sulla profonda insenatura dove entrano ed escono le navi da e verso le altre isole della Cicladi. A Plaka si trova un piccolo museo con una copia della Venere di Milo (l'originale è della statua è esposta al Louvre) e preziosi reperti vecchi di 3mila anni mentre i villaggi limitrofi di Tiravalos e Tirpiti, dove la vita scorre lenta fra le abitudini dei locali e la presenza discreta dei turisti, sono il punto di partenza perfetto per raggiungere le diverse spiagge, il tesoro più prezioso per chi viene in vacanza a Milos, soprattutto in questo periodo. I nomi da segnarsi in agenda sono tanti: la baia di Plathenia per un bagno nelle sue calme acque al tramonto, la scogliera lunare e bianchissima di Sarakiniko e il poco frequentato arenile sabbioso fra Agios Sostis e Provatos dove il mare ricorda quello caraibico tanto è trasparente. E poi ancora gli scenari suggestivi fatto di rocce colorate che si adagiano nell'Egeo di Fyriplaka e Paleochori o la meraviglia (raggiungibile solo in barca) di Kleftiko, un vero e proprio sperone conficcato nelle acque turchesi.

Kimolos

Kimolos, isola essenziale

Anche se la permanenza a Milos si limita a una settimana, una giornata o più fra le spiagge e i tratti più caratteristici di Kimolos può risultare un ricordo indimenticabile della vacanza fuori stagione. Facilmente raggiungibile in traghetto anche con la propria auto (o motorino) dal porto di Pollonia, offre a settembre la tranquillità assoluta di baie come Goupa con il suo elefantino di roccia e le sue tradizionali sirmata, i ricoveri ricavati nella roccia per parcheggiare i caicchi da pesca, arenili riparati dal meltemi come Pigados, senza dimenticare ovviamente Prassa, forse la spiaggia più bella per la sabbia dorata e le acque color smeraldo, ed Ellenika, la più scenografica con gli scavi e le tombe del periodo miceneo. E poi il piacere di un ultimo bagno seguito da un aperitivo nel porticciolo ad anfiteatro di Psathi, prima di abbracciare la sera in uno dei locali di Chorio (Chora), l'unico vero centro abitato (naturalmente di case bianche) di un'isola che richiama ovunque semplicità e che i veneziani chiamavano Artzentiera, l'isola d'argento.

Folegandros

Folegandros, poco glamour e paesaggi aspri

Il rischio di trovare il meltemi che soffia forte è sempre alto, da giugno a settembre, ma l'incanto che questa isola sa regalare non scoraggia certo chi vuole vivere le Cicladi senza la patina chic di altre più note destinazioni. Folegandros è sulla rotta dell'aliscafo fra Santorini e Milos e può essere una piacevole estensione di vacanza, anche di solo un paio di giorni. Il suo centro più importante, costruito a ridosso di una falesia e immortalato nelle fotografie con l'inconfondibile strada a muri bianchi che percorre il crinale di una scogliera a picco sul mare, regala una sensazione di sospensione nel vento ma non è la sola attrazione.

Folegandros Vardia

Le sue spiagge, partiti i tanti turisti che l'affollano fra luglio e agosto, diventano una meta per il totale relax pur se non attrezzate (ma è forse questo il loro grande pregio) e in alcuni casi raggiungibili solo a piedi camminando anche per un'ora abbondante. Folegandros è molto più selvaggia rispetto ad altre isole greche ed è perfetta per chi ama la natura e rifiuta i soliti cliché della sabbia bianca. Katergó, nell'estremità meridionale dell'isola, è una suggestiva spiaggia di sabbia nera bagnata da un mare blu mentre nella zona di Karavostasi si può ambire al silenzio di piccole baie quasi incontaminate come Vardia.

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