Tangenti e affari di stato

Scandalo 1MDB: «Le scuse non bastano». Il governo malese chiede 7,5 miliardi a Goldman

di Riccardo Barlaam

(Afp)

3' di lettura

NEW YORK – «Le scuse non bastano». Il ministro delle Finanze della Malesia Lim Guan Eng ha detto che il suo Paese è pronto ad avviare un procedimento penale contro Goldman Sachs per lo scandalo delle tangenti legate al fondo di investimento governativo 1MDB, a meno che la banca americana non accetti di pagare i danni. Il conto presentato dal nuovo governo è salato: 7,5 miliardi di dollari. Incalzato ancora dai reporter il ministro, riguardo alla possibilità di ritirare le accuse contro la banca americana, ha commentato: «Prima paghi i 7,5 miliardi, e poi ne parliamo».

Goldman Sachs ha sempre negato tutti gli addebiti. Ma due diverse inchieste, una avviata dalle autorità malesi e una seconda del Dipartimento di giustizia americano, sono state aperte per cercare di approfondire il ruolo della banca nella sottoscrizione e nella vendita di tre bond che raccolsero 6,5 miliardi per il fondo d’investimento del governo 1Malaysia Development Berhad.

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Lo scorso anno le autorità americane hanno incriminato due ex banker di Goldman, Timothy Leissner e Roger Ng, con l'accusa di aver sottratto miliardi di dollari dal fondo 1MDB.

Di recente l’International petroleum investment company (Ipic), fondo sovrano di Abu Dhabi, dal 2016 confluito in Mubadala, ha depositato a New York i documenti per una nuova causa contro la banca americana, accusata di avere avuto un “ruolo centrale” nei presunti trasferimenti illeciti di denaro. «Goldman Sachs ha agito per corrompere gli ex executive di Ipic e della controllata Aabar», è scritto nella denuncia.

Tre le persone incriminate: i due ex senior banker di Goldman già citati e il finanziere malese Low Taek Jho. L'accusa, anche qui, è di aver riciclato miliardi di dollari sottratti al fondo.

Miliardi di dollari che sarebbero finiti in tangenti pagate dai banker e dal finanziere malese, facilitatore e uomo chiave dell’inchiesta molto vicino all'ex premier malese, per mantenere i costosi contratti di consulenza con Goldman Sachs.

Coinvolto nell'inchiesta anche il banchiere italiano Andrea Vella, ex co responsabile dell'investment banking in Asia sospeso da Goldman, che la giustizia americana cita nell'inchiesta come il “Co-consipirator 4”.

La Malesia ha riaperto le investigazioni contro Goldman dopo le storiche elezioni del maggio 2018 che per la prima volta hanno portato a un cambiamento del governo dopo oltre 60 anni, con la vittoria della coalizione di opposizione Pakatan Harapan e la nomina a premier di Mahathir Mohamad, 92 anni, il leader politico più anziano con la regina Elisabetta d'Inghilterra.

L'ex primo ministro malese Najib Razak nel 2009 creò il fondo d'investimento 1MDB per attirare finanziamenti dall'estero. Secondo le stime del Dipartimento di giustizia nel periodo compreso tra il 2009 e il 2014 sono spariti 4,5 miliardi di dollari, prelevati secondo gli inquirenti americani da alti funzionari governativi, persone vicine all'ex premier Razak.

Mercoledì il ceo di Goldman Sachs, David Solomon, si è scusato con il popolo malese per il ruolo di Tim Leissner, uno degli ex banker coinvolti, nello scandalo 1MDB ma ha anche detto che prima di ogni transazione la banca aveva condotto regolari attività di due diligence. Leissner, ex partner di Goldman Sachs in Asia, è stato ritenuto colpevole negli Stati Uniti di corruzione, riciclaggio di denaro e per aver violato le regole Usa contro le pratiche di corruzione all’estero.

Il ministro delle Finanze malese ha risposto al ceo di Goldman dicendo che le scuse «sono necessarie ma non sufficienti». Ricordando che l’intero scandalo finanziario ha impoverito il suo Paese e causato «la sofferenza dell'intero popolo malese».

«Se non ci fosse stato il cambio di governo – ha detto ancora Lim Guan Eng – pensate che le scuse di Goldman Sachs sarebbero arrivate? Stiamo parlando della più grande banca di investimento del mondo. Non è facile accettare delle scuse da loro. Le scuse non sono abbastanza. Una scusa con un assegno di 7,5 miliardi vicino ecco che cosa ci vorrebbe», ha concluso Lim.

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